Formigoni: «Qualcuno vuole creare tensioni»

Matthias Pfaender

«L'attentato di via Solferino non è né da sottovalutare, né da enfatizzare, viste le modalità in cui è stato posto in essere: tarda ora, strada deserta, ristorante chiuso da giorni per ferie». Così il vicesindaco di Milano e assessore con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato ha commentato il fallito attentato di domenica notte al ristorante etnico «Sud», un tempo sede del circolo culturale islamico «Il Fondaco dei Mori». «Certo - ha aggiunto - non va sottovalutato il fatto che si è voluto colpire con un attentato, che pare al momento più dimostrativo che altro, un luogo che in passato, ed in parte ancora oggi, è punto di riferimento di molti musulmani a Milano, anche se quel ristorante notoriamente è frequentato anche da molti milanesi». «Dopo una telefonata con il vice questore vicario, dottor D'Amato - ha concluso il vice sindaco -, ho potuto nuovamente constatare che le forze di polizia a Milano sono impegnate in maniera costante nell'attività di controllo del territorio».
Si affianca nell’attestare fiducia all’operato delle forze dell’ordine il sindaco Letizia Moratti, che esprime un «ringraziamento particolare per la costante azione a garanzia della sicurezza di tutti. Milano - ha sottolineato la Moratti - conferma la sua vocazione di città aperta, che fa dell’integrazione una delle sue caratteristiche fondamentali, nel rispetto delle regole che animano la convivenza civile». Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni indica come soluzione alla vicenda una collaborazione tra istituzioni ed esponenti moderati dell’Islam: «Il nostro Paese e la comunità internazionale - ha detto - devono rispondere ad un attacco terroristico con determinazione ma in questo devono avere il mondo musulmano alleato. È un fatto che non va sottovalutato - ha aggiunto il governatore -. Le indagini dovranno chiarire esattamente di che cosa si è trattato, ma il fatto che fosse una bomba che poteva esplodere preoccupa. Sembra che ci sia qualcuno che vuole speculare e creare tensioni».
L’episodio ha suscitato preoccupazione e allarme anche tra gli esponenti del mondo islamico milanese. «Un gesto molto grave e da condannare assolutamente»: questo il primo commento di Abdel Hamid Shaari, responsabile del centro culturale islamico di viale Jenner. «È un avvenimento su cui voglio capire di più prima di ogni ulteriore commento», ha aggiunto il leader musulmano.

Mirano a smorzare i toni e a non drammatizzare eccessivamente la vicenda le parole di Yahya Sergio Yahe Pallavicini, il vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana: «Ho una preoccupazione e una speranza - ha detto -. C'è una campagna di odio che ci preoccupa e rischia di dilagare. Ma c'è anche la speranza che non si esasperino i toni e che le istituzioni investano sulla componente pacifista, che può fare la differenza».

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