Sindaco battuto anche in aula di tribunale

«Legittima critica politica» anziché diffamazione. Così ha deciso il tribunale di Genova, assolvendo dall'accusa l'ex consigliere comunale d'opposizione di Ronco Scrivia Giampiero Traverso. La querela era partita dal sindaco Simone Franceschi, che aveva intrapreso l'azione per tutelare, come aveva annunciato, se stesso e l'Amministrazione da lui guidata.
La vicenda risale al dicembre 2005. Poco prima di Natale, l'opposizione di centrodestra aveva fatto affiggere sul territorio comunale un manifesto in cui si criticava il comportamento del Comune riguardo una gara d'appalto. Si trattava del bando per il servizio di trasporto pubblico degli alunni delle scuole dell'obbligo, sul cui svolgimento il Tar si era pronunciato negativamente. Il contenuto del comunicato murale, ripreso il giorno dopo dal Giornale, aveva fatto infuriare il sindaco, che si era presentato in Procura e aveva sporto querela. La vicenda si è poi divisa in due tronconi paralleli: per quanto riguarda l'articolo, è stata dichiarata competente la procura di Monza, nel cui territorio di competenza si stampa il quotidiano, mentre la posizione di Traverso, allora capogruppo di opposizione e identificato come estensore del manifesto, è rimasta affare degli uffici giudiziari di Genova. E nel capoluogo ligure, quasi sette anni dopo lo svolgimento dei fatti, il tribunale in composizione monocratica ha assolto l'ex consigliere comunale definendo appunto «legittima critica politica» il testo del manifesto.
In seguito al deposito della sentenza, nella seduta del consiglio di lunedì sera l'opposizione in consiglio comunale - di cui non fa più parte Traverso - ha presentato un'interrogazione a Franceschi, che nel frattempo è stato rieletto ed è sindaco al secondo mandato. La minoranza ha chiesto al primo cittadino di esprimere la propria posizione in merito all'assoluzione di Traverso e se intende o meno ricorrere in appello. Nella risposta, il sindaco ha affermato di non avere ancora preso decisione in merito e di avere tempo, secondo i termini di legge, fino al 20 ottobre per impugnare la sentenza di primo grado.
Sentenza sulla quale Franceschi, pur non dichiarandosi abituato a discutere le decisioni dei giudici, ha espresso qualche riserva: «Non sono d'accordo sul definire certi toni “legittima critica politica”». Tra diciassette giorni si saprà se la vicenda giudiziaria avrà un seguito.

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