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Quel figlio ingrato dei Beckham

Racconta il 26enne, giusto per "nutrire" i tabloid per qualche settimana: "Ho ricevuto attacchi senza fine dai miei, sia in privato che pubblicamente"

Quel figlio ingrato dei Beckham
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Se i panni sporchi si lavano in famiglia, quelli griffati di casa Beckham si smacchiano sui social network. Dopo una faida che si trascinava da mesi, ieri mattina Brooklyn Peltz Beckham (Peltz è il cognome della moglie Nicola) ha deciso di "divorziare" dai propri genitori, David e Victoria. Una serie di storie postate su Instagram, dove il primogenito di casa Beckham accusa mamma e papà di ogni nefandezza. Racconta il 26enne, giusto per "nutrire" i tabloid per qualche settimana: "Ho ricevuto attacchi senza fine dai miei, sia in privato che pubblicamente"; "Il giorno del matrimonio mia madre si è appropriata del primo ballo con mia moglie"; "Victoria ha deciso all'ultimo minuto di non realizzare più l'abito da sposa di Nicola"; "Quando la mia famiglia è venuta a Los Angeles, si è rifiutata di vedermi". Ma soprattutto: "Il marchio Beckham viene prima di tutto. Danno più valore alla promozione pubblica e agli accordi commerciali che a qualsiasi altra cosa". Da Sognando Beckham a Odiando i Beckham, giusto il tempo di una scrollata su Instagram.

Genitori cattivi o figlio ingrato? Il calciatore e la spice girl, una vita in copertina, sarebbe facilissimo puntare il dito contro i due tutto "casa e paparazzi". Ma David è anche quello che mentre era in prestito al Milan trascorreva il tempo tra un volo e l'altro studiando l'italiano. Oppure quello che prima di molti altri aveva visto le potenzialità economiche del calcio a stelle e strisce. Quando Brooklyn rinfaccia ai genitori l'aver pensato prima agli affari che a tutto il resto, forse dimentica le "conseguenze" di quegli affari: senza inutili ipocrisie, nella sua carriera di modello e fotografo il cognome Beckham gli ha sicuramente aperto qualche porta in più e più velocemente. Altrimenti nessuno avrebbe fiatato quando a soli 16 anni fu scelto per realizzare la campagna fotografica per un noto marchio di moda. E invece...

David, cuore di papà, ha provato fino all'ultimo a recuperare il rapporto con il figlio. E ieri, a caso esploso, è stato ancora una volta conciliante: "Ai ragazzi è permesso sbagliare. È così che imparano. Questo è ciò che cerco di insegnare ai miei figli".

Prima di aggiungere: "A volte bisogna anche lasciarli liberi di commettere errori".

L'intervento era da rosso diretto, Brooklyn se l'è cavata con un cartellino giallo. Ma non ci sarà Var: stavolta la partita sembra proprio finita.

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