La fabbrica dei genitori perfetti. Si impara tutto in una sera

L'ossessione degli adulti è diventata un business. Lezioni, libri, corsi pagati centinaia di euro pur di garantire il successo ai figli

La fabbrica dei genitori perfetti. Si impara tutto in una sera

Gli americani lo chiamano investment parenting: l'essere genitori «da investimento». E non si tratta soltanto di investimento emotivo, affettivo, amoroso, psicologico, educativo: si tratta di un investimento economico vero e proprio. Essere genitori non basta: bisogna cercare di essere perfetti, o quasi. Perché - questa è la convinzione diffusa - più sacrifici si fanno per i figli, più i figli avranno successo. E certo è facile contestare la logica di causa ed effetto, ma ormai è assodata: ed è sulla basa di questa affermazione che l'essere genitori, nel nuovo secolo, è diventato un'industria. Anche se si tratta, in realtà, più di una speranza che di un dato verificabile: anzi, secondo gli studi, l'intelligenza di un bambino può essere «aiutata» dall'azione dei genitori fino a che il figlio è molto piccolo; poi, quando raggiunge i 12 anni di età, l'effetto sparisce. Insomma i bambini restano quello che sono, e quello che i genitori fanno per loro è relativamente utile, come ha spiegato Bryan Caplan nel suo saggio Selfish reasons to have more kids («Ragioni egoistiche per avere più figli»), che ha un sottotitolo-manifesto: «Perché essere un bravo genitore significa meno lavoro e più divertimento di quanto pensi». Bisogna ricordare anche quella che può sembrare un'ovvietà: ma l'essere madri e padri all'altezza è appunto un business, in una società, come dicono gli psicologi americani, «ossessionata dal risultato».

INSEGNAMENTO GLOBALE

È significativo che serva un manuale per dire ai genitori che, in realtà, non serve un manuale per essere mamme e papà: la produzione di saggi ad hoc per genitori è infatti continua. Per esempio, basta cercare sul sito Ibs i libri con la parola «genitori» nel titolo: il risultato sono 85 pagine da venti libri l'una. Non tutti sono saggi sull'argomento, ma la maggior parte sì. Se si cercano i libri con la parola «figli» si ottengono addirittura 239 pagine, sempre da venti titoli ciascuna.

Di che cosa si occupano tutti questi manuali? In pratica, di ogni aspetto riguardante l'educazione dei figli, proponendo punti di vista spesso opposti: dal «metodo francese» a quello della «mamma tigre», dalla madre «elicottero» ai «genitori spazzaneve», dalle punizioni alle urla al sonno. E, prima ancora, ci sono testi dedicati alla gravidanza e a come comportarsi mentre si è in attesa: i cibi migliori, l'attività fisica consigliata, le letture da fare al pancione, le creme... Servono almeno una decina di libri per farsi un'idea (costo medio 15 euro l'uno); e, alla fine, arrivare alla teoria del carpentiere e del giardiniere. Spiega l'americana Alison Gopnik che i genitori di oggi sono come dei carpentieri, sempre a controllare che i figli imparino, che ogni gioco, sport, strumento, libro e amico abbia un ruolo «educativo», convinti che «con le tecniche giuste possano fare davvero la differenza» nel futuro dei loro figli. Insomma «forgiano il materiale grezzo» per ottenere un «prodotto finito». Invece i genitori dovrebbero fare come i giardinieri: curare il giardino, sì, ma dare alle piante lo spazio per crescere (magari con qualche erbaccia qua e là, un fiore imprevisto).

Ci sono poi lezioni che insegnano (o promettono di insegnare...) a diventare genitori migliori: si va da seminari della durata di una sera o di un pomeriggio a corsi articolati su una o più giornate. Sì, proprio come se fare la madre o il padre fosse un lavoro. Paradossalmente, a volte i corsi si concentrano sulla necessità di non cercare la perfezione: però bisogna pagare (i costi variano, in media, dai 30-40 euro fino ai 120-140 per il singolo seminario) per sentirselo spiegare.

MAMMA E PAPÀ IN SEMINARIO

In Francia si sono inventati persino stage per «genitori disperati». Fra i temi affrontati: l'autorità, l'ascolto, come trovare un equilibrio fra cura e controllo, la gestione dei conflitti, l'arrivo di un fratellino o di una sorellina, i capricci, il primo soccorso pediatrico; a volte c'è una divisione per fasce d'età. Spesso sono organizzati di sabato pomeriggio: così, anziché fare i genitori a casa coi figli, si va a imparare a fare i genitori (efficaci, consapevoli, quasi perfetti), al seminario...

Se una lezione non è abbastanza, si può anche seguire un corso di «coaching genitoriale». I costi ovviamente salgono: anche mille euro per una serie di lezioni nelle quali i genitori studiano sia le tecniche di coaching, sia nozioni di pedagogia e psicologia dello sviluppo. I corsi possono essere suddivisi per fasce di età, oppure a seconda delle esigenze della famiglia. L'obiettivo è, in ogni caso, fornire delle «abilità» per «affrontare con successo» la vita di famiglia e i rapporti con i figli. Per chi ancora non fosse soddisfatto ci sono corsi che applicano la Pnl (programmazione neuro-linguistica) al rapporto fra genitori e figli: per imparare a comunicare e interagire al meglio. Gridare non basta (si grida, ovviamente, ma dopo avere speso mille euro per sentirsi dire che non va bene). Ci sono anche le app che aiutano i genitori, per esempio «Save the mom»: una specie di super agenda per organizzare le giornate di tutta la famiglia, controllare la posizione dei familiari, aggiornare la lista della spesa. La tecnologia è un tema sensibile per il genitore preoccupato: quanto si può lasciare il tablet o lo smartphone nelle mani del bambino o dell'adolescente? Quanto tempo si può stare davanti a uno schermo (computer, videogame, televisione)? Non c'è una regola, ma molte opinioni, manuali, siti e anche seminari sull'argomento, quelli sì. Il rapporto con il mondo digitale è stato al centro anche di «Famiglia punto zero», festival (ingresso 5 euro, laboratori a pagamento) dedicato alla «multigenitorialità». Già è complicato fare i genitori, figurarsi i multigenitori.

A CIASCUNO IL SUO

Esistono corsi per perfezionare i singoli aspetti della vita di genitori e figli: corsi preparto, corsi di massaggio e di nuoto per neonati, perfino corsi di lettura, per insegnare ai genitori a leggere ai figli. Nulla va lasciato al caso, per il genitore del nuovo secolo. Lo sport, la scuola, i compiti, le lezioni di piano o di violino, gli amichetti con cui giocare; i giochi stessi, sui quali esistono varie teorie, per esempio sul gioco all'aperto (non è semplicemente «normale» che i bambini giochino al parco, è una «teoria educativa»); le cure, tradizionali o omeopatiche; il sonno, argomento sul quale esistono una serie di metodi e manuali; il cibo (solo in cibo biologico per bambini sono stati spesi 400 milioni di dollari nel 2014). Tutto ha un prezzo. Un paio di anni fa in Cina sono nate addirittura delle scuole di business per bambini, per imparare a diventare imprenditori di successo già dai sette anni. Un anno di corso (tre lezioni a settimana) costa circa 3.300 euro. Un investimento nell'investimento, ma forse con una prospettiva: farsi ripagare dai figli tutti i sacrifici...

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