I pilastri di «casa Fonsai» non reggono il peso della guerra al debito europeo che ha sconvolto le Borse durante lestate. Il gruppo della famiglia Ligresti, già salvato da Unicredit prima dellacuirsi della crisi, a fine anno non centrerà lobiettivo di un utile netto pari a 50 milioni. Sui conti, dopo la bufera dei listini e il taglio del rating da parte di Standard&Poors, pesano rettifiche di valore salite a fine settembre a 250 milioni a livello consolidato.
Anche il margine di solvibilità è sotto osservazione e il gruppo guidato da Emanuele Erbetta conferma gli sforzi per centrare lobiettivo del 120% a fine esercizio, anche grazie alle dismissioni. Nel solo terzo trimestre le svalutazioni sono state pari a 172 milioni e in parte sono legate alle partecipazioni, nellordine dell1%, detenute da Fonsai in Generali (in carico a 30 giugno a 14,3 euro per azione) e in Unicredit (in carico a 1,43 euro). I titoli greci in portafoglio erano invece stati quasi svalutati al completo (per 35,6 milioni) nella semestrale. Su pressione della Consob, Fonsai si è arresa: in base delle informazioni disponibili e dellandamento delle Borse, «è ragionevole ritenere il mancato raggiungimento del risultato netto previsto nel budget 2011 in un ammontare superiore a 50 milioni».
Lo stesso discorso vale per la controllata Milano Assicurazioni. Del resto, a fine giugno, le perdite del gruppo ammontavano a 61,9 milioni e dopo lagosto nero dei mercati, lobiettivo del ritorno allutile è definitivamente tramontato.
Il gruppo aveva preventivato svalutazioni per 40 milioni basandosi su «ragionevoli previsioni di andamento dei mercati finanziari che, alla luce del debito sovrano e delle conseguenti marcate oscillazioni dei mercati finanziari, risultano disattese», spiega la compagnia.
Fonsai si arrende alle Borse e lancia lallarme profitti
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.