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Groenlandia, Trump: "Gli europei non faranno resistenza". Berlino: "Non possiamo vincere guerra di dazi, bene mediazione Meloni"

Il presidente Usa, scatenato, prosegue con la sua linea aggressiva. Su Truth pubblica un messaggio di Macron: "Non ti capisco". Poi bacchetta il Regno Unito. Weber: "L'Ue sospenderà l'accordo sui dazi"

Groenlandia, Trump: "Gli europei non faranno resistenza". Berlino: "Non possiamo vincere guerra di dazi, bene mediazione Meloni"
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Donald Trump non sente storie, vuole la Groenlandia a tutti i costi. Nei suoi quotidiani attacchi stavolta nel mirino finisce Macron.

Il presidente Usa pubblica su Truth un messaggio riservato che gli aveva mandato il leader francese e, dopo aver preso le distanze da Parigi, minaccia nuovi dazi del 200% su champagne e vini francesi. L'Europa pronta a rispondere. Weber: "L'Eurocamera sospenderà l'intesa sui dazi con gli Usa"

Trump insiste: "Nessun presidente ha fatto più di me per la Nato"

"Nessuna singola persona, né alcun presidente, ha fatto di più per la Nato di Donald J. Trump. Se non fossi intervenuto io, ora la Nato non esisterebbe più!!! Sarebbe finita nel dimenticatoio della storia. Triste, ma vero!". Lo scrive Donald Trump su Truth.

Wsj, Trump sta correndo un rischio sconsiderato

"Da oltre 75 anni, il sogno più ambizioso della strategia russa è stato quello di dividere l'Europa occidentale dagli Stati Uniti e spezzare l'alleanza Nato. Ora questa possibilità si profila all'orizzonte, mentre il presidente Trump porta avanti la sua campagna per acquisire la Groenlandia, incurante dell'opinione degli abitanti locali o della Danimarca, il paese che ne detiene la sovranità". E' l'inizio dell'editoriale con cui il Wall Street Journal boccia le ultime mosse del presidente Usa, sottolineando che "Trump sta correndo un rischio sconsiderato con l'alleanza Nato, che tutela gli interessi statunitensi nell'Artico". Per l'Editorial Board del Wsj, "nessuno dovrebbe sottovalutare lo shock che il suo progetto sulla Groenlandia sta provocando tra gli alleati. Insieme ai dazi e al suo avvicinamento alla Russia a scapito dell'Ucraina, sta alienando l'Europa occidentale in un modo che sarà difficile da riparare". In questo contesto, "la triste ironia è che Cina e Russia potrebbero essere i maggiori vincitori" dello scontro.

Carney: "Canada schierato completamente con Groenlandia e Danimarca"

Il Canada si schiera "completamente" al fianco di Groenlandia e Danimarca e invita le potenze medie del mondo a collaborare per resistere alle pressioni coercitive delle superpotenze aggressive. Lo ha affermato il primo ministro Mark Carney nel suo intervento al Forum Economico Mondiale di Davos, sottolineando che Groenlandia e Danimarca hanno un "diritto unico e inalienabile di determinare il futuro della Groenlandia". Secondo Carney, gli eventi recenti hanno dimostrato che l'"ordine internazionale basato sulle regole" è di fatto "morto". Di conseguenza, Canada e altri paesi non hanno altra scelta se non creare nuove alleanze per contrastare le tattiche di pressione e intimidazione delle grandi potenze. "C'è una forte tendenza, tra i paesi più piccoli, ad adeguarsi per evitare guai, sperando che la sottomissione garantisca sicurezza. Non sarà così", ha avvertito Carney, aggiungendo che "le potenze medie devono agire insieme, perché se non sei al tavolo, finisci nel menu". Carney ha ribadito l'impegno del Canada nel rafforzare la sicurezza del fianco settentrionale e occidentale della Nato.

Lagarde sulla Groenlandia: "Una chiamata a svegliarsi per l'Europa"

I nuovi dazi minacciati dal presidente Donald Trump in risposta alla questione groenlandese stanno generando un'"incertezza dannosa" per le aziende su entrambe le sponde dell'Atlantico. A lanciare l'allarme è Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, che ha definito il confronto diplomatico innescato da Trump "un chiamata a svegliarsi, più forte di qualsiasi altra abbiamo mai ricevuto. L'Europa dovrà decidere cosa fare per essere forte da sola, per essere più autonoma, per fare affidamento sul commercio interno tra i nostri Stati membri, in modo da avere almeno un Piano B pronto, nel caso in cui i rapporti tradizionali con gli Stati Uniti non vengano ripristinati". Parlando in un'intervista alla Cnn durante il Forum Economico Mondiale di Davos, Lagarde ha spiegato: "l'incertezza è tornata, e credo che sia davvero molto scomoda sia per le grandi corporazioni americane, sia per le piccole e medie imprese negli Stati Uniti e in Europa. Le aziende non sanno più con certezza come vendere, come acquistare, e soprattutto chi si farà carico dell'onere delle tariffe". "Che economie che attualmente vanno ragionevolmente bene si fermino a causa di questa incertezza è, per usare un eufemismo, davvero controproducente". La presidente della Bce ha poi sottolineato come i legami economici tra Stati Uniti ed Europa siano "enormi" in termini di scambi commerciali, investimenti e partecipazioni finanziarie. "Mettere tutto questo in discussione, rischiare di comprometterlo, non è certo una politica favorevole agli affari". Lagarde ha quindi lanciato un monito sull'urgenza per l'Unione Europea di diventare "più indipendente", alla luce delle turbolenze scatenate dal secondo mandato di Trump.

Media: il Canada prepara scenario in caso di invasione Usa

L'esercito canadese ha sviluppato un modello di risposta a un'invasione statunitense: lo afferma il giornale canadese 'Globe and Mail', mentre il presidente Donald Trump torna a riflettere online su un'eventuale presa di controllo del Canada. Citando due alti funzionari governativi anonimi, il giornale ha affermato che il modello di risposta canadese si concentra su tattiche di tipo insurrezionale, come quelle utilizzate in Afghanistan dai combattenti che hanno resistito alle forze sovietiche e successivamente statunitensi. Il Globe ha riferito che i funzionari ritengono improbabile che Trump ordini un'invasione del Canada. Dopo la sua elezione nel 2024 e nei primi mesi del suo nuovo mandato, Trump ha ripetutamente definito il vicino settentrionale degli Stati Uniti il ;;51° Stato e ha affermato che una fusione avrebbe giovato al Canada. I colloqui di Trump sull'annessione si sono allentati negli ultimi mesi, ma durante la notte ha pubblicato un'immagine sulla sua piattaforma social di una mappa che mostra Canada e Venezuela coperti dalla bandiera statunitense. I funzionari hanno dichiarato al Globe che, in uno scenario di invasione, le forze statunitensi supererebbero le posizioni canadesi via terra e via mare in appena due giorni. Poiché il Canada non dispone delle risorse militari per resistere agli Stati Uniti, la reazione canadese sarebbe modellata su una campagna di tipo insurrezionale, che include imboscate e "tattiche mordi e fuggi", si legge nel rapporto. Il Globe ha specificato che il modello in fase di sviluppo "costituisce un quadro concettuale e teorico, non un piano militare, che è una direttiva attuabile e graduale per l'esecuzione delle operazioni". L'esercito canadese non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento sul rapporto del Globe. Il primo ministro canadese Mark Carney starebbe valutando l'invio di un piccolo numero di truppe in Groenlandia, seguendo l'esempio di altri alleati della Nato, come parte di una dimostrazione di sostegno all'isola.

Berlino: Ue non può vincere guerra dazi con Usa, bene mediazione Meloni

La Germania invita l’Unione europea a mantenere una linea comune e coordinata di fronte alle minacce di nuovi dazi annunciate dal presidente statunitense Donald Trump nel contesto della disputa sulla Groenlandia. La ministra tedesca dell’Economia Katherina Reiche ha messo in guardia da un’escalation verbale e da contromisure unilaterali, sottolineando che un conflitto commerciale con Washington “non può essere vinto”. In un’intervista al portale The Pioneer, Reiche ha affermato che “servono compattezza e una strategia europea condivisa”, aggiungendo che “le minacce non sono appropriate” perché un’escalation danneggerebbe entrambe le parti. Trump, ha osservato, può imporre dazi in modo unilaterale ai singoli Stati membri, ma l’Ue dispone di una politica commerciale comune che deve essere sviluppata e utilizzata in modo coerente, tenendo conto delle diverse sensibilità nazionali. In questo contesto, la ministra ha espresso un chiaro apprezzamento per l’iniziativa della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, definendola “sostenibile e sensata”. Meloni, ha ricordato Reiche, si è detta disponibile a farsi interlocutrice di Washington, svolgendo un ruolo di mediazione a nome dell’Europa, pur non essendo l’Italia direttamente colpita dalle attuali minacce tariffarie. “Trovo l’iniziativa di Giorgia Meloni estremamente valida e meritevole di sostegno”, ha dichiarato la ministra, aggiungendo che l’approccio italiano può contribuire a rafforzare la posizione europea e a favorire una soluzione diplomatica. Trump ha annunciato l’intenzione di introdurre dazi punitivi a partire dal 1° febbraio contro la Germania e altri Paesi europei membri della Nato, con l’obiettivo dichiarato di fare pressione sull’Europa affinché accetti la cessione della Groenlandia agli Stati Uniti. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato le minacce statunitensi, evitando tuttavia di evocare contromisure immediate.

Kallas: "Sicurezza non solo militare, è anche sostenibilità"

"Stiamo attualmente aggiornando la nostra politica artica dell'Ue per riflettere queste realtà. La sicurezza non riguarda solo la presenza militare, ma anche la fiducia. Riguarda la stabilità, riguarda le persone. Nell'affrontare queste nuove sfide, restiamo guidati dalle priorità espresse dalle stesse autorità groenlandesi: sviluppo sostenibile, coesione sociale e rispetto per l'ambiente". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nel suo intervento al dibattito sulla Groenlandia in plenaria."L'Artico si sta riscaldando da tre a quattro volte più velocemente della media globale. Il cambiamento climatico, il degrado ambientale e i rischi per la sicurezza non si fermano ai confini. Nessun paese può affrontare questa minaccia da solo; un ordine internazionale basato su regole e un'efficace cooperazione multilaterale sono essenziali, non facoltativi - sottolinea -. Quando l'Europa è unita, quando siamo forti, siamo in grado di difendere i nostri interessi e valori, anche nell'estremo nord; il nostro impegno nell'Artico deve riflettere questa realtà: risoluto nelle sfide geopolitiche e geoeconomiche, risoluto nell'azione per il clima e incentrato sulle persone che vivono nella regione. In questo sforzo, sosteniamo la Groenlandia e il Regno di Danimarca".

Il premier belga: "Con Trump siamo vicini al punto di rottura"

"Mi sembra ovvio che quest'arma debba essere messa sul tavolo fin da ora". Lo ha detto il premier belga Bart De Wever a Davos, come riporta l'agenzia Belga, riferendosi al bazooka anti-coercizione. "Minacciare un alleato della Nato con un intervento militare è una cosa assolutamente senza precedenti: siamo vicini al punto di rottura". Per il premier è chiaro che l'Europa deve rispondere con una sola voce. "Sarà uno contro tutti ma anche tutti contro uno, basta con le belle parole. Se qualcuno dice 'voglio prendere un territorio della Nato altrimenti scateno una guerra commercialè allora scateneremo una guerra commerciale".

Tokyo sceglie il silenzio su Trump

Il Giappone sceglie la prudenza di fronte alle crescenti tensioni transatlantiche innescate dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla possibile annessione della Groenlandia. In una conferenza stampa, il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha rifiutato esplicitamente di commentare le ambizioni di Washington sull'isola artica, pur auspicando un rapido ricompattamento tra Stati Uniti e i Paesi europei coinvolti nella disputa. "Mi astengo dal commentare ogni singola affermazione di funzionari stranieri", ha dichiarato Motegi, rispondendo a una domanda diretta sulle recenti esternazioni di Trump. "Ci auguriamo che le due parti ristabiliscano relazioni solide". Un approccio confermato anche dopo il colloquio telefonico tra Motegi e l'Alta Rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, avvenuto nel fine settimana. Dello stesso avviso il capo di Gabinetto Minoru Kihara, che ieri aveva anticipato la linea ufficiale: "Tokyo non intende esprimere giudizi sui progetti di annessione, ma seguirà gli sviluppi con grande attenzione". La posizione neutrale del Giapponese riflette la volontà di non compromettere rapporti cruciali né con Washington né con Bruxelles, mentre il silenzio su altre operazioni, come quella recentemente emersa in Venezuela, rimane una costante della diplomazia di Tokyo. L'assenza di commenti è emersa con particolare evidenza anche nel corso dell'incontro bilaterale tra la premier italiana Giorgia Meloni e la sua omologa Sanae Takaichi, tenutosi la scorsa settimana nella capitale nipponica. Durante la conferenza di presentazione, accennando al confronto di vedute "sulle tante crisi aperte a livello globale", Meloni aveva fatto riferimento alla necessità di confrontarsi e fare il punto "per arrivare ad una pace giusta e duratura in Ucraina, consolidare il processo di pace in Medio oriente, e garantire la sicurezza e la stabilità dell'Indo-Pacifico". Da parte sua Takaichi si è riferita al "contesto della sicurezza economica, e la preoccupazione internazionale per le restrizioni alle esportazioni di minerali critici", un chiaro riferimento alla Cina, senza alcun accenno alle minacce da parte dell'amministrazione Trump di imporre ulteriori dazi ai Paesi alleati sulla questione della Groenlandia.

Frederiksen: "Il peggio potrebbe essere davanti a noi"

La prima ministra della Danimarca Mette Frederiksen ha avvertito a Copenaghen che “il peggio potrebbe ancora essere davanti a noi”. “Ora siamo minacciati dal nostro alleato più stretto”, ha detto ai deputati danesi. Il governo danese è stato invitato al Forum economico mondiale di Davos, ma ieri un portavoce del forum ha reso noto che nessun rappresentante ha intenzione di partecipare.

Premier groenlandese: "Prendiamo situazione molto sul serio"

Il primo ministro della Groenlandia ha insistito sul rispetto dell'integrità territoriale mentre la crisi sull'isola artica si intensifica. Jens-Frederik Nielsen ha affermato che il suo governo sta “lavorando e prendendo molto sul serio questa situazione”, in risposta a una domanda dell'Associated Press. Nielsen ha aggiunto che il suo governo ha avuto incontri positivi con la Nato e i suoi alleati e che tutti i paesi occidentali dovrebbero essere uniti dal “rispetto dell'integrità nazionale e territoriale e dal rispetto del diritto internazionale”.

Lavrov a Trump: "Cina e Russia non hanno alcuna mira sulla Groenlandia"

Né la Russia né la Cina "hanno alcun piano per prendere il controllo della Groenlandia", ma sono interessate ad "instaurare una cooperazione libera e aperta nell'Artico". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, rispondendo alle affermazioni del presidente americano Donald Trump secondo le quali gli Usa devono prendere il controllo della Groenlandia per difenderla dalle mire di Russia e Cina. 

Kallas: "La sovranità della Groenlandia non è negoziabile, dazi o no"

"La Groenlandia è strategica. Non è un segreto. Nelle vicinanze si trovano importanti rotte sottomarine e al di sotto del suo territorio sono presenti minerali fondamentali per l'economia globale. Ma vorrei essere chiara: la Groenlandia appartiene al suo popolo. Nessuna minaccia di dazi doganali potrà cambiare questa situazione. La sovranità non è negoziabile". Lo ha detto Kaja Kallas intervenendo all'Eurocamera. "Le dichiarazioni rilasciate dal presidente Trump creano una situazione che non abbiamo mai vissuto prima. La nostra risposta deve essere quella di mantenere la calma, difendere la nostra posizione e agire in modo unito".

Ministro Finlandia: "Con guerra commerciale gli Usa si farebbero male"

L'Europa "è pronta alle ritorsioni, se sarà necessario" e "stiamo considerando diversi strumenti". Lo ha detto la ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen a Davos, spiegando che in caso di una nuova guerra commerciale "vedremmo un'enorme distruzione di ricchezza anche per gli americani e direi soprattutto per gli americani".

Premier norvegese: "Per l'Ue la priorità resta l'Ucraina"

I leader europei non vogliono "mettersi a litigare con gli Usa" sulla Groenlandia, perché Washington è fondamentale "almeno in un ruolo di supporto" in una difesa dell'Ucraina a guida europea. Lo ha detto il premier norvegese Espen Barth Eide durante un panel del Forum economico mondiale. "Non dobbiamo distrarci dal problema numero uno e anche se non siamo d'accordo con presidente Usa, vogliamo gli americani a bordo il più possibile". Per Eide "l'Ucraina è il problema numero uno e la lente con cui dobbiamo leggere" la situazione complessiva.

Londra replica a Trump: base Usa al Diego Garcia è al sicuro

Downing Street ha diffuso una nota in cui difende l'accordo - negoziato quando a Washington era al potere l'amministrazione Biden e attaccato ora da Trump - sostenendo che esso "assicura" il mantenimento del controllo della base "per generazioni" e garantisce che "gli avversari ne restino fuori". Ricorda inoltre come sia stato approvato all'epoca da tutti gli alleati del gruppo dei Five Eyes (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti). 

Weber: "L'Eurocamera sospenderà l'intesa sui dazi con gli Usa"

"Agire con minacce sul fronte dei dazi è del tutto inaccettabile. Ed è per questo che il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre grandi gruppi, di sospendere l'accordo commerciale" con gli Usa. Lo ha annunciato il presidente del gruppo del Ppe Manfred Weber spiegando la decisione di rinviare l'ok dell'Eurocamera all'intesa sui dazi firmata in Scozia. "E' lo strumento più potente che abbiamo in questo momento, gli Usa non potranno accedere ai nostri prodotti a dazi zero", ha sottolineato

L'Eliseo conferma: proposto un vertice G7 con la Russia

Emmanuel Macron ha proposto in un "messaggio privato" a Trump di ospitare un vertice del G7 a Parigi giovedì, al quale potrebbe invitare, "a margine" dell'incontro, "i russi", il che sarebbe una novità in quasi quattro anni di guerra in Ucraina. Il presidente americano ha pubblicato questo messaggio sul suo social network Truth, ed è stato autenticato dall'entourage del presidente francese. Nel messaggio, Macron propone anche di invitare gli ucraini a questo incontro, così come i danesi, per discutere i disaccordi sulla Groenlandia e sui siriani.

Il fotomontaggio che indica il progetto di Trump

Sui propri canali social Trump pubblica un fotomontaggio che ritrae lui, il suo vice J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio mentre camminano in un luogo che, dal paesaggio e dalla presenza di ghiaccio, fa pensare alla Groenlandia. Il presidente tiene in mano la bandiera a stelle e strisce. Davanti a loro si legge in un cartello: "Groenlandia, territorio Usa dal 2026".

Trump minaccia la Francia: "Dazi del 200% su champagne e vini"

Trump ha tirato fuori dal cilindro dazi del 200% sui vini e gli champagne francesi. Il "regalino" arriva in risposta alle parole di Macron che ha fatto sapere che la Francia non entrerà nel board di pace per Gaza.

Groenlandia, Trump: "Gli europei non opporranno resistenza"

Parlando con i giornalisti in Florida Trump ha detto che i leader europei non "opporranno troppa resistenza" sulla Groenlandia, "dobbiamo averla". Ed ha aggiunto: "Non possono proteggerla, i danesi sono persone meravigliose e so che i loro leader sono ottime persone, ma non ci vanno nemmeno". "E sapete, il fatto che una nave sia arrivata lì 500 anni fa e poi se ne sia andata non vi dà alcun diritto di proprietà. Quindi ne parleremo con le varie persone coinvolte".

Trump pubblica su Truth un messaggio privato di Macron

Il messaggio di Macron. "Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia". E infine: "Cerchiamo di fare grandi cose. 1) Posso organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine. 2) Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che rientri negli Usa".

Trump attacca anche il Regno Unito

Il presidente Usa rivolge durissime accuse contro il Regno Unito. "Incredibilmente, il nostro 'brillante' alleato della Nato, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l'isola di Diego Garcia, sede di una vitale base militare statunitense, a Mauritius, e di farlo senza alcun motivo. Non c'è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la forza, ed è per questo che gli Stati Uniti d'America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima d'ora. La cessione da parte del Regno Unito di terreni estremamente importanti è un atto di grande stupidità, ed è l'ennesimo di una lunghissima serie di motivi di sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono fare la cosa giusta".

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