Gdf, forze giovani contro l'evasione fiscale e gli affari della mafia

In Lombardia arrivano 50 giovani finanzieri usciti dalla scuola dell'Aquila: la metà va al Nucleo di polizia tributaria, da anni in prima linea nella lotta contro i reati economici e la criminalità organizzata. Il generale Iodice: «Un segnale importante»

Sono i migliori. Selezionati tra centinaia. E arrivano sull'avamposto. In Lombardia, e a Milano, per dare seguito a una lunga tradizione di eccellenza. Cinquanta nuovi finanzieri, usciti dai corsi della Scuola ispettori e sovrintendenti dell'Aquila, tra i primi - fra l'altro - a soccorrere la popolazione colpita dal terremoto dell'aprile scorso. Giovani marescialli tra i 20 e 30 anni che il comando generale della Gdf ha destinato alla lotta all'evasione fiscale, là dove le fiamme gialle ottengono da sempre i risultati più importanti.
Venticinque di questi andranno al Nucleo di polizia tributaria di Milano, protagonista delle principali inchieste degli ultimi anni: da Parmalat ad Antonventa-Bnl, dal crac Cirio ai «furbetti del quartierino», fino ai casi più recenti della clinica Santa Rita al caso «Montecity», su cui la Procura sta ancora indagando e per il quale, proprio oggi, ha patteggiato una pena di due anni di reclusione con la condizionale Rosanna Gariboldi, moglie del deputato Giancarlo Abelli, accusata di aver riciclato all'estero il denaro dell'imprenditore Giuseppe grossi, il «re» delle bonifiche. Un pezzo di storia della giustizia di questo Paese, insomma, con cui ora questi ragazzi inizierannoa a confrontarsi. Altri sette giovani finanzieri andranno al Gruppo territoriale di milano, specializato nel contrasto alla contraffazione. Gli altri saranno distribuiti tra le altre province della Lombardia. Ma il senso della decisione che arriva da Roma è chiaro: la lotta all'evasione fiscale non si arresta. Anzi.
Spiega il generale Attilio Iodice, comandante provinciale della Guardia di finanza di Milano (nella cui circoscrizione operano i Gruppi di Milano, Monza e Legnano, il reparto dei «baschi verdi» di stanza nel capoluogo lombardo e appunto il Nucleo di polizia tributaria) che «si tratta di un segnale importante per incrementare i controlli sull'evasione internazionale e sull'elusione fiscale, e per rendenre ancora più incisiva la lotta ai paradisi fiscali». «Inoltre - sottolinea Iodice - i nuovi arrivi saranno di aiuto alle indagini della Procura di Milano, anche contro i fenomeni di riciclaggio e quelli legati all'attività della criminalità organizzata». E non è un caso che il comando generale abbia scelto Milano e la Lombardia. Qui, infatti, le Fiamme gialle realizzano più del 30 per cento dei risultati messi a segno dalla gdf sull'intero territorio nazionale. Il bilancio del 2009, ad esempio, è stato da record: 8,5 i miliardi di euro di evasione alle imposte dirette scoperti dai finanzieri (due miliardi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), oltre a un miliardo di imponibile sottratto all'Iva. Ancora, 11mila e 936 interventi per il contrasto all'evasione e alle frodi fiscali, di cui 232 nei confronti di grandi complessi industriali con volume d'affari superiore ai 25 milioni. Nello stesso periodo, i controlli su scontrini e ricevute fiscali sono stati circa 51.391 con la contestazione di 6.851 violazioni. Inoltre, la finanza ha scoperto diverse persone fisiche con residenza fittizia all'estero e società cosiddette «esterovestite» che hanno sottratto al fisco 2,9 miliardi di imposte dirette. Sul fronte dell'economia sommersa, poi, sono stati individuati 691 evasori totali, 2.663 lavoratori irregolari di cui 1.358 sconosciuti sia al fisco sia agli enti previdenziali. Quanto al capitolo riciclaggio, i finanzieri hanno accertato operazioni illecite per circa 445 milioni di euro, che hanno consentito il sequestro di oltre 61 milioni e la denuncia di 201 persone di cui 17 finite in carcere. Insomma, a Milano e in Lombardia il lavoro non manca. L'arrivo di 50 nuovi finanzieri, dunque, non può che essere una buona notizia.