Fmi vede la luce: "Il mondo riemerge dalla crisi" Preoccupa la disoccupazione: 9,7% negli Usa

I rischi che gravano sulla ripresa economica, che sarà "fragile", stanno diminuendo. L'Fmi vede la ripresa globale dopo una lunga crisi, "la peggiore dei nostri tempi". Ancora preoccupante il tasso di disoccupazione: negli Usa è record dal 1983

Fmi vede la luce: "Il mondo riemerge dalla crisi" 
Preoccupa la disoccupazione: 9,7% negli Usa

New York - "L’economia globale sembra emergere dalla peggiore crisi economica dei nostri tempi. La ripresa, comunque, sarà relativamente lenta". Nel testo consegnato in occasione del suo intervento a Berlino per l’annuale ’Lecturè della Bundesbank, il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) Dominique Strauss-Khan vede la luce e fa sapere che i rischi che gravano sulla ripresa economica, che sarà "fragile", stanno diminuendo. Fra i rischi menzionati da Strauss-Khan figurano la disoccupazione, che continuerà ad aumentare fino al prossimo anno, il ritiro "prematuro" dei piani di stimolo e le persistenti tensioni nel settore finanziario. Intanto la presidenza svedese di turno della Ue ha convocato per il 17 settembre prossimo un vertice straordinario in preparazione del G20 di Pittsburgh, che si svolgerà negli Usa, il 24-25 settembre prossimi.

Disoccupazione da record Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito al 9,7% nel mese di agosto dal 9,4% di luglio, una crescita maggiore di quanto stimato dagli analisti, che prevedevano il tasso salisse solo al 9,5%. Il dipartimento del Lavoro ha fatto sapere che ad agosto sono stati persi 216mila posti di lavoro, contro i 276mila di luglio (dato rivisto dalla precedente lettura di 247mila), un numero minore di quello previsto dagli analisti, che stimavano 225mila nuovi disoccupati.

Politiche comuni sui bonus "Dobbiamo agire in modo deciso per promuovere la riforma delle politiche dei compensi nell’industria finanziaria", ha detto Strauss-Khan sottolineando che "la cultura della presa di rischio è stato il marchio delle società finanziarie, con generosi bonus distribuiti per elevati profitti a breve termine senza tenere adeguatamente in conto i rischi nel lungo termine. E questo è stato un importante fattore della crisi". Strauss-Khan si dice "preoccupato" del fatto che "nel sistema finanziario passata la crisi la mentalità del business as usual torni a prevalere sui progressi effettuati". Poi ha precisato che "la comunità internazionale deve essere unita per compiere significativi progressi in quest’area. Questo aiuterà i governi a superare i timori su potenziali perdite di competitività se saranno solo pochi paesi ad aggiustare le proprie politiche di compenso. Credo che una maggiore spinta su questo tema possa emergere dopo il G20 dei ministri delle finanze a Londra".

Piani di stimolo ed exit strategy Di exit strategy è giusto parlare ora, ma per attuarle è necessario attendere "indicazioni chiare sul fatto che la ripresa sia in atto e che la disoccupazione sia in calo". È "essenziale" che il ritiro delle misure straordinarie messe in campo avvenga in modo coordinato. "Lasciatemi sottolineare l’importanza di continuare a sostenere la domanda fino a un pieno decollo della ripresa. Ritirare gli stimoli troppo presto rischia di far deragliare la ripresa, con potenziali significative implicazione per la crescita e la disoccupazione", ha poi osservato Strauss-Khan, secondo il quale il coordinamento nell’attuare le exit strategy è forse più importante di quello osservato nel far fronte alla crisi. Strauss-Khan ha invitato i governi a valutare con cautela il ritiro delle misure messe in campo contro la crisi. "Questo - ha spiegato - è il momento giusto per lo sviluppo delle exit strategy perchè fallire nel chiarire e nel formulare tali piani rischia di mettere a repentaglio la fiducia e lo stesso processo di ripresa".

Rischi di stabilità finanziaria "Seri rischi al ribasso continuano a minacciare la stabilità dei mercati finanziari" dove persistono "problemi che potrebbero accentuarsi ulteriormente se gli sforzi" nel ripulire i bilanci delle banche "non saranno completati". Strauss-Khan è anche "preoccupato" del fatto che "i miglioramenti sui mercati possano portare a una certa compiacenza nell’affrontare i restanti problemi del settore finanziario". Strauss-Khan ha, quindi, premuto affinché i governi "impegnati nel completare l’agenda di risposte alla crisi", nella quale rientrano anche le riforme delle regole. "C’è un ampio accordo sulle principali lezioni che la crisi ci ha insegnato. Ma lo sforzo di riforma non sta procedendo tanto velocemente quanto sarebbe necessario per affrontare la crisi".

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