Favoriti loro, favoriti anche noi

La matematica dimostra che nelle scommesse non esiste una strategia vincente a prescindere dalla scelta delle partite. Però migliaia di studi statistici evidenziano l’unico sistema «cieco» temuto dai bookmaker: la puntata sui favoriti, quando non addirittura sugli strafavoriti. Anche se le quote sembrano basse, anche se c’è meno divertimento, anche se pubblicazioni miracolistiche esaltano outsider e martingale. Da metà agosto abbiamo effettuato un nostro studio con poche limitazioni: a) solo calcio; b) molto mercato, almeno 100mila euro di gioco presso gli exchange primari; c) solo esiti finali; d) mai più di 5 partite nello stesso giorno; e) quote da 1,25 in giù, cioè con probabilità secondo il banco di almeno l’80% (100 diviso 1,25 fa 80). Ad oggi abbiamo trovato «solo» 50 partite rispondenti a questi requisiti, alcune anche da 1,01 (ovviamente erano di qualificazione mondiale). Il risultato? Mettendo 100 euro su ogni match, con capitale quindi di 500, abbiamo vinto 46 volte e subito il salasso di 100 nelle rimanenti 4 occasioni. E adesso ci ritroviamo con un utile netto di 214 euro, il 42,8% del capitale iniziale: un risultato fortunatissimo, quando la realtà di medio periodo è invece più grigia. Con questo metodo la nostra performance 2008-2009, prendendo in considerazione tutta la stagione e non solo un mese e mezzo, era stata del 48,3%. Giocando in questo modo il confronto non va fatto con il sei del SuperEnalotto, ma con il prodotto offerto dalla vostra banca.
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