Finisce il 2008: l’anno che consacrò il Grifone

(...) Perchè credo che il sesto posto in classifica con cui si conclude il 2008 rossoblù sia qualcosa di epico. Epico in assoluto. Ma ancor più epico se partiamo dal «non mollo, non mollo, non mollo», dalla C e meno tre, del caso Ghomsi, da Lumezzane, dalla sconfitta al Ferraris con lo Spezia, da Mamede, da Fabiani che attacca le altre squadre «che non possono nemmeno comprarsi le maglie» venendone giustamente ricompensato alla prima occasione buona, dalla grande paura con la Salernitana, dal rigore di Stellini e dal gol di Dante Lopez, uno che è andato anche ai mondiali (Dante Lopez ai mondiali!). E poi si partiva dal gol di Tarana a Mantova, dalla partita contro il Napoli e dal risultato che arrivava da Piacenza-Triestina, fino al pareggio di Allegretti. Senza andare indietro, senza ricordarsi Nube che corre e la trattativa con il cane Guenther per vendere la società e tante altre storie entrate di diritto nella mitologia rossoblù.
Ma, anche al netto di tutto questo, la cavalcata di Gasperini e dei suoi è epica. Perchè magari i giornali nazionali, a volte persino il nostro, non se ne accorgono. Ma siamo di fronte a una realtà assoluta da qualsiasi parte la si guardi. Il Genoa di oggi è un modello dal punto di vista dei risultati: parla la classifica, con la Champions che non è un miraggio. E poi dal punto di vista del gioco: è possibile andare a casa dopo una partita dei rossoblù senza averli visti vincere; è più raro andare a casa senza averli visti giocare bene a calcio. E poi dal punto di vista della gestione societaria: tanti affari, pochi errori, numeri importanti, investimenti che rendono. Non è detto che i manager rossoblù vinceranno lo scudetto, ma al Nobel per l’Economia possono tranquillamente puntare. E gli eccessi coloriti dell’Enrico Preziosi di una volta sono un lontano ricordo. Soprattutto, è stata vincente l’idea di delegare la parte calcistica a Fabrizio Preziosi, un lord della panchina e dei rapporti esterni. E parlare dei tifosi è quasi superfluo.
Insomma, comunque la si legga, da qualunque prospettiva la si guardi, è una gran bella storia.
Una storia - che come tutte le belle storie di sport - non mi stancherò mai di raccontare. E che, se potessi fermare in un fermo immagine, fermerei sul gol di Olivera a Verona. Innanzitutto, perchè è stato uno dei più bei gol che abbia mai visto. E poi perchè è arrivato da un giocatore dimenticato, quasi un precario rossoblù. L’ennesima scommessa vinta di un tecnico e di un presidente abituati a scommettere, che aveva già dimostrato tutto il suo valore nella partita con il Mantova in Coppa Italia. Ecco, il dribbling del Pollo è la foto del mio 2008 calcistico.


Se L’anno del dragone era uno dei capolavori registici di Michael Cimino, l’anno del Grifone è uno dei capolavori di due registi del calibro di Prez e Gasp, quasi una riedizione di Tony Curtis e Roger Moore. Attenti a quei due.

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