La scuola che da 150 anni aiuta i genovesi a crescere

Corridoi con tante porte colorate che danno su aule con grandi finestre, da dove si sbircia il mare. Un parco dove scorrazzano le caprette, grandi gabbie con i conigli, qualche tartaruga e un pezzetto d'orto per non dimenticare che siamo sulle colline genovesi, dove già tanto cemento ha mangiato il verde. L'«Istituto Contubernio D'Albertis», a San Fruttuoso, da 150 anni cresce generazioni di genovesi, che oggi, dal nido alle scuole medie, trovano nella grande scuola sopra piazza Solaris, in via Amarena, i valori d'insegnamento cattolici, ma senza imposizioni, in una grande sintonia tra insegnanti e allievi, anche di altre confessioni religiose. E con i tempi che corrono e le tante difficoltà che la scuola paritaria deve affrontare per sopravvivere, è parso più che dovuto al corpo docente guidato dal direttore Gianluigi Magaglio, festeggiare il compleanno dell'istituto con un momento aperto alle famiglie degli allievi come a tutta la cittadinanza.
Qualche numero, per cominciare: 550 studenti, dai 150 piccolini di 16 mesi del nido, le sezioni primavera e la scuola materna, le dieci classi di elementari con 250 bambini e le tre classi delle medie. E poi un coro di studenti guidati da un maestro, laboratori, l'insegnamento dell'inglese dai 5 anni, corsi sportivi e una serie di attività extrascolastiche che hanno fatto della scuola un forte punto di attrazione anche per famiglie che abitano in altri quartieri cittadini, ma che fanno volentieri il piccolo sacrificio di far arrivare qui i figli a studiare.
Quarantasette dipendenti, tra professori - coordinati dalla dirigente scolastica Maura De Barbieri - maestre e personale scolastico, una cucina interna, la palestra e un campo di pallavolo, spazi protetti per i giochi dei più piccoli e un giardino che regala il giusto fresco anche durante le attività dei campi estivi. Il tutto gestito da una fondazione senza scopo di lucro, dove le cariche sono coperte a livello di volontariato (anche se a farlo sono fior di professionisti), che è nata nel lontano 1863 per «servire l'infanzia».
La storia della Fondazione Contubernio D'Albertis prende l'avvio da Monsignor D'Albertis, genovese del quartiere delle Vigne, divenuto sacerdote nel 1806.
Nel 1831 il Re di Sardegna lo propose come vescovo di Ventimiglia, una diocesi che aveva attraversato parecchie difficoltà, specialmente dopo la caduta della Repubblica, e la parentesi napoleonica oltre a un pesante impoverimento territoriale. Tornato a Genova prese dimora nel palazzo che è tuttora sede dell'Istituto, che era la sua villa di campagna, in località Paverano, dove morì nel 1862. «In esecuzione delle sue volontà testamentarie, l'immobile fu destinato con il nome di “contubernio”, cioè “ luogo dove si sta insieme” a essere la casa di bambine sordomute che diversamente non avrebbero avuto altra forma di assistenza - racconta il direttore Magaglio -. Con eccezionale tempestività fu eretto ente morale nel 1863 e con il passare degli anni e l'evolversi delle scoperte scientifiche fu dotato anche di apparecchiature per la cura di queste persone per consentire loro anche un inserimento nella società».
Oggi l'istituto è aperto a tutti i bambini, con l'asilo nido accreditato dalla Regione e convenzionato con il Comune di Genova con una sezione primavera (per bambini di 2 anni e mezzo). Come tutte le scuole «private», è necessaria una piccola retta, visto che non esiste ancora una legge che - come in altri Paesi europei - consenta ai cittadini la libera scelta della scuola per i propri figli, tra pubblica e privata, senza dover pagare il servizio scolastico due volte (con le tasse e con la retta).
«E nonostante ciò quest'anno abbiamo dovuto rinunciare a fare la terza classe prima, ma solo per mancanza di spazi - dice Magaglio - segno che l'apprezzamento della famiglie è davvero notevole».
Ben vengano dunque i festeggiamenti: sabato 1 giugno dalle 9.30 alle 12.30 incontro per i 150 anni, e la sesta edizione della Festa Primavera.
Una mattinata di giochi, divertimenti, animazione per tutti i bambini del quartiere, con il patrocinio gratuito del Municipio III Bassa Valbisagno.

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