Kubrick, il fotografo che reinventò il cinema

Stanley Kubrick, uno dei più grandi registi del '900 è stato anche uno dei più grandi fotografi del '900. Prima di mettersi dietro la macchina da presa, dai 17 ai 22 anni, nel 1945 fu ingaggiato come fotoreporter dalla rivista «Look magazine», la più diffusa negli Stati Uniti, al pari di «Time». La prima fotografia pubblicata ritrae un edicolante di New York il giorno della morte del presidente Roosvelt, dopo pochi mesi il giovane Kubrick sarà assunto come fotografo di punta. Il suo genio si mostrò subito, in una serie di scatti che ritraggono l'America a lui contemporanea e che sono oggi conservati al Museum of the City of New York, che custodisce circa 20mila negativi. Da questo immenso archivio sono tratte le immagini della mostra «Stanely Kubrick fotografo», che si apre oggi al Ducale e che sarà aperta fino al 25 agosto, dopo l'inaugurazione l'anno scorso, in prima mondiale al Musées Royauxdes Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles. Per Genova è stata coprodotta da Palazzo Ducale e da Giunti Arte Mostre Musei. Si tratta di 160 immagini appositamente tirate con stampa al bromuro d'argento dai negativi originali conservati nella Look Magazine Collection e realizzate tra il 1945 e il 1950. La mostra è divisa in alcune sezioni che descrivono vari ambiti di interesse del giovane fotografo: una serie di scatti riguardano la vita di Mickey, lustrascarpe di 12 anni, ritratto lungo tutta la sua giornata, dal lavoro, alla pausa per l'hot dog con un amico, fino al tempo dedicato ai piccioni che alleva per hobby. C'è poi la parte dedicata a studenti e professori della Columbia University, dove egli comprenderà il rischio per il mondo di venire distrutto a causa dei progressi della scienza e dove la foto di un professore che indossa occhiali da sole mentre maneggia materiale fluorescente anticipa senza ombra di dubbio la figura del dottor Stranamore. Ricca di anticipazioni cinematografiche anche la sezione dedicata al mondo del pugilato con Rocky Graziano, e quella sugli artisti e gli animali del circo Barnum. Struggenti le foto di Montgomery Clift, tanto malinconiche da anticiparne il destino fragile che lo condurrà alla fine.

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