Il caso del piccolo Tommaso e della sua occasione persa per avere un cuore nuovo ci costringe a porci tante domande e a cercare di capire come funziona la macchina dei trapianti. In Italia ci sono altri 47 bambini in lista per ricevere un cuore. Per loro la notizia dell'intervento potrebbe arrivare da un momento all'altro, anche nel pieno della notte. Una volta autorizzato il trapianto, scatta la corsa contro il tempo del centro trapianti: in 5 ore il cuore deve arrivare a destinazione. Ben conservato e in qualunque destinazione
E pensare che un cuore per il piccolo Tommaso c'era. Il destino glielo aveva donato in quei bizzarri incastri che levano la vita a uno e la accendono a un altro nel giro di una manciata di ore. Ma quell'occasione è andata persa. Per errore, per superficialità o per cosa si vedrà. Ora per il bambino di 2 anni morto a Napoli dopo 60 giorni di agonia inizia la battaglia legale. La verità è che il bambino è stato condannato nel preciso istante in cui ci si è resi conto che in quella maledetta scatola l'organo si era "bruciato" a causa del ghiaccio sbagliato.
In Italia Tommaso non è l'unico ad aver sperato in un cuore nuovo. Come lui ci sono altri 47 bambini e ragazzi da 0 a 17 anni in attesa di un trapianto. Le tabelle del programma nazionale pediatrico, secondo gli ultimi dati disponibili del Centro nazionale trapianti (Cnt) aggiornati al 31 dicembre 2024, raccolgono i numeri. Ogni numero è una storia di dolore e speranza. Non solo, è un concentrato incredibile di umanità. Al momento dell'annuncio della disponibilità di un organo, per una famiglia che piange ce n'è una che torna a respirare.
LA MACCHINA DEI TRAPIANTI
Dal 1996 è attivo in Italia il programma pediatrico nazionale per i trapianti, con un'unica lista d'attesa nazionale per tutti i tipi di trapianto pediatrico. Vengono attribuiti prioritariamente a pazienti pediatrici i cuori prelevati da donatore in età inferiore ai 18 anni. Il cuore viene assegnato tenendo conto di vari fattori: gruppo sanguigno AB0 compatibile, dimensioni compatibili, gravità clinica del ricevente, sede del prelievo, anzianità di lista del ricevente. In generale, i trapianti di cuore nei bambini piccoli sono procedure salvavita altamente specializzate, con ottimi tassi di sopravvivenza (83-90% a un anno). I cuori pediatrici sono spesso rari, rendendo fondamentale la donazione, anche se, in alcuni casi, si possono utilizzare segmenti di organi adulti. Le tecniche moderne garantiscono una buona qualità di vita, con sopravvivenze a 5 anni che si attestano fra l'88% e il 90%. Le complicanze possono però includere il fallimento del trapianto, dove il nuovo cuore non funziona correttamente subito dopo l'impianto. Nel 2024, sono stati effettuati in Italia 191 trapianti pediatrici: 79 di fegato, 76 di rene, 32 di cuore e 4 di polmone.
COME FUNZIONA
La catena che corre dal momento dell'asportazione di un organo al suo impianto è delicatissima. Le cose che possono andare storte sono innumerevoli e per questo i protocolli rigidissimi. Nella sfortunata storia di Tommaso forse è andata storta una delle componenti più banali: la gestione del freddo durante il trasporto. Le temperature estremamente basse possono causare ai tessuti lesioni simili, negli effetti finali, a quelle provocate dal calore. Si parla di ustioni da freddo, o congelamento (frostbite), un danno ai tessuti che si verifica quando il freddo estremo fa formare cristalli di ghiaccio all'interno e tra le cellule, causando la morte cellulare e distruggendo la struttura dei tessuti. "Le aree colpite - viene spiegato sul Manuale Msd per professionisti sanitari - diventano inizialmente fredde, dure, pallide e prive di sensibilità. Con il tempo possono formarsi bolle e, nei casi più gravi, anche gangrena o perdita di tessuto".
LA CONSERVAZIONE
Il tempo di ischemia, ovvero il periodo in cui l'organo resta privo di sangue e ossigeno, è limitato e varia in base all'organo e al metodo di conservazione e trasporto utilizzato. Come indicato dal Centro Nazionale Trapianti, organi solidi come cuore, fegato, reni e polmoni vengono mantenuti a una temperatura di circa +4°C. "Nel caso del bambino di Napoli, è stato usato il metodo più classico - spiega Gino Gerosa, docente e direttore della cardiochirurgia dell'azienda universitaria di Padova (dove nel 1985 è avvenuto il primo trapianto di cuore in Italia) - che prevede l'infusione nel cuore di una soluzione chiamata cardioplegica, che blocca il metabolismo delle cellule e le protegge. Poi l'organo viene collocato nel sistema di trasporto e mantenuto a 4 gradi".
CORSA CONTRO IL TEMPO
È la velocità la prima condizione per rendere possibile un trapianto di organi. Se l'ok arriva nel cuore della notte, come spesso accade, si deve procedere con la massima allerta e si mette in moto una macchina impensabile. Nel caso del cuore, ci sono solo 5 ore dal momento del prelievo a quello del trapianto.
Dopo il prelievo, nella maggior parte dei casi gli organi sono trasportati su strada con le ambulanze dei servizi di emergenza-urgenza regionali. Quando i chilometri sono tanti, come tra Bolzano e Napoli, gli organi viaggiano in aereo, con voli di linea o compagnie private: polmoni e cuore sono sempre accompgnati da un'équipe, il fegato, invece, può "viaggiare da solo". In alcuni casi, come per i prelievi e i trapianti di rene in caso di catene "cross over", la Polizia stradale mette a disposizione la Lamborghini (Urus e Huracan) e i piloti appositamente formati a condurre veicoli ad alta velocità. L'utilizzo di questi mezzi è previsto da un accordo di collaborazione tra la Polizia di Stato e il Centro nazionale trapianti. Ci sono poi casi particolari, in cui il Cnt richiede l'intervento della presidenza del Consiglio dei ministri per attivare un volo di Stato in collaborazione con l'Aeronautica militare.
Di recente, il Cnt ha siglato anche un accordo con Trenitalia per il trasporto gratuito a bordo delle Frecce dei campioni di materiale biologico la cui analisi è necessaria per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente prima di ogni trapianto.