La santificazione (subito) di don Gallo

di Massimiliano Lussana

In redazione, le agenzie di stampa, la casella mail e il fax spuntano in continuazione comunicati di politici, istituzioni e sindacati che ricordano don Gallo con tutti i superlativi a loro disposizione. E nel racconto dei giornali, a testate praticamente unificate, ne escono ritratti (e spazi) mai usati nemmeno per Giovanni Paolo II, nè tantomeno per madre Teresa di Calcutta, che peraltro ebbe la sfortuna di morire nei giorni della scomparsa di Lady Diana che oscurò completamente la notizia.
Ecco, in qualche modo, don Gallo è stato trattato come una Lady Diana della Chiesa. Con due giornali nazionali, Il fatto quotidiano e il manifesto, che gli hanno dedicato l'apertura della prima pagina, anche con titoli molto belli. E, a livello locale, edizioni speciali che sono quasi monografie, in qualche caso agiografie.
Una tale forza di parole, quella dei politici (quasi tutti di sinistra, con le uniche eccezioni di Sandro Biasotti e di Gianni Plinio, antico avversario che ieri è andato a rendere omaggio (...)

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