Gianfranco Piazzesi, l'ironia

Non che ce ne fosse carenza, ma del gruppo dei fondatori del Giornale, Gianfranco Piazzesi era certo fra i più stravaganti. Dagli amici veniva chiamato «il Chiorba» che, a detta di Montanelli, indica, nella parlata popolare toscana, l'individuo con un gran testone. Inteso proprio come testa, non metaforicamente. Il suo ruolo, nella nomenklatura del Giornale, era quello di commentatore di politica interna. Si presentava paludato in irreprensibili (anche se quasi mai immacolate) grisaglie, con tanto di cravatta e gilé. Oppure con sfondati blue jeans e maglioni se possibile ancor più scalcinati. Immancabilmente sostenendo, nei diverbi con il Beau Brummel della redazione, Enzo Bettiza, che la vera eleganza non era rappresentata necessariamente da un vestito formale, ma anche dall'abbigliamento anticonformista. Si meritò il titolo di principe dei notisti: il suo modo distaccato di seguire le convulsioni del Palazzo gli consentiva di far capire al lettore che cosa nascondevano, che cosa c'era dietro le parole e gli esoterismi della politica. Argomento che lo appassionava per i risvolti paradossali, quando non grotteschi, che, almeno qui da noi, l'hanno sempre contrassegnata. Fu un grande giornalista, una persona amabile, canzonatoria, naturalmente portata alla battuta delle quali egli rideva per primo. Come tutti coloro che praticano l'ironia, voleva principalmente divertire se stesso.
Paolo Granzotto - 26 gennaio 2001

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