Expo, sì all’acquisto delle aree ma se c’è lo sconto

Fumata grigia nell’incontro che avrebbe dovuto risolvere il rebus dei terreni. Palazzo Marino e Pirellone hanno piani diversi. La Regione pronta a comprare a 160 milioni, la Moratti preferisce un comodato d’uso ma darà l’ok se il prezzo cala

Expo, sì all’acquisto delle aree ma se c’è lo sconto

Si è conclusa con una fumata grigia la riunione che avrebbe dovuto portare a una decisione sulle aree su cui sorgerà Expo. Tutto rimandato a oggi, anche se bisognerà attendere ancora qualche giorno per potere vedere chiuso l’accordo. I tecnici di Comune e Regione sono al lavoro, calcolatrice e mappe alla mano, per tradurre i discorsi in numeri, e per presentarsi alle trattative con i conti fatti. All’ordine del giorno di questa sera, invece, l’accelerata sulla governance della società Expo: il sindaco e commissario straordinario Letizia Moratti ha convocato d’urgenza per questa sera il cda di Expo, che nominerà Giuseppe Sala direttore generale, in tempo utile perché il sindaco possa presentarsi davanti al Bie con una società di nuovo «immediatamente operativa». Domani la Moratti è attesa a Parigi dove alle 15,30, accompagnata dal nuovo dg, aggiornerà il Bie sui passi avanti fatti da Milano. Non è un mistero che il Bie voglia delle rassicurazioni in questo senso, sia per quanto riguarda la società di gestione, dopo le dimissioni dell’ad Lucio Stanca, sia sul fronte dei terreni, che dovranno essere a disposizione della società entro ottobre al massimo. Proprio per questo in serata la Moratti ha scritto una lettera ai soci, Provincia e Regione, e ai proprietari dei terreni, Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi, per ribadire l’urgenza per la società di gestione di trovare una soluzione. Nel documento il commissario avalla le due alternative prospettate alla proprietà: bene dunque sia l’acquisto delle aree, purché a un prezzo congruo, sia l’accordo per il comodato d’uso, anche se sembra che il Comune continui a spingere per questa seconda strada perché più sostenibile economicamente. Una mossa che servirà alla Moratti come rassicurazione davanti al Bie e che può essere letta come suggerimento per uno «sconto» sul prezzo delle aree, a fronte di tempi rapidi.
Una giornata lunga e complessa quella di ieri, che ha visto un capovolgimento delle aspettative e della situazione da un vertice all’altro. Il D-Day mancato è iniziato alle 8,30 con il vertice al Pirellone tra Regione, Provincia e Comune, che avrebbe dovuto concludersi con una proposta concordata da presentare ai proprietari delle aree, Fondazione Fiera e gruppo Cabassi. Ma così non è stato, con Comune e Provincia a fare fronte comune e la Regione ferma sui suoi passi. Il sindaco si è presentata al Pirellone con la sua alternativa: avere le aree in comodato d’uso al prezzo simbolico di un euro e il diritto di superficie per sei anni e l’impegno da parte dei proprietari nella realizzazione delle infrastrutture, per un valore stimato di 120 milioni di euro, in cambio di diritti edificatori per il dopo Expo. Sembra che anche il presidente della Provincia Guido Podestà - che da giorni ripete di non avere la disponibilità finanziaria per entrare nella partita dell’acquisto delle aree, nemmeno con la quota del 10% della newco proposta ieri - abbia guardato con favore alla proposta del Comune, spostando l’ago della bilancia verso il comodato d’uso contro la proposta di Formigoni di acquistare direttamente le aree. Il braccio di ferro tra Comune e Pirellone per la guida delle partita delle aree Expo, è continuato anche nel pomeriggio. Alle 14,30 il secondo vertice, questa volta in piazza Scala, che per la prima volta ha visto seduti al tavolo Comune, Provincia e Regione e le proprietà, Fondazione Fiera, rappresentata dal suo presidente, il senatore pdl Giampiero Cantoni e i rappresentanti della Belgioiosa srl del gruppo Cabassi e Giovanni Cabassi. Ma i proprietari dei terreni, valutati dall’Agenzia del Territorio 200 milioni di euro, sono stati presi in contropiede, con la Moratti che di fatto chiedeva a gruppo Cabassi e Fondazione Fiera di diventare «soci» della partita, partecipando alla realizzazione delle infrastrutture - la proposta del comodato d’uso - e dall’altra parte Formigoni, fermo sulla sua proposta da 160 milioni di euro per comprare le aree. E se l’ipotesi dell’acquisto, preferita dal governatore perché garantirebbe una maggior trasparenza, permetterà nel 2016 al soggetto pubblico, la newco, di valorizzare un’area che sarà tra le più infrastrutturate d’Europa, il comodato d’uso, già prevista dalla delibera del consiglio comunale nel 2007, permetterebbe ai soci di evitare esborsi particolarmente onerosi. La riunione si è chiusa verso le 17 lasciando ai tecnici 24 ore di tempo per fare i conti e trovare la soluzione migliore dal punto di vista economico e giuridico.

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