Fontana a tutto tondo: Padre Pio e il Sessantotto

Attilio Fontana, 36 anni, è un artista vulcanico. Cantante, paroliere, musicista e attore. In questi giorni è in giro per l'Italia con il musical "Il Pianeta proibito" insieme a Lorella Cuccarini

Fontana a tutto tondo: 
Padre Pio e il Sessantotto

Milano - Attilio Fontana non si accontenta di essere uno e neppure trino. Cantante, paroliere, compositore, attore per la televisione e per il teatro. Un artista a tutto tondo che non si stanca di contaminazioni e sperimentazioni. Un nomade delle arti.

Attilio, sei un'artista sempre in evoluzione, come mai?
Ho un debole per tutto quelle che sono diramazioni dell'arte. Sono figlio di una famiglia di musicisti e proprio da lì sono partito. Ho uno spirito avventuriero, diciamo, e non mi accontento di fermarmi dentro i confini di una sola arte. Invece, qui in Italia, se fai cinema non puoi fare musica...

Certo, ma ci sarà un ruolo che preferisci...

Il mio sogno è quello di poter fare la mia musica e poter raccontare il mio mondo. In questi ultimi anni ho scoperto il teatro e la sua funzione terapeutica, riesce a calmare il mio stato d'animo irrequieto. E poi c'è, senza dubbio, il cinema. Una delle mie più grandi passioni.

Come hai inziato?
Ero giovanissimo quando ho iniziato. Fare musica per me è sempre stata una cosa molto naturale, istintiva. Poi sono passato al teatro, alle fiction e al musical.

In questi giorni stai portando in giro per l'Italia il "Pianeta Proibito", un musical che interpreti insieme a Lorella Cuccarini. Con voi ci sono anche i ragazzi di X Factor. Tu sei giovane e sei un artista, cosa pensi dei talent show?
Secondo me il problema è che spesso i ragazzi che partecipano sono molto bravi, ma poi si bruciano. Il talent show è un punto di partenza e non di arrivo. Il meccanismo è crudele e quando la macchina del talent si ferma spesso si rimane destabilizzati.

Nel "Pianeta proibito" c'è un video-cammeo piuttosto profetico in cui Morgan interpreta il "maligno"
.
Sì, aspettavamo il suo video ma non arrivava mai. Poi, la sera precedente alla prima romana, ci ha mandato il video in cui interpreta questo personaggio un po' bohemien. La mattina seguente è scoppiato lo scandalo della sua intervista.

Nel tuo percorso ti sei anche imbattuto, come autore, in due musical apprentemente agli antipodi: uno su Padre Pio e uno sul Sessantotto.
Il musical su Padre Pio mi è stato proposto e all'inizio non ero particolarmente convinto. Poi ho capito che era una grande sfida e mi ci sono buttato. Purtroppo il lavoro si è fermato, ma era un progetto a cui tenevo molto.

E il 68?
Ho partecipato al tour italiano di Air e ho vissuto la contestazione attraverso l'esperienza degli hippy, così mi è venuta voglia di raccontare il sessantotto italiano. Una storia di 40 anni fa che può aiutarci molto a capire la quotidianità. Ho messo tutto, da Rita Pavone ai led Zeppelin, facendo zapping tra le situazioni più impossibili: l'amore, la rivoluzione e anche l'ansia di un mondo più moderno. La scenografia è un gigantesco televisore dentro al quale si muovono gli attori.

Progetti per il futuro?
Vorrei portare in giro per l'Italia 68 e poi, se mi dovessero arrivare altre proposte per il teatro credo proprio che non ce la farei a rifiutarle.