Il Genoa aspetta l’Odense, intanto lo studia

Castellazzi: voto 8. Si riparte da lui, che conferma tutto quanto di buono aveva fatto nella scorsa stagione. A un certo punto, ha attorno a sè sette (sette!) compagni di squadra che lasciano andare via un (uno!) avversario. Riesce a salvare lo stesso. Con una difesa così, è un miracolo che prenda solo due gol.
Cacciatore: voto 6. Con un nome così, si potrebbe pensare sia un raccomandato del presidente Garrone, grandissimo appassionato di arti venatorie. Invece, nei limiti del possibile, è il migliore della difesa. E dimostra personalità anche nei lanci lunghi. Più che raccomandato, raccomandabile il suo impiego (dal 54’ Stankevicius: voto 6. Disastroso in difesa, ottimo nei cross. Il voto è la media).
Lucchini: voto 4,5. Ricominciamo da dove l’avevamo lasciato l’anno scorso. E non è un complimento.
Rossi: voto 4. Il centrale perfetto per una difesa così.
Ziegler: voto 4,5. Nella nazionale svizzera contro l’Italia è entrato solo a tre minuti dalla fine. Ora si capisce perchè.
Padalino: voto 7. Questo, invece, è uno svizzero che ha giocato titolare. E anche stavolta si capisce perchè. È un casinista nato, ma corre così tanto che talvolta - quasi per forza d’inerzia - ne esce qualcosa di buono.
Palombo: voto 6. Un assist millimetrico, due buone iniziative in area, perfetto sul rigore. Stop.
Tissone: voto 8. La più bella sorpresa dell’esordio al Ferraris. Lotta in tutte le azioni e si dimostra subito indispensabile al gioco di Del Neri, che l’ha fortemente voluto (e si capisce perchè). Non c’è palla che non passi dai suoi piedi. Indispensabile. (dal 71’ Poli: voto 6. Ancora un po’ acerbo. Ma si conquista il rigore).
Mannini: voto 7,5. Quando duetta (o terzetta) con Cassano e Pazzini, sa fare cose bellissime. È talmente voglioso di fare che, a volte, strafà. E, su alcuni suoi attacchi, riesce ad essere il migliore difensore aggiunto nel Lecce, incespicando nei palloni che porta avanti in quantità industriali. Oddio, non è che ci voglia moltissimo ad essere il miglior difensore del Lecce...
Cassano: voto 9,5. Siamo alle solite. Riesce a fare sembrare facilissime cose che altri, anche se ci provassero tutta la vita, non riuscirebbero mai neanche a pensare. Fa due gol, confeziona decine di assist, mette in mostra centinaia di giocate straordinarie e - fra una cosa e l’altra - riesce pure a voltarsi in continuazione verso la tribuna dove c’è la fidanzata Carolina per mandarle migliaia di baci. Insomma, si perde la contabilità di quello che fa. Però - al netto di ogni conteggio - è il numero uno. (dall’ 83’ Bellucci: senza voto. Ma il suo ritorno merita comunque applausi).
Pazzini: voto 7,5. Due gol restituiscono il «Pazzo» alle stesse, straordinarie, percentuali realizzative dello scorso anno. Soprattutto, è perfetta la sua intesa con Cassano e anche con Mannini. Vedendolo, aumenta il rimpianto per aver iniziato la scorsa stagione con Bonazzoli e Fornaroli di punta. E opinionisti che, a reti unificate, spiegavano che quei due «smentivano i propri critici a suon di gol». Dalle piccole follie al grande Pazzo.
Del Neri: voto 8,5. Insieme a Tissone, è la sorpresa più bella della serata. Non che fosse da scoprire. Nonostante le parentesi al Porto e alla Roma, i suoi risultati con il Chievo e l’Atalanta testimoniano sul valore del tecnico del Doria. Ma - risultati a parte - è proprio l’approccio al gioco dei blucerchiati che mette straordinariamente di buon umore. Perchè l’impressione netta è che, in campo, si divertano. E, conseguentemente, ci si diverte anche sugli spalti. Soprattutto, è un’ottima notizia che non si chieda a Cassano e Pazzini di rientrare e che non si senta più parlare di «vertice alto» e amenità varie.
La classe è fuori dagli schemi. Sempre.

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