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Il fotografo poeta che dipinge con l'obiettivo e parla a fiori e lune

Oggi e domani la personale che riunisce una trentina di scatti dell'artista Edoardo Romagnoli

Il fotografo poeta che dipinge con l'obiettivo e parla a fiori e lune
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Se la "luna del Lupo" apparsa in cielo lo scorso 3 gennaio vi ha incantato, approfittate oggi e domani per visitare Still Fotografia, zona viale Tibaldi: qui, fino al 9 gennaio, il fotografo milanese Edoardo Romagnoli "parla alla luna". S'intitola "Autobiografia di un fotografo" la personale che riunisce una trentina di scatti, a colori e in bianco e nero, dell'artista capace di dipingere con l'obiettivo. L'esposizione si snoda in un percorso tra lune alte nel cielo o colte di sbieco e vari fiori: sono infatti questi i due soggetti su cui si concentra maggiormente la poetica visiva di Romagnoli. Settantatré anni, con alle spalle numerose mostre in Italia e all'estero, da Still Fotografia Edoardo Romagnoli racconta sé stesso. È "nipote d'arte": suo nonno materno era Giuseppe Palanti, pittore, illustratore e professore all'Accademia di Brera, la stessa madre Maria Virginia è stata pittrice. Sotto la sua guida, fin da giovanissimo, Edoardo si accosta alla tela e al colore. Arriva presto la scoperta delle potenzialità dello strumento fotografico: lo sguardo dietro l'obiettivo diventa la sua vocazione. Romagnoli espone a Brera, nel celebre spazio Il Diaframma di Lanfranco Colombo, e poi alla Peggy Guggenheim di Venezia. È un fotografo-artista che ama sperimentare e se vi state domandando se i colori saturi o i contrasti di bianco e nero siano il risultato di Photoshop, sappiate che Romagnoli è della "vecchia scuola", tradizionale. Usa infatti tecniche tutte sue per esplorare nuove frontiere di colore e di movimento: ogni scatto è cronaca poetica della natura del mondo che ci circonda. "Alla fine degli anni Ottanta mi sono accorto che potevo dipingere con la macchina fotografica - racconta -. Spesso andavo in terrazzo di notte e fotografavo la luna, ho provato a muovere la macchina fotografica e ho ottenuto degli orizzonti, poi muovevo ancora e cercavo di ottenere ciò che la mia mente disegnava". Lo scorso anno accade qualcosa di imponderabile che gli fa cambiare prospettiva: un problema di salute porta a una svolta, che ritroviamo in diversi scatti in mostra. "Dopo ripetuti episodi di perdita di equilibrio dovuti alla sindrome di Ménière (patologia dell'orecchio che porta a vertigini, ndr) continua Romagnoli - mi sono imposto di mantenere saldo il soggetto, ad esempio la luna, senza muovere la camera. In questa direzione ho scattato per mesi mettendo a dura prova il mio istinto di dipingere con la macchina fotografica".

La pittura non viene però dimenticata: nella nuova serie dei Fiori, Romagnoli rielabora l'immagine in post-produzione e incornicia gli scatti in antiche cornici appartenute al nonno. La sua fotografia, oggi, appare una vera autobiografia in cui il presente è figlio anche della memoria famigliare.

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