«Fratelli d'Italia punta su Biasotti»

Allora è vero, Ignazio La Russa? Voi di «Fratelli d'Italia» state ancora aspettando la risposta di Sandro Biasotti all'offerta del posto di capolista in Liguria?
L'ex ministro abbassa la tazzina fumante di caffè che sta gustandosi al «Balilla», e ci mette meno di un secondo a rispondere: «Un momento. È vero che abbiamo chiesto a Biasotti di aderire all'invito di candidarsi con noi, ma...».
Le liste non ci sono. Dica la verità: ci sperate sempre, sull'ex governatore?
«Le liste sono quasi pronte, saranno comunicate ufficialmente fra pochi giorni. E su Biasotti, voglio precisare: lui poteva essere nel nostro progetto».
... che prevede la presa di distanza dal Pdl?
Altra calata della tazzina di caffè, non più fumante, sul tavolino: «Non avremmo fondato Fratelli d'Italia, intendo Giorgia Meloni, Guido Crosetto ed io, se si fossero verificate due condizioni. Se, cioè, fosse passata la legge elettorale sulle preferenze, e se il Popolo della libertà avesse fatto le primarie».
Nessuna delle due. Quindi ve ne siete andati.
«Ma restiamo nella coalizione. Del resto il mio rapporto con Silvio Berlusconi era ed è ottimo».
Un conto sono i rapporti personali, un altro la politica.
«Diciamo che il nostro obiettivo è gettare il seme per un nuovo centrodestra. Questo significa, innanzi tutto, distinguere il buono da conservare dal cattivo da togliere».
Cattivo come chi?
Ormai il caffè è gelato. La Russa si rassegna. Posa la tazzina e glissa: «Parliamo dei buoni, invece. Che sono i nostri giovani, tutte quelle persone che si sono rese disponibili a partecipare, a entrare in lista senza pretendere il posto sicuro».
Va be', onorevole La Russa. Ma in Liguria avete scelto di paracadutare gli esterni, preferendoli ai locali. O no?
Con uno sforzo supremo, l'ex ministro della Difesa alza il tono degli acuti: «La Liguria diventa il nostro primo laboratorio per sviluppare il cambio generazionale nei partiti e nella politica».
Insisto: i capilista?
«Alla Camera, Giorgia Meloni. Ma io stesso, che frequento da cinquant'anni la Liguria e ho casa a Zoagli, potrei essere il secondo. Stiamo decidendo. Al Senato, Crosetto».
Appunto.
«No, un attimo. Subito dietro Crosetto c'è Augusto Santoni, e tanti giovani radicati sul territorio. E dietro Giorgia, per la camera, c'è il savonese Alessandro Parino, e anche Alessio Bevilacqua, attuale consigliere di Municipio in Valpolcevera».
Molti s'aspettavano Gianni Plinio. E poi c'è il caso-Gianfranco Gadolla. Com'è la faccenda?
«Con Plinio , di cui resto amicissimo, non s'è trovato l'accordo, è rimasto nel Pdl. Per quanto riguarda Gadolla, di cui sono meno intimo: diciamo che ha messo più paletti di Plinio, questo è sicuro!».
Insomma, avete fatto più contenti o delusi?
«Sono delusi quelli della mia generazione. I giovani, invece, ci credono, al nostro slogan: liberi, onesti, decisi».
Intanto dovranno pagarsi la campagna elettorale.
«Come tutti. Fare politica seria costa, anche qualche decina di migliaia di euro a testa. Ma chi ci crede non rinuncia. O, almeno, quasi tutti non rinunciano».
Che fa, onorevole, allude?
Stavolta La Russa chiede un altro caffè. Sorride, e non risponde.

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