«Fine incentivi, scelta condivisa ma ci costerà 350mila vetture»

«È una scelta condivisa, lo abbiamo già detto». Le prime parole dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, all’arrivo all’Unione industriale di Torino sono una risposta, per quanto possibile soft, alla chiusura del capitolo incentivi per le auto da parte del governo. Polemiche con il ministro per le Attività produttive, Claudio Scajola? «Niente affatto» ha sottolinato il manager. Poi passa ai numeri: la scelta dell’esecutivo significherà per il mercato italiano 350mila immatricolazioni in meno.
Ci saranno problemi occupazionali? «Li gestiremo», replica Marchionne. Come? «Lavoriamo sul mercato, andiamo fuori dall’Italia, ci sarà sicuramente un aumento della cassa integrazione, ma nessun altro stabilimento italiano è in pericolo».
A parte Termini Imerese, ovviamente, dove «stiamo lavorando con tutte le istituzioni per trovare una soluzione», che però non sembra vicina: «Non abbiamo chiuso le porte a nessuno, ma non ho ancora visto niente», afferma l’ad di Fiat.
Dal canto suo, Scajola resta fermo sulle sue posizioni: «Rinviare ulteriormente la scelta degli incentivi per l’auto avrebbe fermato il mercato perchè tutti rimarrebbero in attesa. Inoltre potremmo avere difficoltà molto più grosse nel 2011 e nel secondo semestre del 2010», questo, in sintesi, il pensiero del ministro dello Sviluppo economico che sottolinea di aver lavorato «in stretto contatto con tutte le associazioni di categoria e, per quanto riguarda la Fiat, con Marchionne e Montezemolo». Proprio oggi il Lingotto siglerà la joint venture con la russa Sollers, «un accordo molto vasto e importante di cui si è parlato da tempo», l’ha definito il ministro, grazie al quale si produrranno in Russia 500mila vetture per un investimento di 2,4 miliardi di euro. Scajola, che ieri ha riferito al Consiglio dei ministri sul tema degli incentivi, ha ribadito che «sono una droga del mercato e lo destabilizzano», per cui «si deve tornare alla normalità». «Tutti i Paesi con cui ci siamo confrontati - ha aggiunto - ragionano in questo modo. Le risorse sono limitate e le dedicheremo ad altri settori che soffrono la crisi e hanno bisogno di una spinta».
Anche per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia la decisione del governo sugli incentivi è «condivisibile, una scelta che viene incontro alle esigenze espresse dal nostro sistema». «La logica prevalente in una politica industriale - ha detto la Marcegaglia - deve essere di mettere le aziende in condizioni di competere, ma in momenti difficili come questo incentivi limitati nel tempo e molto chiari nella determinazione possono essere un sostegno ai momenti difficili che abbiamo davanti».
E su Termini Imerese si registra anche l’intervento dell’onorevole Michele Scandroglio (Pdl): «È stata un fiore all’occhiello di Fiat, che oggi scopre che non va più bene. Avrebbe potuto accorgersene prima». Ma Scajola, in serata, dà una notizia in più: «A breve la Fiat, con una lettera, metterà nella piena disposizione lo stabilimento di Termini Imerese perchè possa avere uno sviluppo industriale». E sul futuro della fabbrica: «Ci sono diverse offerte che stiamo valutando con la riservatezza che il caso impone».


È confermato, intanto, l’incontro del 19 febbraio tra i ministri europei dell’Industria per discutere dei problemi relativi al settore automobilistico: non si può escludere che nel corso della riunione si parli anche di incentivi all’acquisto di auto ecologiche.

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