Al Festival dell'economia di Trento «The Idan Raichel Project»

Terza tappa del tour italiano per la presentazione dell'ultimo disco di uno dei maggiori gruppi mondiali di world music

Ieri, lunedì 1 giugno, al festival dell'Economia di Trento, terza tappa del tour italiano del gruppo «The Idan Raichel Project», in occasione della presentazione dell'ultimo disco di uno dei più acclamati gruppi di world music a livello mondiale, guidato dalla star israeliana Idan Raichel.
Uscito il 30 marzo 2009 in Italia, "Within My Walls" è il nuovo album di The Idan Raichel Project, guidato dalla pop star israeliana Idan Raichel, trentunenne tastierista, compositore, produttore e arrangiatore. The Idan Raichel Project è esploso sulla scena musicale nel 2002, rivoluzionando, fin dal suo esordio, il volto della musica popolare israeliana grazie alla contaminazione tra la pop music israeliana e una suggestiva miscela di musica etiope tradizionale, poesia araba, canti yemeniti, ebraici e ritmi caraibici. Il primo album pubblicato in Israele ha venduto oltre 150.000 copie diventando velocemente uno dei più grandi successi nella storia della musica israeliana popolare, e conseguendo numerosi dischi di platino. Sulla scia di questa esplosiva ascesa di popolarità, di record di vendite battuti in Israele e concerti sold-out intorno al mondo, Idan Raichel è tornato al dirigere The Idan Raichel Project per il suo secondo album internazionale "Within My Walls", uscito negli USA e in Canada il 24 febbraio 2009 e nel resto del mondo e in Italia il 30 marzo 2009. Alla base del nuovo album di Idan Raichel ci sono il tema del conflitto tra sogno e realtà, tra il desiderio di esplorare il mondo e quello di restare al sicuro nella propria casa e questioni universali come la ricerca della soddisfazione personale e il profondo significato dell'amore in un mondo sempre difficile e in conflitto. Idan Raichel ha immaginato un individuo che si sveglia al mattino senza sogni da realizzare. Cosa succederebbe a questa persona? Rimarrebbe confinato tra i muri della sua stanza, sdraiato nel suo letto, sognando il mondo fuori? O cercherebbe una ragione per lasciare la sua stanza e scoprire cosa abbia da offrire la vita? Idan Raichel sembra esplorare, ancora meglio, il sogno - o la realtà. Le canzoni, in israeliano, spagnolo, arabo e swahili, non offrono risposte ma lasciano a chi ascolta il la possibilità di giungere alla propria conclusione.
Molti brani di "Within My Walls" sono stati registrati negli anni recenti durante i tour di Idan, in sessioni di registrazione in stanze di hotel, nei camerini dei backstage, in case private e in diverse situazioni spontanee. E i testi riflettono le atmosfere contemplative di questi viaggi. Lungo il percorso Idan ha registrato e ha scritto canzoni in collaborazione con la cantante colombiana Marta Gómez, con la stella di Capo Verde Mayra Andrade e con Somi, voce vellutata che rappresenta la tradizione del Rwanda e dell'Uganda.
Al ritorno in Israele, con le bozze delle tracce musicali raccolte durante le sue collaborazioni "on the road", Idan si è ritirato in un piccolo studio di registrazione a Tel Aviv con il suo amico co-producer Gilad Shmueli. Ispirato dalla chitarra innovativa ed inquieta del cantautore inglese Nick Drake, Idan ha messo insieme un'orchestra di 24 elementi e ha lavorato con l'arrangiatore israeliano Assaf Dar per trasporre le sue melodie accattivanti nella dimensione dell'orchestra.
Per completare l'operazione, Idan ha invitato alcuni dei suoi musicisti favoriti, come il percussionista mediorientale Zohar Fresco, il maestro dei fiati e flauto tradizionale Eyal Sela, Mark Eliyahu al kamancheh (il violino tradizionale persiano) e il leggendario bassista Alon Nadel che hanno prestato il loro talento al disco. Idan si è avvalso anche della collaborazione di vocalist perfetti per le sue composizioni, dalla vecchia amica Maya Avraham agli astri nascenti Amir Dadon, Anat Ben Hamo e Ilan Damti. Inoltre ha invitato Shimon Buskila, cantante Morocchino-Israeliano, a scrivere le parole e a cantare la struggente canzone "From the Day You Left", un'ode per la sua defunta madre, con l'asperità della lingua araba.
E per non deludere le aspettative dei suoi fan, Idan stesso salta fuori da dietro le sue tastiere per cantare tre canzoni. Nel complesso, il risultato è un lavoro profondo e commovente, straripante di ricche melodie, seducente poesia, sbalorditive performance vocali e arrangiamenti mai banali.
Il collettivo israeliano "The Idan Raichel Project" si conferma come un esempio ispirato di comprensione e collaborazione interculturale, accompagnando la propria musica ad un forte messaggio di pace e tolleranza in un'area del mondo interessata da annosi conflitti. "The Idan Raichel Project" apre infatti una nuova prospettiva sui conflitti del Medioriente mostrando, proprio a partire dall'esperienza della stessa Israele, come popolazioni differenti possano coltivare le proprie tradizioni culturali dando vita a nuove espressioni artistiche nel massimo rispetto reciproco. "La nostra capacità di vivere in pace l'uno con l'altro dipende dalla nostra capacità d'imparare ad apprezzare e rispettare le nostre differenze," dice Idan. "La via del futuro non è cercare di cambiare il tuo vicino, ma accettarlo così com'è ed accettare che tutti cercano le stesse cose nella vita: pane, acqua, spirito, rispetto e amore."

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