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Giancarlo Dettori, il grande del teatro che fu Mago Zurlì

Dal palco del Piccolo alla tv e ai film con Verdone

Giancarlo Dettori, il grande del teatro che fu Mago Zurlì
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Si è spento la scorsa notte a Milano Giancarlo Dettori, 93 anni, attore che nella sua lunga vita ha attraversato teatro, cinema, televisione e radio lasciandovi il segno dell'attenzione, in una gestualità, sguardo e voce fatti di cura, eleganza e una inconfondibile vena di quieta ironia. "Si è compiuto il tempo. Un'era lunga novantatré anni si dissolve nell'eterno, e il mio pianto diventa preghiera", così ha annunciato la scomparsa la famiglia sui social. Era vedovo dell'attrice Franca Nuti, scomparsa nel 2024, con cui ha formato una coppia unica nel teatro italiano: lei era musa di Luca Ronconi, lui era di Strehler amico strettissimo, da telefonate alle tre di notte, tanto che al Maestro dedicò nel 1982 uno spettacolo commosso e indimenticabile, Giorgio e io.

Nato a Cagliari il 5 aprile 1932, si era trasferito a Roma per frequentare l'Accademia nazionale d'arte drammatica, diplomandosi nel 1956. Al saggio finale, ne I due gemelli veneziani di Goldoni, fu notato da Paolo Grassi che gli procurò un provino a Milano con Strehler, appunto. Venne subito preso per debuttare nel Coriolano di Shakespeare e fu l'inizio di una storia d'amore con Milano e con il Piccolo Teatro, che ora lo ricorda così: "Hai attraversato la storia del Piccolo Teatro, dando vita a personaggi che rimarranno indelebili nella memoria delle nostre spettatrici e dei nostri spettatori. Ciao Giancarlo, signore della scena. Il Piccolo resterà per sempre la tua casa". Grande interprete goldoniano, con Strehler poi partecipò a produzioni come Opera da tre soldi di Brecht e Platonov di Cechov, La grande magia di Eduardo De Filippo e I giganti della montagna di Pirandello. Portò in scena con intensità ruoli complessi per il Teatro Stabile di Genova e di Trieste, collaborando con Lamberto Puggelli e Luca Ronconi, e nel tempo in altri teatri e con altri grandi registi, da Luigi Squarzina ad Antoine Vitez. E poi la televisione, che gli diede popolarità nel 1956 quando fu il primo Mago Zurlì, poi nel 1976 quando fu presentatore del varietà Insieme facendo finta di niente con Enza Sampò e nel 1984 quando condusse il quiz Giallo sera con Marina Perzy. Negli anni Ottanta fu protagonista della serie Casa Cecilia con Delia Scala. Significativa la carriera radiofonica (lo ricordiamo nelle Interviste impossibili di Radio 2).

Al cinema iniziò nel 1962 con Una storia milanese di Eriprando Visconti, cui seguì una serie di fortunate commedie fino alla chiamata di Carlo Verdone per Maledetto il giorno che t'ho incontrato, nel 1992, mentre l'ultimo set fu nel 2017 con Gli sdraiati di Francesca Archibugi. Le sue apparizioni arrivano fino al 24 dicembre scorso, anche se dopo la morte di Franchina le diradò, fin quasi a sparire.

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