Ford e la sua seconda giovinezza

I dati delle vendite di auto nel primo trimestre del 2010 in Europa sono da valutare con molta cautela, ci ricordano continuamente costruttori e analisti, ciò non diminuisce tuttavia la portata storica dei risultati raggiunti da Ford a livello continentale in questo primo scorcio d’anno.
A fine marzo, infatti, la casa di Dearborn, con 192mila consegne, si è piazzata al primo posto in Europa, consolidando la seconda piazza su base trimestrale (391mila unità immatricolate), «un traguardo che abbiamo raggiunto grazie alla nostra squadra e, soprattutto, alla nostra rete di vendita che ha svolto un enorme lavoro per la soddisfazione dei clienti in un clima caratterizzato da aggressive campagne promozionali dei nostri concorrenti», ha commentato Roelant de Waard, vicepresidente di Ford Europa, con responsabilità delle vendite, dal quartier generale di Henry Ford Strasse 1, a Colonia. Il «record nel record» tocca, ovviamente, alla besteller Fiesta, la compatta con l’ovale blu che nei primi tre mesi è stata consegnata in quasi 140mila unità, la metà delle quali solo a marzo, il miglior risultato di sempre in Europa per un singolo modello Ford che le ha permesso di salire sul gradino più alto europeo davanti a Volkswagen Golf. «Dopo i primi tre mesi del 2010 siamo leader di mercato in Gran Bretagna, Danimarca, Ungheria e Irlanda e al secondo posto in Italia dove Fiesta è la vettura estera più venduta"», ha sottolineato con soddisfazione de Waard. E Ford Italia di soddisfazioni alla casa madre ne sta dando tante, con quai 90mila unità consegnate tra gennaio e aprile che valgono il 10,7% del mercato. Decisiva, anche nel nostro caso, la Fiesta con più di 53mila pezzi su base quadrimestrale. Il fenomeno Fiesta rischia di mettere in ombra i risultati degli altri modelli Ford che sono invece tutti molto positivi, da Focus a Ka, fino alla giovane Kuga. «Siamo consapevoli che gli ottimi risultati sono gonfiati dalla coda degli incentivi che in molti Paesi sono stati da poco aboliti, come in Italia e nel Regno Unito - ha precisato Wolfgang Schneider, responsabile delle relazioni con le istituzioni e delle politiche ambientali - ed è per questo che Ford ritiene indispensabili nuove forme di incentivazione senza le quali il mercato europeo non supererà, nel 2010, i 14,5 milioni di unità». Al di là degli incentivi alla rottamazione, ciò che manca in Europa, secondo i manager di Ford, è una politica chiara e unitaria degli aiuti alle case.
«Se vogliamo salvare l’industria europea dell’auto - spiega de Waard - devono cessare le sovvenzioni dei singoli governi alle industrie di casa, spesso finalizzate allo sviluppo delle automobili elettriche che non sono ancora sul mercato, mentre non ci sono finanziamenti per promuovere autoveicoli a motore convenzionale più ecologici».
L’inevitabile contrazione del mercato che ci attende andrà ad aggravare il problema della sovraproduttività dell'industria automobilistica, Roelant de Waard ne è certo, «ma noi - conclude - abbiamo già operato profonde ristrutturazioni, il nostro sistema è già flessibile».

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