Fra giovani adelphiani e vecchi leoni, a Torino si corre come Jacobs

Eventi a raffica, venerati (giustamente) maestri e star come lo sprinter e Jovanotti

Fra giovani adelphiani e vecchi leoni, a Torino si corre come Jacobs

Torino. Cronache dal Salone.

CORSE, CORSI E RICORSI Per i lettori il Salone è una festa. Per editori, scrittori, giornalisti, agenti e uffici stampa, invece, è la settimana dell'anno in cui tutti quelli che conosci stanno al Salone, e vorrebbero essere altrove. Sono tutti di corsa, fuori dal Lingotto arriva il Giro d'Italia, all'Oval c'è la star dell'atletica Marcell Jacobs, perché a volte i libri sono solo un pretesto, ma va bene così; fa caldissimo, c'è moltissima gente, una sovrapposizione di eventi, code fuori dalle grandi Sale colorate, code per i firmacopie (soprattutto genere fantasy, fumetti, manga et similia), code per i bagni, code per i panini, code nei chioschetti lungo il passaggio che collega il Padiglione 3 e l'Oval, dove il caffè costa due euro (?!), in piedi, che è più di quanto lo paghi di solito al Cala di Volpe, seduto; il biglietto di ingresso costa 13 euro, poi resta poco per spendere in libri. Ma va benissimo. Il Salone è una meraviglia così. Vorremmo fosse già maggio dell'anno prossimo, anche se oggi la temperatura è quella di luglio, per ricominciare tutto da capo.

GIOVANI ADELPHIANI NICHILISTI Comincia subito benissimo: forse è solo una impressione, ma l'occhio empirico del cronista allenato da anni di servizi al Lingotto ci dice che - per essere sabato - il pubblico è molto più giovane delle altre edizioni. In particolare in alcuni stand la cosa colpisce molto: ad esempio in quello di Adelphi, editore da sempre un po' intellettual-âgée e che ora - una delle tante rivoluzioni post-Calasso - ha appena cambiato il social media manager. Capello lungo, orecchino, 125mila follower su Instagram, Gnosi, colori pastello, post, like, Guenon, Vêdânta e nichilismo.

«LAVORATORI.....!!!» I giovani qui sono protagonisti, sia come pubblico, sia come lettori (un po' meno come autori), sia come personale di supporto. Le hostess ai desk Informazioni, studentesse e laureande perlopiù, guadagnano 4,5 euro all'ora, lordi, per turni obbligatori di 12 ore. Con l'inflazione del Lingotto, una ventina di caffè. Circa. Nel programma della prossima edizione si consiglia di mettere in agenda, oltre ad ambiente e gender, il tema del lavoro e il mondo dei ragazzi, tutele sindacali, precariato e sfruttamento.

ALTI E BASSI Il programma, però, è ottimo. Non c'è manifestazione culturale come il Salone di Torino capace di alternare così bene nella sua offerta l'alto e il basso, dalla lectio di Milo De Angelis sul De Rerum Natura di Lucrezio a Elly Schlein, dal dialogo fra due pesi massimi del pensiero come Franco Moretti e Carlo Ginzburg alle Poesie da spiaggia scelte da Jovanotti («Jovanotti sì che è un poeta...», «Beh, sì. Ma anche Montale...». «Chi? Ma è sui social?»), dal reading collettivo su Virginia Woolf (con dieci scrittrici, da Giusi Marchetta a Lidia Ravera, bellissimo, ma il rispetto delle quote azzurre?!) alla storia sportiva del fumetto. Ma si sa, quest'anno è il boom del balloon.

OMNIA MUNDA MONDADORI A proposito. Un editore che fu maestro nell'alternare nel suo catalogo l'alto e il basso, Fitzgerald e Topolino, fu Arnoldo Mondadori: venerdì sera qui a Torino, al Cinema Massimo, all'interno del programma del Salone Off, c'è stata l'anteprima della docu-fiction Rai (la vedremo a ottobre in tv) Arnoldo Mondadori, i libri per cambiare il mondo con protagonista Michele Placido per la regia di Francesco Miccichè. Ieri mattina di rigore la tavola rotonda su «Il caso Mondadori», parlando di tascabili e sceneggiati Rai sotto l'egida del sommo insegnamento di Arnoldo: «Bisogna fare dei libri che il pubblico ha voglia di leggere». E nacque la grande industria editoriale italiana.

EDITANDO E BALLANDO Editori che compiono gli anni e festeggiano al Salone: Gallucci e Nottetempo ne fanno 20, Interlinea ne fa 30, Fanucci 50 (ospite d'onore Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, che si presentava a tutti «Piacere, sono il fratello di Montalbano») mentre Marsilio, nel ricordo di Cesare De Michelis, ne ha compiuti 60, sfoggiando nel suo stand il volume-omaggio sul catalogo storico: strepitoso. Ah, Marsilio vince anche per la cena più elegante. A proposito: Auguri.

PASOLINANDO E auguri anche a Pier Paolo Pasolini, nato cento anni fa. Uno fra gli incontri più belli - parere ovviamente personalissimo - è stato quello di Walter Siti, «Ancora e sempre Pasolini». Siti, curatore delle opere complete di Pasolini nei «Meridiani», ha ripercorso vita, corpi, poesia, polemiche, eros e morte di PPP. E la spiegazione su come leggere Petrolio - di cui Garzanti porta qui una nuovissima edizione - cioè come un romanzo a due ante dietro le quali ci sono, da una parte la fine dell'erotismo di Pasolini dopo l'esplosione perversa di Salò, e dall'altra tutti i segreti che intrecciano il romanzo delle stragi italiane, valeva tutto sommato i cinque giorni di servizio giornalistico al Salone. Il firmacopie di Siti per la sua curatela del nuovo Petrolio purtroppo non ha avuto il successo di Zerocalcare. Ma tant'è.

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