L'anno che verrà di Rossi: «Speriamo di salvarci»

«L'anno prossimo sarà un anno molto molto delicato. Speriamo di confermarci in questa categoria». Chi si aspettava promesse da mister futuro in casa Samp è rimasto deluso. Da Delio Rossi alla vigilia dell'ultima partita di campionato con la Juventus e dopo la firma che lo legherà alla società blucerchiata fino al 2015 è arrivata soprattutto tanta prudenza. Chiamatelo messaggio ai naviganti, chiamatelo pragmatismo. Di certo sembrano lontani i tempi della sua spregiudicatezza salernitana.
E allora meglio non parlare dell'apertura di un ciclo di gioie blucerchiate. «Roba da letterina di Natale questa - replica lui -. Gli obiettivi e i traguardi non vanno dichiarati, ma centrati. Ci dobbiamo rimboccare le maniche, ma non me la sento di fare promesse. Ce la metto e ce la metterò tutta per fare andare la Samp il più in alto possibile. Ecco questo lo posso promettere». La soddisfazione nel rimanere in blucerchiato c'è tutta e questa volta non ci sono né se né ma da inviare a qualcuno. «Io non sono un allenatore da mordi e fuggi, un aggiustatore - ha dichiarato lui -. Penso di essere un allenatore che ha bisogno dei suoi tempi. Sapevo che se mi trovavo bene e la società altrettanto, ci saremmo legati. Aspettavamo la salvezza per ratificare quel qualcosa che a parole ci eravamo già detti».
Poi Delio Rossi da Rimini torna di nuovo sull'obiettivo e sul profilo che i suoi giocatori dovranno avere. «Confermarsi sarebbe un grosso traguardo - ha aggiunto - soprattutto con dei giocatori che devono avere delle caratteristiche importanti: devono essere gente che ha fame e che la Samp è un punto di arrivo e non un punto intermedio e che abbiamo delle potenzialità. Non verrà Messi, non verranno salvatori della patria, ma giocatori con queste caratteristiche». Già, ma quanti? «Io mi sono fatto un'idea e ne ho parlato con la società - ha replicato Rossi -. Non è un problema di numero, è un problema di rendere omogenea questa rosa. Quattro titolari? Lo dite voi, la società sa dove intervenire». Di certo non ci saranno rivoluzioni nel modulo.
«Se fossi al Real Madrid sarebbe tutto più facile - ha sottolineato -. Devo cercare di valutare le certezze e le eccellenze dimostrate quest'anno e in base a quelle scegliere il sistema di gioco. Per esempio per giocare con la difesa a 4 mi servirebbero 4 esterni e non è fattibile. È comunque prematuro parlare di sistema di gioco ora». In questo senso Palombo potrebbe tornare a centrocampo come l'ha provato il mister ieri nella partitella in famiglia dove Icardi ha preso una botta, ma non preoccupa. «Palombo è un giocatore eclettico - ha sottolineato l'allenatore blucerchiato - l'importante è che lui continui a fare quello che sta facendo. Lui ha vissuto un momento molto particolare della sua carriera. E con grandissimo orgoglio e attaccamento a questa maglia ne è venuto fuori. Ma le battaglie non sono finite ce ne sono altre da combattere. L'importante è che ci sia questo Palombo».
Sul mercato non dà indicazioni, nemmeno sulla possibile partenza di Poli perché se fosse per lui «terremmo tutti i migliori, ma queste sono domande da fare alla società». Poi qualche considerazione sull'ultima sfida con la Juventus. All'andata fu la partita della svolta della sua gestione «perché diede consapevolezza dei mezzi».
Tutt'altro sapore ha la sfida di questa sera alle 20.45 al Ferraris. «Mi auguro che sia una festa che capita con una delle squadre più forti d'Europa - ha concluso -. Noi unici a batterla due volte? Per il momento è capitato una volta. Il resto dipenderà molto da come noi e loro affronteremo la partita». Delio Rossi ringrazia i tifosi perché hanno avuto pazienza in momenti delicati non replica alle parole piccate dell'ex ds blucerchiato Pasquale Sensibile nei suoi confronti perché «non si può replicare a uno che non si conosce». Poi torna il pragmatismo: «Io penso che questa sia l'ultima partita del presente e non la prima del futuro». Sampdoria (3-5-2) Da Costa; Mustafi, Gastaldello, Castellini; De Silvestri, Obiang, Palombo, Pol, Estigarribia; Icardi, Eder.

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