Generali, l’attivismo estero piace al mercato

Nella nuova era Geronzi, le Generali potrebbero pensare a consolidare la propria presenza all’estero: in territorio asiatico grazie all'acquisizione di alcune attività del colosso assicurativo americano Aig; mentre per il settimanale spagnolo Expansion c’è anche un dossier iberico, dove il Santander intende cedere le attività assicurative (Seguros). L'ipotesi Asia circolava ieri sui mercati e fino a un certo punto della seduta ha contribuito a dare slancio alle azioni sul mercato (+0,95% in chiusura). E non è stata respinta al quartier generale triestino del gruppo del Leone. Ma un portavoce ha spiegato che «è del tutto prematuro parlarne» e che, in ogni caso, Generali «punta sullo sviluppo a Est». Un atteggiamento che non esclude a priori la possibilità di un interesse, ma che tende a prendere tempo, in attesa che vengano definiti molti punti oscuri. Condizione fondamentale perché il gruppo possa riprendere in mano il dossier relativo a un'acquisizione degli asset filippini di Aig - per cui già nel febbraio del 2009 aveva presentato un'offerta - è che la casa madre statunitense, dopo il fallimento delle trattative con la britannica Prudential per una cessione in toto della sua divisione asiatica (Aia), decida di procedere con uno «spezzatino» delle attività e non con una quotazione in Borsa. Ipotesi, quest'ultima, considerata però dalla maggior parte degli osservatori come la più praticabile. Un po' perché, defilatasi Prudential, altri acquirenti per Aia in blocco non se ne vedono, ma un po' anche perché non sarebbe semplice venderla a pezzi. Insomma, malgrado la fase critica dei mercati finanziari, l'Ipo rappresenterebbe il modo più semplice e veloce per fare cassa e rimborsare allo Stato americano parte dei 132 miliardi di dollari presi a prestito nella fase acuta della crisi economica.
Lo sbarco in Borsa di Aia, sul listino di Hong-Kong, secondo quanto riportava ieri l'agenzia Bloomberg, potrebbe permettere ad Aig di incassare tra i 32 e i 36 miliardi di dollari. In ogni caso più dei 30,4 miliardi messi sul piatto da Prudential per rilevare la divisione asiatica, cifra che era risultata troppo lontana rispetto ai 35,5 miliardi richiesti dagli americani. «Aig - afferma una fonte vicina alle Generali - chiedeva troppo». Non a caso, la seconda condizione essenziale perché il Leone triestino possa riprendere in mano il dossier Aig è che il gruppo d’Oltreceano abbassi il prezzo di vendita. Come spiega un analista, «rilevare le attività filippine di Aig permetterebbe a Generali di rafforzarsi con una vera e propria rete distributiva in un Paese dove è già presente con accordi e joint venture». Nelle Filippine, infatti, Generali opera già attraverso due jv, Vita e Danni, con l'operatore locale Banco De Oro (Bdo), con cui ha anche sviluppato un canale bancassicurativo.
E proprio oggi si riunisce a Milano il comitato esecutivo delle Generali, che, stando alle indiscrezioni di Radiocor, dovrebbe affrontare tematiche di «ordinaria amministrazione» e in particolare dovrebbe avere tra i punti all'ordine del giorno «proposte relative al comitato per gli investimenti», oltre che un'informativa di aggiornamento sull'andamento della gestione, l'esame di «affari finanziari» e partecipazioni e degli «affari assicurativi». Il comitato esecutivo potrebbe proporre già oggi le nomine dei componenti del nuovo board per gli investimenti, presieduto dall'ad Giovanni Perissinotto, e stabilirne le modalità di funzionamento.

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