Galleria, il Comune studia il progetto del riscaldamento

Galleria, avanti tutta. Palazzo Marino procede a tappe forzate per dare il via ai lavori che regaleranno una nuova pavimentazione al «salotto buono» di Milano. Ma c’è di più: la galleria potrebbe diventare veramente come il salotto di casa, caldo e accogliente. Questa la proposta lanciata dall’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, che ha rispolverato un vecchio progetto dell’amministrazione Albertini per l’installazione di serpentine sotto i mosaici. Ieri si è tenuta un’altra riunione tra gli assessori all’Arredo Cadeo, il titolare ai lavori pubblici Bruno Simini, alle Attività produttive Giovanni Terzi, al Demanio Gianni Verga per studiare il dea farsi. La proposta del riscaldamento è arrivata un po’ all’improvviso, quando era in dirittura di arrivo il progetto esecutivo per il semplice restauro della pavimentazione. Il piano, elaborato dagli uffici comunali, costa due milioni di euro circa - già stanziati nel bilancio - e 8 mesi di lavori. Dopo due gara andate deserte per una sponsorizzazione privata dei lavori, lo scorso inverno il Comune ha deciso di fare da sé.
Il progetto con le serpentine, invece, è ancora da fare, ma il costo stimato per la sua realizzazione si aggira sui 6 milioni di euro, mentre i tempi di realizzazione non dovrebbero essere molto più lunghi. I fondi non sono un problema - dicono in coro gli assessori - prima bisogna decidere in fretta quale progetto realizzare, poi ci occuperemo di reperire i fondi. Una dichiarazione che di questi tempi di magra suona un po’ stonata. Il sindaco non sembra essere dello stessa idea: già la settimana scorsa, infatti, Letizia Moratti ospite degli studi di Radio Lombardia aveva dichiarato: «Mi sembra che i costi siano un po’ eccessivi, preferirei destinare quei fondi ad altro».
La preoccupazione di alcuni assessori invece è fare in fretta e portare a termine il restauro dei mosaici entro la fine del mandato. Proprio per questo è probabile che i lavori verranno organizzati in tre turni, per permettere agli operai di lavorare di giorno e di notte. Ancora da concordare con l’Unione del Commercio un periodo di fermo cantiere a dicembre e gennaio per permettere a milanesi e turisti di ammirare le vetrine, fare shopping e andare per saldi senza il disagio dei lavori in corso. «Milano aspetta il restauro della Galleria da 60 anni - osserva Cadeo - e credo che questa sia un’occasione da non perdere per fare un intervento di ampio respiro e che guardi al futuro. L’importanza del Salotto di Milano può valere anche uno sforzo economico maggiore e tempi di realizzazione un poco più lunghi». Tra i vantaggi del riscaldamento anche la possibilità di eliminare i dehor esterni dei locali, lasciando «liberi» sedie e tavolini. Esteticamente la Galleria avrebbe da guadagnare. Da studiare anche l’eventualità di chiudere i quattro bracci con vetri o «pareti» per evitare che il calore si disperda, ma qui la parola spetta alla sovrintendenza. Ci si riaggiorna il 3 giugno.

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