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Le famiglie sospese: "Siamo oltre 4mila. E abbiamo il terrore di perdere tutto"

Chiedono un intervento legislativo: "La politica pensi al futuro di Milano"

Le famiglie sospese: "Siamo oltre 4mila. E abbiamo il terrore di perdere tutto"
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"Ora molte famiglie hanno il terrore che la propria casa possa essere demolita o confiscata da un giorno all'altro". Parola di Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie sospese, che riunisce gli oltre 4.500 nuclei di milanesi che hanno comprato casa ma non riescono a entrarne in possesso a causa del blocco provocato dalle inchieste della Procura. I cittadini sono terrorizzati da quando è arrivato il primo ordine di abbattimento dato dal Comune ieri in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato per lo stabile di via Fauchè. I portavoce del Comitato hanno incontrato per due ore la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo. "Spero che questa sia un'opportunità affinché le istituzioni si diano una svegliata per trovare una soluzione - ha aggiunto Borsellino -. Molte famiglie che vivono nelle case finite sotto inchiesta e che pagano regolarmente il mutuo hanno il terrore che la propria casa possa essere demolita o confiscata da un giorno all'altro. Speriamo che quello che è accaduto sia una sveglia per la politica a livello locale e a livello nazionale".

Prosegue Borsellino: "Sappiamo che l'ufficio dell'urbanistica ha ripreso a lavorare ma non sappiamo quanti progetti si potranno sbloccare. Abbiamo ottenuto un follow up mensile con la vicesindaco per capire quali progetti potranno essere sbloccati. Le soluzioni prospettate dal Comune sono le stesse di dicembre: sono famiglie che hanno firmato proposte di acquisto davanti a un notaio, una figura che dovrebbe fare da garante - ha spiegato ancora -, che pagano puntualmente il mutuo, quindi si sono sempre mosse all'interno della legge ma oggi la legge non li tutela". Ora il Comune sta lavorando per cercare di sbloccare i cantieri. Quello che le famiglie sospese chiedono però è un intervento legislativo che ancora non è applicato. "Torno a ripetere che questa causa dovrebbe unire la politica e non dividerla, perché le famiglie appartengono sia alla destra che alla sinistra" ha concluso.

"Pur non conoscendo nel merito i documenti relativi agli atti di demolizione, riteniamo comunque che questa decisione del Comune aumenti ulteriormente l'incertezza e la preoccupazione degli operatori e dei professionisti del settore - dichiara Giovanni Deleo, presidente Assimpredil Ance -. Certi che il caso di via Fauché sia stato valutato per le sue peculiarità, riteniamo non più procrastinabile la definizione del quadro normativo di riferimento per l'urbanistica a Milano".

Sono un migliaio i progetti partiti nel 2023 e finiti nel mirino della Procura, perchè autorizzati con Scia in quanto presentati come ristrutturazioni che si sono, invece, rivelati abbattimenti e ricostruzioni tra cantieri sequestrati, progetti ancora sulla carta, case a metà, come via Fauchè dove non sono ancora stati venduti gli appartamenti. E case realizzate dove le persone stanno pagando regolarmente il mutuo. Il caso di via Fauchè è fotocopia di quello di piazza Aspromonte, da cui è partita la maxi inchiesta, mentre per via Anfiteatro, il Consiglio di Stato ha dato "ragione" al Comune.

L'assessorato all'Urbanistica sta portando avanti il lavoro iniziato con la delibera del 13 novembre, ossia quel processo che prevede che gli operatori chiedano di rivedere i titoli a costruire, ritirando le Scia e presentando piani attuativi o che compensino gli oneri di urbanizzazione non pagati.

Al momento sono una decina i titoli a costruire autorizzati dalla giunta negli ultimi mesi.

Parallelamente è ripartita la macchina degli uffici dell'urbanistica: è operativa la Commissione del paesaggio che ha analizzato 200 pratiche circa mentre gli uffici stanno rivedendo alcune pratiche e portando avanti quelle che si erano affossate.

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