Il giallo Briatore? Vendetta di Mosley

L’inchiesta sullo schianto di Singapore sembra più una manovra della Fia per far fuori l’ultimo nemico L’indiscrezione: per evitare guai, entro fine settimana la Renault potrebbe offrire la testa del manager

Il giallo Briatore?  
Vendetta di Mosley

Gli inglesi che vivono in F1 non hanno dubbi: «Max Mosley, presidente della Federazione dell’auto, oltre a certi festini passati, ama i motori e odia due persone. La prima si chiama Ron Dennis, ex patron della McLaren F1; la seconda si chiama Flavio Briatore, attuale capo della Renault F1». Dennis è già stato fatto fuori dal Circus causa spy story 2007. A presiedere i processi federali contro Ron, c’era lui, il presidente, mister Max. Per la verità, all’epoca Mosley ebbe vita facile visto che un tecnico del team inglese era stato trovato in possesso di 700 pagine di disegni Ferrari. Ora, la questione è più astratta, dato che poggia sulle parole di un pilota arrabbiato contro il proprio ex team. Ma tant’è: il mirino di Mosley resta puntato sul manager

Questione di vecchi e soprattutto nuovi rancori. Quelli frutto anche della sconfitta subita dal capo Fia nella lotta contro l’associazione costruttori (Fota) sul tetto ai costi. Associazione che ha proprio in Briatore e Luca di Montezemolo i suoi pilastri. Una battaglia, questa, che ancora ieri ha visto Mosley sfornare novità: l’arrivo di un nuovo team dal nome prestigioso (Lotus) che nulla c’entra però con quello che fu. E poi: la Fia, cioè lui, si è detta disponibile a tenere l’ex Bmw appena rilevata da un fondo svizzero come possibile team di riserva. Quasi lasciando intendere che, in caso di perdita di un altra squadra (la Renault?), potrebbe inserirla nel prossimo mondiale. Insomma, un casino.

Tornando alla questione Briatore, in molti ritengono che l’affaire Renault sia per Mosley soprattutto una inaspettata occasione per uscire di scena (il mandato scade a ottobre) regolando i conti in sospeso. L’insperato assist gli è stato offerto dalla deposizione volontaria di Piquet junior, seguita al licenziamento dalla Renault. Il ragazzo aveva rivelato alla Fia di essere stato costretto a innescare un incidente durante il Gp di Singapore 2008 per fare in modo che Alonso vincesse. A corredo della deposizione, aveva consigliato di riascoltare i dialoghi radio e di riesaminare la telemetria del botto (da cui emerge che avrebbe gestito in modo anomalo l’acceleratore, ndr). Briatore ha invece più volte sottolineato come Piquet non fosse nuovo a incidenti, «17 prima di quello a Singapore», negando di aver indicato qualsivoglia cosa al pilota. Il direttore tecnico Symonds ha però spiegato che l’argomento era stato tirato fuori dal ragazzo il giorno prima, ma era finito tutto lì.

Fatto sta, il Consiglio mondiale che dovrà giudicare, originariamente fissato per lunedì a Parigi, slitta a mercoledì 23, probabilmente per esaminare nuovi elementi. Chi presiederà? Ovviamente Max Mosley. In rappresentanza di tutti i team ci sarà anche la Ferrari (forse con Montezemolo, «ho grande rispetto per la Renault», ha detto ieri). Ciò che fa pensare ci sia dietro Mosley, è che da settimane è un fiorire di fughe di notizie di carte in mano alla Fia. La prima è avvenuta durante il Gp del Belgio: lo j’accuse di Piquet jr; la seconda a Monza: la deposizione di Piquet padre; la terza ieri: le trascrizioni radio tra pilota e box nel giro incriminato, ndr); la quarta, sempre ieri: la quasi certezza che la Fia a Symonds, dt Renault, abbia concesso l’immunità in caso di confessione; l’ultima, ancora ieri: la trascrizione del suo interrogatorio durante il quale alle domande replica con molti «non posso rispondere», ribadisce che «il giorno prima fu Nelson a suggerire una cosa del genere» e conclude «non sto mentendo, ho solo tenuto un poco riservata la mia posizione».

Dulcis in fundo, da domenica si rincorrono voci che vorrebbero la Renault pronta a sacrificare Briatore pur di chiudere la vicenda. Il manager non commenta in attesa del Consiglio, però ieri sera è circolata un’altra indiscrezione: il cambio al vertice Renault F1 potrebbe arrivare entro fine settimana. A questo punto i possibili scenari sarebbero tre: Briatore fuori prima del processo vorrebbe dire che è stato sacrificato dalla Renault per addolcire gli animi del Consiglio (ricordiamoci che sia Piquet che Symonds hanno ottenuto l’immunità dalla Fia, qualsiasi cosa dichiarino, ndr). Altro scenario: il consiglio dà ragione a Piquet e il manager e la squadra vengono radiati. Infine: vince Briatore, ovvero, i due Piquet (denunciati davanti al tribunale penale per ricatto) rischierebbero fino a 7 anni di galera. Comunque vada a finire, un solo vero trionfatore: sì, lui, mister Max.