Mercoledì notte, davanti ai vigili, Giorgio Piazzolla non ha fatto resistenza, non ha chiesto spiegazioni, non ha alzato la voce. Il 38enne pirata della strada - che, due ore prima, intorno alle 21.30, alla guida della sua SmartForTwo nera era fuggito dopo aver investito due anziane sorelle di 75 e 70 anni che attraversavano sulle strisce a Lambrate, in via Carnia, uccidendo la maggiore, Alfonsa Curiale - si è quindi sottoposto docilmente al test alcolemico che ha evidenziato la sua positività (4 volte il consentito). E ha subito detto sì al pre-test tossicologico, che ha evidenziato che non era solo ubriaco, ma anche sotto l'effetto della cocaina. Quindi si è fatto condurre dalla Polizia locale al Policlinico per gli accertamenti e lì, senza scegliere di nominare un avvocato di fiducia, ha chiesto di poter fare una dichiarazione spontanea.
Un uomo distrutto, annientato. Che una volta dentro il comando della Polizia locale in via Pietro Custodi, ha semplicemente ascoltato mentre veniva redatto il verbale che lo metteva in stato di arresto obbligatorio in flagranza. La sua auto l'avevano già trovata. Alle 22.20, infatti, i carabinieri della pattuglia "Volpe 185" erano arrivati al parcheggio del supermercato Lidl in via Ornato, in zona Niguarda (Piazzolla abita a due passi da lì) dopo una segnalazione arrivata al 112. A chiamare era stata la madre del "pirata", l'aveva contattata Piazzolla che, con la voce rotta, le aveva raccontato quel che era successo.
Non ci sono stati mai dubbi per la Locale: forte alito vinoso e un eloquio spezzato, Giorgio Piazzolla era sotto l'effetto dell'alcol. Anche l'auto era lì e presentava danni evidenti: paraurti anteriore distrutto, cofano ammaccato, fanale destro e parabrezza lesionati. Non è servito molto per capire. Piazzolla ha ammesso subito di aver bevuto. Ha acconsentito senza discutere alla prova etilometrica. Il risultato è arrivato secco: 1,95 grammi per litro alle 23.20, poi 1,99 alle 23.27.
Intanto, al comando, arrivavano i genitori. Sono rimasti lì mentre al figlio venivano notificati i reati: omicidio stradale aggravato, fuga e omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza oltre il limite grave, uso di stupefacenti alla guida. Non avendo Piazzolla indicato un legale di fiducia, gliene è stato nominato uno d'ufficio: l'avvocato Francesca Spotti, del Foro di Milano.
All'una meno un quarto il pubblico ministero di turno, Paolo Nicola Filippini, è stato informato telefonicamente. Ha disposto il trasferimento della salma di Alfonsa, deceduta poco dopo il suo arrivo in ambulanza al San Raffaele, all'obitorio (la sorella minore, Filomena, è ricoverata a Niguarda, ndr) e l'associazione dell'indagato al carcere di San Vittore.
Alle 3.40 del mattino il verbale è stato chiuso. Prima le procedure di identificazione: fotosegnalamento e rilevamento delle impronte. Poi la sintesi da inserire nella banca dati interforze. Tutto è stato fatto con la consueta freddezza burocratica.
Nessun clamore, solo moduli, firme, orari segnati con precisione. La Smart ForTwo è già in deposito comunale, sequestrata. Giorgio Piazzolla no. Lui è in stato di arresto e attende di comparire davanti al giudice per le indagini preliminari per l'interrogatorio.