Fuoco e vento: la Sardegna brucia Due morti, panico tra i turisti

SassariUn pastore morto carbonizzato, un’altra persona stroncata dalla paura, un allevatore disperso, aziende agricole distrutte, spiagge e perfino un carcere evacuati con i detenuti portati in spiaggia per non farli morire asfissiati nelle celle. La strada statale 131, la più importante della Sardegna, è stata chiusa per ore.
Un disastro ambientale che nell’Isola non si vedeva da almeno 26 anni, quando sulle colline di Tempio Pausania, in Gallura, il fuoco fece 9 vittime. Ieri la Sardegna è stata accerchiata e devastata dalle fiamme, che non hanno lasciato scampo a Mario Piu, di 52 anni, sorpreso dal fuoco mentre cercava di mettere in salvo il suo gregge, alla periferia di Pozzomaggiore (Sassari). Anche gli animali non hanno avuto miglior destino. È morto invece per un infarto Antonio Serra, 52 anni, di Mores (Sassari). L’agricoltore era andato a controllare che la sua vigna, nell'agro del paese, non fosse minacciata dalle fiamme quando si è trovato davanti il fuoco e ha avuto un attacco di cuore che l'ha ucciso. Fino alla tarda serata a Semestene, sempre nel Sassarese, era ancora disperso un allevatore.
Nella provincia del Medio Campidano, nella spiaggia di Capo Pecora, sulla costa centro-occidentale dell’isola, si sono vissuti momenti di terrore. Un rogo partito dalla boscaglia ha raggiunto velocemente le vicinanze del litorale e 120 persone sono rimaste intrappolate tra la costa e il mare. Nelle operazioni di evacuazione, sono state coinvolte quattro motovedette della Guardia costiera, un elicottero dell'esercito, due elicotteri della Forestale e mezzi di altre forze di polizia.
Poco distante, a Is Arenas, la colonia penale è stata abbandonata per alcune ore per precauzione: i detenuti sono stati spostati in massa nella vicina spiaggia di Piscinas, famosa per le sue dune. Sono rimasti lì fino a quando la situazione è tornata alla normalità.
Diversi centri abitati sono stati lambiti dagli incendi, alimentati dallo scirocco che dalla mattina ha soffiato impetuoso su tutto il territorio regionale. Le fiamme sono arrivate anche a sfiorare il municipio di Loiri, piccolo centro della Gallura. Le fiamme sono partite dalle campagne di Berchiddeddu, frazione di Olbia che è stata evacuata, e, sospinte dal vento si sono dirette verso il paese, sfiorando il centro abitato dove alcune persone, fra cui un vigile del fuoco, sono rimaste intossicate e sono state trasportate in ospedale. Evacuate anche le borgate di Montelittu, Zappallì, Trudda e Azzanì. Un gruppo di anziani, per via dell'aria densa di fumo, si sono rifugiate all'interno di una chiesa.
Lo spiegamento di forze è stato imponente: il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha allertato anche i mezzi antincendio della vicina Corsica, ma nonostante i 9 Canadair e altri mezzi le fiamme hanno comunque bruciato migliaia di ettari tra bosco e macchia mediterranea. Per sicurezza, l'Enel ha sospeso la fornitura di energia elettrica in alcuni piccoli paesi per agevolare il lavoro delle squadre impegnate nello spegnimento degli incendi.
«Quella di oggi - ha riferito l'assessore all'Ambiente della Regione Sardegna, Giorgio Oppi, in Consiglio regionale, sospeso per lutto - è stata la peggiore giornata dal 1983».
Gli incendi di ieri non hanno risparmiato neanche la Toscana: roghi un po’ in tutta la regione, dal Lucchese alla provincia di Firenze, da Livorno a Pisa. Anche in questo caso mobilitata per intero la macchina antincendi regionale e della Protezione civile.

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