Carlo Felice, il sindaco: «Entrate per 19 milioni»

(...) Abbiamo presentato una serie di emendamenti mirati a dare concretezza e serietà ad una proposta che, altrimenti, rischia di essere un'operazione di facciata e polvere negli occhi irrispettosa nei confronti di quelle persone che si vorrebbero tutelare. Il percorso compiuto da questa delibera, dimostra in ogni caso che la giunta comunale, o per calcolo politico o per incapacità, non vuole o non è in grado di affrontare con serietà questo tema come gli altri temi dell'emergenza lavoro, sviluppo e sicurezza».
«Non capisco perché - ha replicato l'assessore giottina Elena Fiorini - ci si debba opporre a un'iniziativa da inserire nel regolamento comunale, che ha già inserito con successo pure la giunta di Pisapia a Milano. Si tratta di un atto politico che non compromette il nostro lavoro di amministratori per garantire lo sviluppo, la sicurezza e cercare nuovi spiragli per l'occupazione in città. In realtà, il registro delle Unioni Civili nel capoluogo lombardo ha fatto emergere che soltanto un terzo degli aderenti è gay. Ci sono giovani, ma anche tanti anziani».
«È chiaro - ha replicato Rixi - che di fronte a dei diritti, ci devono essere dei doveri e non siamo contrari alle unioni civili tout court. Bisogna però prevedere di fermare i furbetti che, per ottenere vantaggi a scapito degli utenti del Terzo settore, quello sociale, fingano delle unioni inssusistenti». «La giunta e l'assessore non si sono pronunciati neanche prima di votare la pratica - ha tuonato la capogruppo Pdl Lilli Lauro - personalmente sono contraria al registro perché non si può creare un artificioso doppione senza i previsti doveri della famiglia, che è il vero pilastro in questo momento di crisi e di emergenza occupazionale, sociale e di sicurezza. Speravo che la giunta Doria si mettesse a lavorare d'impegno a favore delle politiche per la famiglia, invece di perseguire il primo passo verso le nozze gay. Le priorità sono invece quelle di molti diritti, niente doveri e spese ulteriori per il Comune. Ho letto che a La Spezia si possono consorziare due o più persone in difficoltà per avere le case popolari. Propongo quindi l'unione civile per le persone in difficoltà, ma che si istituisca un registro differente e si faccia una cosa diversa rispetto alla famiglia o ai Pacs».
A storcere il naso per il documento elaborato dall'assessore Fiorini è stata anche la consigliere del Pd Cristina Lodi: «Abbiamo presentato una serie di emendamenti sia alla proposta della giunta, sia al regolamento perché sono emerse discrepanze già riferite in commissione consiliare, con le vigenti norme. Con un lavoro certosino e valutando, caso per caso, tutti gli aspetti contradditori del documento della giunta, abbiamo ridimensionato il documento dal punto di vista amministrativo e strutturale».
«Il regolamento - ha detto il capogruppo M5S Paolo Putti - anche se non è un intervento sostanziale, va nella direzione di un miglioramento dei diritti e dei doveri dei cittadini».

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