Prezzi sotto monitoraggio, coinvolti Finanza e Antitrust
Il decreto istituisce per due mesi uno speciale regime di controllo volto a monitorare anomalie lungo tutta la filiera dei carburanti. Il perno dell'operazione è il Garante per la sorveglianza dei prezzi (noto al pubblico come «Mister Prezzi»), che analizzerà costantemente l'andamento dei listini alla pompa rispetto alle quotazioni internazionali (Platts). In caso di rincari repentini e ingiustificati, il Garante attiverà immediatamente la Guardia di Finanza per verifiche contabili approfondite: gli accertamenti non si fermeranno ai distributori, ma risaliranno l'intera catena fino alle compagnie petrolifere, verificando i costi di acquisto del greggio e dei prodotti raffinati con i prezzi finali praticati all'utenza. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Le risultanze passeranno poi all'Antitrust per eventuali sanzioni e, in presenza di prove concrete di manovre distorsive, verranno trasmesse entro quarantott'ore all'Autorità Giudiziaria. L'obiettivo è configurare il reato di «manovre speculative su merci» (art. 501-bis del Codice Penale), colpendo chiunque approfitti della crisi energetica per gonfiare artificialmente i margini di profitto a danno dei consumatori.
Oltre 500 milioni per gli sconti alle pompe di benzina e gpl
Riduzione temporanea del prezzo pari a 25 centesimi al litro su benzina e diesel, valida per venti giorni. Il decreto interviene direttamente sulla componente fiscale del prezzo alla pompa, con l'obiettivo di contenere immediatamente i rincari e riportare il costo del diesel sotto la soglia dei 2 euro al litro. La misura ha carattere sperimentale e comporta un impatto significativo sui conti pubblici: considerando i consumi stimati nel periodo (circa 2,2 miliardi di litri), il costo per lo Stato è nell'ordine dei 500 milioni di euro. Il meccanismo è semplice: riducendo le accise di benzina e diesel (cui si applica l'Iva al 22%) di circa 20,5 centesimi/litro, si abbassa automaticamente il prezzo finale pagato dai consumatori dei 25 cents annunciati da Meloni. Tuttavia, proprio per l'elevato onere finanziario, lo sconto è limitato nel tempo e sarà oggetto di monitoraggio per valutarne proroghe o rimodulazioni. Parallelamente, è stato varato uno sconto di 12 centesimi/chilo sul Gpl il cui costo dovrebbe restare nell'ordine dei 18 milioni di euro. Il governo, infine, ha scelto di non confermare nel testo definitivo l'ipotesi di un sostegno diretto ai redditi più bassi tramite la Social Card per l'acquisto di carburanti per garantire un beneficio diffuso.
Per il gasolio di Tir e pescherecci arriva il credito di imposta
Il settore del trasporto merci riceve un supporto massiccio per far fronte all'impennata del costo del gasolio e garantire la continuità della catena di approvvigionamento nazionale. Il decreto prevede un credito d'imposta sulle spese sostenute nel trimestre di riferimento del 2026 per l'acquisto di carburante. L'agevolazione è riservata alle imprese con sede o stabile organizzazione in Italia che utilizzano veicoli di categoria Euro 5 o superiore, incentivando così anche il mantenimento di flotte a minor impatto ambientale. L'aliquota sarà definita con un successivo provvedimento e, considerato che gli sconti su benzina, diesel e gpl dovrebbero valere circa 500 milioni, per questo intervento dovrebbe restare un centinaio di milioni visto che il plafond del dl, secondo fonti, dovrebbe essere di 600 milioni complessivi.
Il credito d'imposta, in base alla bozza entrata in Cdm, è utilizzabile esclusivamente in compensazione, non concorre alla formazione del reddito d'impresa né alla base imponibile Irap e, soprattutto, è cumulabile con altre agevolazioni, purché il totale non superi la spesa effettivamente sostenuta. Previsto, inoltre, un credito di imposta al 20% da 10 milioni per le imprese della pesca destinato a coprire le spese per il carburante a marzo, aprile e maggio.