Ferrara: "Solo il Real ha speso più di noi"

"Lo scudetto? Romperemo le scatole fino in fondo. È la Juve che volevo". Poi apre a un ritorno di Nedved: "Vorrei Pavel nel mio staff"

Ferrara: "Solo il Real 
ha speso più di noi"

Pinzolo - «Saremo dei seri rompiscatole», dice Ciro Ferrara. Scaramantico il giusto, come tutti i napoletani: «L'Inter? Certo che è la favorita per lo scudetto». E via con una risatina. La Juve che oggi (17.30) debutta a Pinzolo senza Diego e Felipe Melo contro la Cisco Roma, squadra di seconda categoria allenata da Beppe Incocciati, ha fatto e continua a fare il pieno di ottimismo, «però in questi giorni ci sono almeno tre-quattro squadre che vincono lo scudetto e nessuno che retrocede. Noi sappiamo quello che dobbiamo fare e nessun dirigente mi ha detto che dovremo vincere lo scudetto». Sottinteso: certe cose, se vesti la maglia della Juve, sono scontate. Zero proclami, ma un obiettivo ben chiaro da raggiungere. Con un gruppo che, sia pur ancora largamente incompleto (ne mancano dieci, al momento) sta imparando a conoscersi e a stare in campo in un modo nuovo. «Qualcosa dobbiamo cambiare per forza - spiega Ferrara -. In linea di massima, inizieremo con il "rombo": tre centrocampisti, il trequartista e due attaccanti. Ma i numeri contano poco: in partita i moduli non sono mai statici, bisogna correre e aiutarsi. Tutto qui».

Pare semplice. E magari lo è anche. Comunque la linea è tracciata, pur se non è assolutamente da escludere che in corso d'opera i centrocampisti davanti alla difesa diventino due - la diga formata da Felipe Melo, ieri a Torino per le visite mediche («Possiamo vincere tutto»), e Sissoko - con tre mezze punte e un attaccante centrale. «Felipe è un giocatore che ci permetterà di avere varie alternative, potendo giocare sia in un reparto a tre che a due. Abbiamo speso tanti soldi ed è vero che abbiamo cercato con insistenza D'Agostino, le cui caratteristiche sono un po' diverse da quelle del brasiliano: però sono convinto che anche Felipe possa dettare i tempi del gioco e che, in più, ci garantisca prestanza fisica e maggiore pericolosità nel gioco aereo. Siamo in prima fila, non ci nascondiamo: la società mi ha accontentato in tutto e, dopo il Real Madrid, siamo quelli che hanno speso di più sul mercato. Però occhio ai facili entusiasmi: non sempre il rendimento sul campo è proporzionale agli investimenti».
Piedi per terra. E franchezza: a Poulsen è stato detto chiaramente che non fa parte del progetto, ma «deciderà lui il da farsi. Se resta, conosce la situazione». Il danese parte dietro tutti, insomma, pur essendo sempre il più brillante nei test atletici: siccome però non è stato acquistato per fare il mezzofondista, meglio di lui giocano a pallone tutti gli altri compagni di reparto. Se il biondo di Asnaes accetterà di lasciare Torino (destinazione Germania o Spagna: pare che il Barcellona ci stia facendo un pensierino), la Juve allora tornerà sul mercato a caccia di un centrale difensivo: in caso contrario, avanti così. Con Trezeguet, anche: «Forse era nelle sue intenzioni cambiare - ammette Ferrara - ma io sono contento che sia qui. Io però non garantisco nulla a nessuno: se resta, sono ben felice. Sono convinto abbia apprezzato quello che ci siamo detti».

Due giocatori per ruolo, l'ormai consueta ricetta per affrontare una stagione senza troppi patemi. E il desiderio di rigenerare alcuni di quei giocatori che con Ranieri non hanno mai legato per i motivi più disparati: oltre a Trezeguet, i vari Zebina, Camoranesi, Tiago, Giovinco. Una chance per tutti. Provando a lavorare a fari spenti, pur essendo la Juve. Una Juve che deve e vuole trasformarsi per essere ancora più pericolosa: «Non sto costruendo una squadra su misura per Diego. Meglio: non voglio che lo si carichi di troppe responsabilità, anche se è chiaro che le sue caratteristiche ci porteranno a giocare in un certo modo. Del resto, dopo l'addio di Nedved era inevitabile cambiare». Già, il ceco: dopo aver detto "no grazie" all'Inter, si appresta a tornare in casa Juve: «Ci siamo parlati spesso in questi giorni - rivela Ferrara -. Lui adesso vuole staccare la spina per un po', ma ci sarà e lavorerà sul campo con me e il mio staff: prima dell'inizio del campionato definiremo la questione». Un altro pezzo di Juve che ritorna, insomma. Molto probabilmente da settembre.

A proposito: domani, insieme agli altri nazionali, sbarcherà a Pinzolo anche Cannavaro. Qualcuno potrebbe farsi venire in mente di inscenare un'altra contestazione e di andare avanti per chissà quanto. E allora Ferrara si rimette i panni del difensore duro e puro: «Questa storia deve finire. Se vogliono contestare qualcuno, contestino me». Impossibile, al momento.

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