Forzano il blocco e sparano ai carabinieri

La caccia all’uomo nelle campagne dopo un movimentato inseguimento ha portato alla cattura di due marocchini: viaggiavano con tre complici sull’auto che non si è fermata all’alt dei militari

Forzano il blocco e 
sparano ai carabinieri

È continuata fino a tarda sera la ricerca di tre marocchini, con ogni probabilità trafficanti di droga, che insieme a due connazionali, poi catturati, hanno forzato ieri un posto di blocco dei carabinieri contro i quali hanno anche sparato diversi colpi di pistola. I militari, diramato l’allarme, si sono lanciati all’inseguimento, senza per altro mai rispondere al fuoco. Fino a quando i nordafricani sentendosi tallonati da vicino, hanno abbandonato l’auto e cercato la fuga tra i campi.
L’intervento dei militari è collegato al tragico incidente che l’altra notte è costato la vita a Tiziano Basciu, 26 anni di Boffalora Ticino. Il ragazzo è stato infatti falciato da un pirata della strada lungo la statale 526 in località Robecco sul Naviglio. E ieri due militari a bordo di una Fiat Punto, stavano controllando la zona in cerca di qualche indizio utile a identificare l’automobilista fuggito, quando intorno alle 14.30 hanno incrociato una Lancia Kappa con cinque persone a bordo. Le loro facce non erano, come si suol dire, raccomandabilissime, pertanto i militari hanno intimato l’alt. La macchina però ha tirato diritto cercando di far perdere le proprie tracce.
Il militare alla guida della Punto, nonostante non potesse certo contare su una fuoriserie, si è messo all’inseguimento della Kappa senza mai perderla di vista. Mentre il collega diramava l’allarme e chiedeva rinforzi per bloccare i cinque. I fuggitivi hanno cercato di scrollarsi di dosso gli inseguitori fino a quando hanno capito che non ci sarebbero mai riusciti. Così sono scesi dall’auto e, per assicurarsi un certo vantaggio, hanno esploso alcuni colpi di pistola. I carabinieri avrebbero sentito almeno un paio di proiettili fischiargli sulla testa. Poi si sono dileguati in mezzo ai campi.
Ma nel giro di pochi minuti l’intera area pullulava di militari, non meno di un centinaio. Fuori praticamente l’intera compagnia di Abbiategrasso, più i rinforzi dalle vicine stazioni. Mentre in cielo iniziava a volteggiare un elicottero. Nel giro di meno di un’ora due fuggiaschi venivano individuati. Si erano rifugiati all’interno della fabbrica di macchine da caffè Gaggia, ovviamente ieri chiusa perché domenica. Si tratta di due marocchini su cui sono in corso le normali attività di identificazione. Hanno intorno ai 25 anni e uno di loro sembra abbia precedenti per traffico di droga. Un particolare che lascia supporre come anche gli altri tre siano stranieri ma soprattutto che si trattasse di una banda di spacciatori. Magari con un carico di stupefacenti da proteggere a tutti i costi da un possibile sequestro. Per questo la Lancia Kappa è stata portata in caserma, in attesa di essere smontata. Gli investigatori sospettano che tra le lamiere, sotto i sedili oppure dentro il serbatoio, possa nascondersi qualcosa di interessante.
E un eventuale carico di droga in auto spiegherebbe poi anche la violenta e, per certi versi sproporzionata, reazione dei magrebini. Solitamente infatti i normali pusher non vanno in giro armati di pistola e non sparano alle forze dell’ordine: si rischia prima la reazione e poi, se catturati, una pesante condanna. La pistola pertanto, avrebbe potuto servire per proteggere lo stupefacente da eventuali concorrenti. Poi, persa la testa, è stata usata anche contro i carabinieri.

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