Farmaci e terapie

Vaccino antinfluenzale: protegge i pazienti con insufficienza cardiaca

Secondo gli scienziati il vaccino antinfluenzale, poiché previene i decessi e l'ospedalizzazione, ha un impatto positivo sulla salute e sulla spesa pubblica

Vaccino antinfluenzale: protegge i pazienti con insufficienza cardiaca
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Secondo il Rapporto Influnet, il Sistema di Sorveglianza Integrata curato settimanalmente dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), la circolazione dei virus influenzali sta aumentando e la somministrazione del vaccino antinfluenzale diventa imprescindibile. Dati alla mano, si stima che 6-7 milioni di italiani contrarranno l'influenza, ovvero una malattia respiratoria stagionale provocata da virus che infettano le alte e le basse vie respiratorie. I patogeni a RNA appartenenti al genere Orthomixovirus si trasmettono attraverso le goccioline di saliva e di muco emesse con starnuti, colpi di tosse o parlando in maniera ravvicinata con un'altra persona. Considerate tale modalità, si capisce bene come la trasmissibilità del disturbo sia elevata.

Il tempo di incubazione è breve, pari a circa uno o due giorni. I sintomi, che generalmente tendono a scomparire entro una settimana, includono la febbre elevata ad esordio brusco accompagnata da brividi, sudorazione e mal di testa. A livello sistemico il paziente può accusare debolezza, sonnolenza, dolori ossei e muscolari. Alle manifestazioni respiratorie quali tosse secca, naso chiuso, mal di gola, starnuti e dolore al petto possono associarsi disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e crampi addominali.

L'influenza colpisce chiunque, tuttavia esistono categorie a rischio per le quali le possibilità di sviluppare complicanze sono elevate. Tra queste figurano gli anziani con più di 65 anni, i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 5 anni, i soggetti immunodepressi, le donne in gravidanza e i pazienti affetti da malattie croniche (diabete, patologie respiratorie, cardiovascolari, immunitarie). Per questi individui si rivela fondamentale la somministrazione del vaccino antinfluenzale.

Il vaccino antinfluenzale

Il vaccino antinfluenzale è un preparato che viene somministrato con lo scopo di prevenire l'influenza o di attenuarne i sintomi. Il suo compito è quello di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici contro il patogeno. Più precisamente esso sollecita la formazione dei linfociti B altrimenti definiti cellule della memoria, indispensabili per la creazione della cosiddetta memoria immunitaria che serve a riconoscere e a combattere il virus nel momento in cui l'organismo entra in contatto con lo stesso. All'interno del vaccino antinfluenzale sono infatti presenti frammenti virali che hanno la capacità di agire da antigeni. Ne esistono due tipologie

  • Vaccino antinfluenzale inattivato iniettabile: è quello commercializzato in Italia. Composto da parti virali uccise e pertanto innocue, viene somministrato tramite iniezione intramuscolo nei soggetti con più di 6 mesi di vita o intradermica nella fascia di età che va dai 18 ai 64 anni;
  • Vaccino antinfluenzale attenuato spray nasale: contiene frammenti virali vivi ma indeboliti e pertanto può essere somministrato solo a individui sani e di età compresa tra i 2 e i 59 anni.

Salvo alcune controindicazioni che impediscono la sua somministrazione (grave allergia alle uova, età inferiore ai 6 mesi, sindrome di Guillain-Barré), il vaccino antinfluenzale è sicuro. Tuttavia può dar luogo ad effetti collaterali che nella maggior parte dei casi sono lievi ed autolimitanti: dolore al braccio, febbre, algia muscolare, mal di testa. Rare ma possibili le reazioni allergiche.

La sua efficacia è comprovata. Come già accennato, esso è indispensabile per alcune categorie a rischio. Un'ulteriore conferma giunge da uno studio condotto dagli scienziati dell'Università McMaster e pubblicato su The Lancelot Global Health, secondo cui il vaccino antinfluenzale può proteggere da morte precoce coloro che soffrono di insufficienza cardiaca.

Il vaccino antinfluenzale e l'insufficienza cardiaca

Con il termine insufficienza cardiaca si indica l'incapacità del cuore di fornire la giusta quantità di sangue rispetto alle normali esigenze dell'organismo. Il muscolo cardiaco appare quindi indebolito e la riduzione della gittata cardiaca provoca una sofferenza dei tessuti periferici. Questi ultimi, infatti, non ricevono più l'adeguato quantitativo di ossigeno e di nutrimenti. Numerose sono le cause dell'insufficienza cardiaca: malattia coronarica, ipertensione, cardiomiopatia, cardiopatia ischemica, aritmie, miocardite, patologie delle valvole cardiache. Ancora altri disturbi quali: lupus eritematoso sistemico, diabete, anemia grave, ipertiroidismo, ipotiroidismo, enfisema polmonare, emocromatosi (accumulo di ferro).

Nella maggior parte dei casi i sintomi insorgono gradualmente generando un'insufficienza cardiaca cronica. Sono manifestazioni tipiche la stanchezza estrema, la dispnea, il gonfiore alle caviglie, la tachicardia, la nausea, la tosse persistente, l'ascite ovvero la raccolta di liquido nell'addome. Purtroppo le complicanze non sono rare e dipendono dall'età del paziente e dall'entità del disturbo. Fra queste ritroviamo l'insufficienza renale, il danno epatico, l'infarto e l'ictus. Il vaccino antinfluenzale è caldamente consigliato per chi soffre di insufficienza cardiaca che, seppur controllata mediante terapia farmacologica, spesso può rivelarsi fatale.

L'importanza del vaccino antinfluenzale

Come già accennato, gli studiosi dell'Università McMaster guidati dal dottor Mark Loeb sono giunti alla conclusione che il vaccino antinfluenzale può salvare la vita delle persone affette da insufficienza cardiaca, prevenendo la polmonite e le complicanze cardiovascolari. Sono stati monitorati più di 5mila pazienti affetti da insufficienza cardiaca in 10 Paesi di Africa, Asia e Medio Oriente. Agli stessi è stato somministrato il siero o un placebo annualmente, da giugno 2015 a novembre 2021. I soggetti con questo disturbo sono estremamente vulnerabili ed hanno una probabilità del 50% di morire entro cinque anni dalla diagnosi. Il 20% viene ricoverato ogni anno per complicazioni cardiovascolari.

Dall'indagine è emerso che il vaccino antinfluenzale nel corso di un anno è stato in grado di ridurre del 40% la polmonite e del 15% l'ospedalizzazione. Esso ha poi diminuito i decessi del 20% e sembra altresì avere avuto una protezione attiva contro ictus e infarto, evenienze non rare in chi soffre di insufficienza cardiaca. Gli scienziati ci tengono a sottolineare che sono stati oggetto di esame Paesi a basso e medio reddito in cui i tassi di campagna vaccinale sono bassi. Secondo gli stessi, dunque, il vaccino antinfluenzale, poiché sicuro ed economico, evita un sesto dei decessi per malattie cardiache e previene i ricoveri. Pertanto la sua adozione può avere un impatto positivo non solo sulla salute, ma anche sulla spesa pubblica.

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