La F1 finisce Vettel non smette È record di pole

La F1 finisce Vettel non smette È record di pole

La formula urletto di Sebastian Vettel ripetutamente ascoltata quest’anno per manifesta superiorità sul resto del mondo dice e per l’appunto urletta via radio oltre alla gioia del ragazzo anche che Nigel Mansell e la sua Williams Renault con sospensioni elettroniche e il record delle 14 pole anno 1992 vanno definitivamente in soffitta. Ora, il teutonico campione del mondo bis della monoposto energetica è da solo a quota quindici centri stagionali.
Niente da fare in qualifica per il resto del mondo, a cominciare dal suo compagno Webber, distante quasi due decimi, per arrivare ai vari Button, Hamilton a mezzo secondo, e per finire con lo stoico Alonso, quinto a quasi sette decimi di cui cinque incamerati nel tratto centrale guidato dove la Rossa non stava a terra. Ah, già, c’è anche Massa: è settimo. Che altro aggiungere? Forse che alla voce gomme, i due ferraristi hanno usato rispettivamente, Alonso due treni di Medium in Q1, uno di Soft in Q2 e due di Soft in Q3, Massa Medium e Soft in Q1, quest’ultime riutilizzate in Q2 prima di ritentare con un treno nuovo. Per cui in Q3 si è ritrovato con un solo set di Soft nuove.
La cronaca del sabato brasilero dice questo e sottolinea che le Mercedes non perdono il vizio di incuriosire prima e deludere poi. In molti, a cominciare da Alonso, se le aspettavano agguerrite davanti e invece Rosberg è subito dietro a quasi quattro decimi. Più lontano Schumi. Molto del merito va ovviamente allo spagnolo della Rossa che infatti non si nasconde: «Sono ancora quinto come altre volte quest’anno, è vero, però, che a volte sei quinto con fatica altre con facilità. Ecco, stavolta è stato abbastanza difficile. Non ero soddisfatto della macchina, del bilanciamento, e temevo le Mercedes, invece ho dovuto vedermela con le McLaren... Per cui è andata meglio di quanto mi aspettassi. E sulla gara vediamo: è prevista pioggia, quindi diventa tutto un’incognita, tutto è aperto, e resto fiducioso per un podio... In fondo, se fai una buona gara partendo quinto, ci sei già vicino». Massa, ovviamente, non è solo insoddisfatto della macchina: «Mi attendevo di più da quest’ultima qualifica dell’anno e non posso essere certo contento. In certe curve bloccavo l’anteriore».
Se Massa piange, un altro brasiliano non ride. Trattasi di Rubens Barrichello. Maria De Filippi lo attende a C’è posta per te. Ieri è arrivato il patetico video messaggio di Rubinho quasi volesse aprire il bustone elettronico e farsi accettare un altro anno dal suo team, la Williams. Per favore, riprendetemi in casa. «Spero che questo non sia il mio ultimo Gp - ha infatti detto -, no, non sarà così... E poi non chiedo mica un favore, solo penso che sarebbe inutile lasciarmi a casa, la mia esperienza serve, c’è bisogno di me...». Allora cara Williams, apri o non apri la busta? Nell’attesa, due numerini: Barrichello ha vinto 11 Gp con la Ferrari, ha corso 325 gare in 19 anni di F1, a inizio carriera ha persino visto la morte in faccia, a Imola, di venerdì, anno 1994, prima che Ratzemberger di sabato e Senna di domenica si uccidessero in pista. Per cui dai, su, fa il bravo Rubens: ultima gara e poi a casa dai tuoi figli buonino buonino. Hai quasi 40 anni. Non vedi Schumi come se la passa? Ed è Schumi. O meglio: una volta era Schumi.

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