«Governo cinque anni e poi mi ritiro»

(...) si impegnano a trasferire qui l'attività e a investire e dare occupazione».
Sanità. Non metterà suoi fedelissimi nei posti chiave?
«Burlando ha fallito perché ha lottizzato tutto. Non solo i direttori generali, cosa che potrei quasi capire anche se non accettare. Ma è intervenuto a scegliere medici, aiuti medici, infermieri. Che se come obiettivo non hanno quello di migliorare sempre l'assistenza al paziente ma soddisfare chi li ha scelti è inevitabile che facciano andare la gente a curarsi fuori regione e che i migliori specialisti scappino. Ma Burlando non ha grosse colpe. Lui come Marta Vincenzi è paralizzato dalla sua coalizione».
Non è la prima volta che «risparmia» il suo avversario. Che è meno aggressivo con lui.
«Perché non ne ho bisogno. Mi rivolgo agli elettori e presento le mie idee. Preferisco dire cosa voglio fare. Non è una battaglia tra me e Burlando, ma tra due modi diversi di amministrare».
Il suo obiettivo?
«Solo quello di lasciare un buon ricordo»
Parla già da ex della politica?
«Farò solo questo mandato, poi non mi ricandiderò. Resterò per dare il mio contributo al centrodestra».
A proposito. Da chi si aspetta un appoggio forte?
«Alle comunali ho lavorato pancia a terra per sostenere Enrico Musso. Ho ottenuto un ottimo risultato con la mia lista ma anche per lui. Diciamo che un aiuto me lo deve per reciprocità. E me lo darà. Enrico è una risorsa. A patto che capisca di far parte di una coalizione e che a volte per inseguire un voto a sinistra non se ne possono perdere tre».
La lista del presidente ci sarà. Avrà il suo nome? E qualche nome di candidato?
«Ci sarà, i sondaggi l'accreditano già di un lusinghiero 5,5 per cento prima ancora di conoscerne i componenti. Segno della fiducia anche nella mia persona. Per questo ci sarà il mio nome. Presto svelerò i candidati. Di certo ci sarà Marco Bertolotto, ex presidente della Provincia di Savona. E magari Aldo Siri, presidente del Municipio Centro Est. Per gli altri, un po' di pazienza».
Ultima domanda ancora sul programma. Altro punto debole della Liguria da migliorare?
«Il turismo. Così come per il lavoro manca una strategia di vero marketing. Il sito dell'aeroporto di Genova è l'unico che non presenta un'offerta di alberghi. Nelle migliori agenzie europee la Liguria non c'è. E la mia idea è quella anche di poter offrire la possibilità di venire a vivere in Liguria a molti pensionati anche non ricchi, con affitti agevolati».
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