Gentile dottor Granzotto, adesso che lEuropa ha nel mirino il governo Prodi, quel po che resta delleuropeismo ha carattere di ostilità o di indifferenza. E ciò suona come il de profundis di qualcosa che fino a dieci mesi fa sembrava essere lobbiettivo più importante al mondo per cui essere «dentro» lEuropa contava più dell'avere un buon rating da Standard&Poors. Quello che voglio dire è che lubriacatura europeista sembra sia passata e dellEuropa non gliene importa più niente a nessuno. Questa è forse la ragione per cui sul più grosso disastro europeo, il superjumbo Airbus che quando venne presentato alla stampa il presidente Chirac disse che era la dimostrazione che gli europei possono competere e vincere nel mercato globale, non si legge molto mentre se fosse fallito il 747-8 della Boeing avremmo avuto pagine su pagine. Lei concorda?
Lei mette il coltello nella piaga dellUnione, caro Corelli. Girandolo e rigirandolo, per sovramercato. Quello dellA380, il superjumbo blu stellato, è uno smacco di proporzioni gigantesche sia per la così detta Patria comune come per i politici e i commentatori, su video o supporto cartaceo, che sindignarono perché lItalia (governo Berlusconi) volle uscire dal Consorzio dei costruttori, dove per altro eravamo dentro solo con la punta del piede. Dieci miliardi di investimenti, mica bruscolini, per laereo che avrebbe dovuto spezzare le reni alla Boeing e quindi agli odiatissimi Usa. Per laereo che avrebbe dovuto mandare in soffitta il 747 (da 35 anni un successo commerciale) e ridicolizzare la sua versione più veloce e capiente, il progettato 747-8. Che Berlusconi avesse visto giusto (e male, malissimo la banda Prodi) non può che farmi piacere: una barca di soldi dei contribuenti risparmiati e una brutta figura in meno. Che invece il Consorzio europeo del superjumbo sia lì lì per dichiarare bancarotta, questo mi rattrista. Ho sempre - sempre vuol dire dal 1967, quando ci si mise in zucca di modificare geneticamente lUnione economica facendola diventare il mostricciattolo politico che è - avversato lEuropa. Però, sentendomi europeo (non europeista, non unionista: europeo) ed essendo orgoglioso di esserlo con tutte le mie brave radici ivi compresa quella cristiana, le voglio bene. Assistere ad un suo ignominioso flop tecnico-industriale mi rattrista. Per secoli abbiamo dato la baia a tutti, insegnato tutto a tutti. Vedere fallire un progetto di quelle dimensioni perché non sappiamo più fare i conti e risultiamo incapaci di assemblare qualche chilometro di cavi elettrici che corrono allinterno dellA380, be, ti spedisce il morale sotto i tacchi. A Tolosa, dove il Consorzio Eads ha il suo quartier generale, dicono che non tutto è perduto. Sarà. Ma intanto se inizialmente la soglia di pareggio era fissata a 270 superjumbo venduti, ora è a quota 420. I primi venticinque dei quali avrebbero dovuti essere consegnati alla fine del prossimo anno, mentre per quella data se ne consegnerà (forse) solo uno. E bisognerà piazzarne 751 per vedere il primo euro di guadagno, mentre le prenotazioni degli A380 sono ferme a 159 esemplari, con tendenza alla recessione dei contratti. Tutto ciò ha scavato nei bilanci dellEads una voragine di 6,3 milioni di euri che la direzione intenderebbe ripianare soprattutto con drastiche riduzioni di personale. Mah.
Paolo Granzotto
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