Festa del Pd: fischi anche al Papa

(...) Lontani i tempi in cui alla festa dell’Unità si ascoltava a tutto Il cielo è sempre più blu. Piove che dio la manda e sembra un segnale. Pisapia mostra un titolo dei quotidiani di ieri mattina, «Scintille tra Pd e arancioni» sulla vittoria elettorale. La miccia è lo scandalo sulle tangenti all’ex presidente della Provincia Filippo Penati, che ha bruciato anche la giunta comunale per le deleghe ai Trasporti assegnate al suo pupillo Pierfrancesco Maran. Si è scatenata la rissa a sinistra tra Pd e Idv e alla fine si sono messi a litigare tra loro pure gli assessori di diverse correnti, quella espressione del movimento civico rappresentata da Franco D’Alfonso e Stefano Boeri che era capolista del Pd. «Quando ho letto questo titolo ho detto, non è possibile - abbozza Pisapia -, tra di noi ci possono essere solo arcobaleni, aiutatemi. Lancio un appello a quell’unità che ci ha fatto vincere la campagna elettorale». Minimizza le fratture interne alla maggioranza, «da parte di tutti c’è una riflessione tra noi che però non significa una divisione, si sta riflettendo su una situazione imprevista, imprevedibile e inaccettabile». Il caso Penati.
Dopo Irpef e stangata sui biglietti Atm, assicura che per il momento «non ci saranno nuovi aumenti, neanche sugli abbonamenti del tram». Pisapia conta di recuperare risorse dalla lotta all’evasione, un tesoretto di quaranta milioni tra i portoghesi dei mezzi pubblici e circa venti milioni sulla Tarsu, «conto sul senso civico dei milanesi e se ci impegniamo perché queste somme rientrino non avremo bisogno di nessun rincaro e potremo migliorare i servizi ai cittadini». Promesse che aspettano la prova dei fatti, la Lega ha stampato sulle magliette lo slogan «le bugie di Pisapia» dopo le prime performance della giunta. «Continuerò a fare il sindaco di Milano - ha ribadito alla firma di Repubblica Concita Di Gregorio che lo ha intervistato sul palco accanto alla capogruppo Pd Carmela Rozza e al segretario provinciale Roberto Cornelli - non ho nessuna intenzione di entrare nella competizione nazionale» sulla leadership del centrosinistra.
Contesta la manovra e anche il governatore, «ci sono dieci ministri lombardi e le urla di Roberto Formigoni hanno provocato solo un peggioramento della manovra». Forse perché una domanda sulla luna di miele con il presidente lombardo e Cl aveva provocato le risatine del pubblico. Condivide il ridimensionamento del progetto Expo annunciato dal dg della società Giuseppe Sala nei giorni scorsi, «ci sono iniziative che si possono eliminare o limare ma bisogna lasciare tutto quanto è necessario affinchè l’evento sia attrattivo, come il recupero della Darsena». E anticipa che dopo la prima gara, le successive «non saranno più al minimo ribasso».
Pisapia fa il «piacione» con le assessore presenti in sala, Lucia De Cesaris e Chiara Bisconti («sono politicamente innamorato di loro sono bravissime e creano un clima perfetto in giunta quando la discussione si scalda»). E difende l’azzeramento del Pgt sponsorizzato proprio dalla De Cesaris che ha le deleghe all’Urbanistica. Il piano del territorio avrebbe portato sviluppo, verde, housing sociale, nuovi posti di lavoro. Tutto da rifare ma è convinto che la mossa sia giusta per evitare che a guadagnarci siano «i soliti noti», dunque, «ridiscuteremo tutte le migliaia di osservazioni dei cittadini». Campa cavallo. Giovedì intanto la maggioranza si riunisce in conclave a Villa Schleiber per definire le priorità e cercare una quadra sui temi che già hanno acceso lo scontro nei primi mesi di giunta, da Ecopass alla moschea.
Il sindaco si sposta al ristorante Valtellina la «Cena arancione» con i Pisapia boys, a base di pizzoccheri, risotto alla brianzola, a scelta braciola con patatine o polenta con asinello o cassoeula a venti euro, vino e acqua compreso. Fuori smette di piovere, ma sembra già lontano il giorno della vittoria in cui dopo il temporale spuntò un enorme arcobaleno su piazza Duomo. Il vento è ri-cambiato?

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