Di cattivo gusto, ma all'inizio sembrava uno scherzo. Dopo si disse che quelle fatture astronomiche per poche ore di ricovero dei ragazzi vittime del rogo di Crans Montana erano un errore. Poi un pro forma burocratico e adesso gli svizzeri battono cassa accusando gli italiani di "starnazzare". Roba da dichiarare guerra alla Svizzera. Oppure ricordare il genio di Orson Welles quando diceva che "in Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù". Una tagliente immagine tratta dal film "Il Terzo Uomo" di Carol Reed del 1949 alla quale c'è poco da aggiungere. Forse un po' di cioccolato e gli enormi forzieri pronti ad accogliere denari da tutto il mondo. Ed è a forza di produrre orologi a cucù e contare denari che qualcosa nella loro testa deve essersi incrinato. Non altrimenti si spiega l'orrore del conto da saldare di fronte alla tragedia causata da inadempienze e soprattutto complicità che il processo sta portando alla luce. Un fatto che ha lasciato attonita Milano, dove tutti conoscevano quei ragazzi o qualcuno che li conosceva.
Una tragedia diventata lutto collettivo che colpisce ancor più di fronte a quell'atteggiamento mercantile che da quelle parti ci si poteva anche aspettare, ma che oggi rivela una disumanità che grida vendetta. E di fronte alla quale l'Italia non deve arretrare di un millimetro.