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La foglia di Fico della sanità campana

Dov'è Robertino Fico? Nessuno sa che fine abbia fatto. Si è chiuso nel suo studio di Palazzo Santa Lucia e dicono studia

La foglia di Fico della sanità campana
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Sapete chi fu l'ultimo assessore alla Sanità in Campania? Mario Santangelo, lo nominò Antonio Bassolino, rimase in carica pochi mesi, e correva l'anno 2009. Capito? 2009. La bellezza di sedici anni fa. Lo ha rilevato ma si potrebbe quasi dire rivelato Marco Demarco che a sua volta è l'ultimo meridionalista che ci sia rimasto e che sa che il Sud che dice No all'autonomia differenziata dice No, in realtà, all'autogoverno virtuoso di cui ha bisogno come una sanità che funzioni. Invece, in Campania cambiano i governatori ma non cambia la Campania, se non in peggio. Fico, ad esempio, è già un caso. Si è presentato con De Luca contro De Luca ma è peggio di De Luca. Ha messo la sanità in cima ai suoi pensieri e là è rimasta. Solo pensieri. Pie intenzioni. De Luca non ha mai nominato un assessore alla Sanità. Fico ha fatto la stessa cosa: ha tenuto tutto per sé. Intanto, però, la situazione della sanità campana è letteralmente fuori controllo: 51 ospedali sotto gli standard minimi, "turismo sanitario" verso il Nord, penultimi in Italia per screening oncologici, ospedali semichiusi. In questo gran disservizio, dove le responsabilità amministrative diventano politiche e le responsabilità politiche diventano amministrative, i cittadini campani sono frastornati e pregano letteralmente pregano di non ammalarsi, altrimenti sanno che dovranno affrontare un'odissea ospedaliera dalla quale non sanno se riusciranno a ritornare a Itaca sani e salvi. Leviamo di mezzo la poesia e la religione. Stiamo ai fatti. Dov'è Robertino Fico? Nessuno sa che fine abbia fatto. Si è chiuso nel suo studio di Palazzo Santa Lucia e dicono studia. Se qualcuno riesce a incrociarlo risponde: "Stiamo lavorando". Fa piacere. Ma al momento non si vede nulla di buono all'orizzonte e c'è chi già rimpiange don Vincenzino che diventerà potete giurarci nuovamente sindaco nella sua Salerno. In queste condizioni, in cui mentre il governatore/medico studia il paziente muore, non farebbe comodo poter contare su un assessore alla Sanità? Certo, non sarebbe una bacchetta magica. Ma, almeno, un assessore alla Sanità avrebbe l'obbligo, per statuto, di dedicare tutto il suo tempo alla questione sanitaria campana che equivale a questa cosa qua: il funzionamento quanto più razionale possibile della gestione degli ospedali.

Gli ultimi eventi e fatti di cronaca che riguardano gli ospedali campani non possono essere ridotti semplicemente a errori umani e sono, invece, dei disastri amministrativi dove regna l'approssimazione, la sciatteria, l'improvvisazione.

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