La Gelmini riabilita i docenti di religione

RomaI docenti di religione parteciperanno alla valutazione complessiva degli studenti. E la frequenza dell’ora di religione concorrerà alla conteggio complessivo dei crediti formativi. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (in data 19 agosto) diventa legge il nuovo Regolamento sulla valutazione delle scuole di ogni ordine e grado. Il primo effetto è quello di confermare le indicazioni contenute nel testo iniziale ed entrate già in vigore, come la bocciatura con il cinque in condotta e la valutazione in decimi sin dalla scuola primaria. Tra le più discusse quella che prevede di attribuire agli studenti che frequentano l’ora di religione cattolica dei crediti formativi, ovvero i crediti che si guadagnano con corsi facoltativi che contribuiscono alla valutazione complessiva dell’alunno, anche ai fini dell’ammissione alla maturità. Un criterio bocciato dal Tar del Lazio con una sentenza del 17 luglio scorso. I giudici amministrativi, in seguito a un ricorso, avevano giudicato il computo dei crediti per la religione una «discriminante» rispetto agli studenti che non li frequentano, estromettendo la religione dalla valutazione globale dell’alunno.
Sentenza subito contestata dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. È «incomprensibile che solo la religione cattolica non debba contribuire alla valutazione globale dello studente tra tutte le attività che danno luogo a crediti formativi», aveva detto il ministro. Tra le attività che «danno credito» sono valide quelle sportive, artistiche o musicali o anche iniziative di volontariato. Insomma con la sentenza del Tar si potevano guadagnare crediti con le lezioni di chitarra ma non con le ore di religione. La Gelmini aveva pure ricordato che, essendo la religione cattolica un corso facoltativo, «non costituisce un credito scolastico ma un credito formativo e non incide in maniera diretta sul voto finale». Ora dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento la sentenza del Tar è vanificata e potrebbe anche non essere più necessario il ricorso al Consiglio di Stato.
Restano confermate anche le altre novità, tutte nella direzione di un maggiore rigore nel giudizio.Occorrerà almeno il 6 in tutte le materie per essere ammessi all’esame di maturità. Non saranno più tollerati fenomeni di bullismo, condotte violente o atti di teppismo perché scatterà automaticamente il cinque in condotta e la conseguente bocciatura.Anche il voto in educazione fisica «farà media» e la valutazione verrà espressa in decimi per tutti i corsi di studio. Il saldo dei debiti, ovvero delle materie in cui non si è raggiunta la sufficienza, dovrà essere verificato prima dell’inizio dell’anno successivo. E proprio dalla prossima settimana nella maggioranza delle scuole superiori partiranno gli esami per l’ammissione all’anno successivo. Alcuni istituti hanno già svolto le verifiche nel mese di luglio.
Ma non c’è soltanto la questione della valutazione sull’ora di religione a contrapporre il governo e i giudici del Tar. È ancora aperta infatti la questione dei precari e delle cosiddette graduatorie a pettine. I giudici amministrativi avevano accolto i ricorsi dei precari contro il decreto del ministro che aboliva il «pettine». Il precario che fa domanda nella sua provincia ma anche in altre ha la possibilità di mantenere lo stesso punteggio in diverse sedi, inserendosi nelle liste appunto a pettine. Ma il ministro anche in una nota del 7 luglio scorso ha ribadito che chi fa domanda ed è già in graduatoria può spostarsi in altre province ma deve mettersi in coda. Anche in questo caso il governo potrebbe fare ricorso al Consiglio di Stato ma la soluzione finale potrebbe essere quella di varare una norma ad hoc che scavalchi comunque le decisioni del Tar.
Intanto l’opposizione e i sindacati attendono con il fucile spianato la riapertura delle scuole e paventano scenari da apocalisse con aule stracolme di alunni ma prive di docenti. Il prossimo 26 agosto si ricomincia con il primo confronto governo-sindacati, convocati a viale Trastevere. All’ordine del giorno l’avvio dell’anno scolastico e il monitoraggio dell’organico di fatto.

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