Il governo accelera sul Pnrr e sulle politiche di coesione: i numeri parlano chiaro. “Oggi abbiamo in esecuzione e finanziato qualcosa come 600mila progetti; lo scorso anno eravamo a 220mila. Questo significa che la gran mole delle iniziative che si sono andate poi a concretizzare è partita lo scorso anno e dovrà concludersi in modo inderogabile entro il 30 agosto 2026. Nel frattempo, 448mila progetti sono già stati conclusi; 111mila sono in fase di esecuzione; 21mila sono prossimi all'esecuzione”, la soddisfazione del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti, intervenuto a Cernobbio all’evento “Governare il futuro del SSN” promosso da Motore Sanità.
Il ministro ha sottolineato come rimangano circa 15mila progetti “non identificati”, cioè con un codice ma di cui non è chiaro lo stato di avanzamento sulla piattaforma Regis. “Proprio per questo, nel decreto-legge oggi bollinato dalla Ragioneria dello Stato, abbiamo inserito norme che, oltre a semplificare le procedure, fanno chiarezza su questi progetti, prevedendo l’eliminazione degli stessi se non hanno un futuro certo”, ha rimarcato Foti: “Quando sono subentrato all’attuale vice presidente della Commissione europea, Fitto, se mi avessero detto che avremmo centrato tutti questi obiettivi, avrei parlato di un’illusione. Invece ci siamo rimboccati le maniche, anche grazie alla collaborazione preziosa di tutte le amministrazioni”.
Ma non solo. Foti non ha risparmiato un richiamo alle Regioni sul fronte sanitario, invocando il commissariamento se i target non saranno rispettati. “Sulla sanità sono stati stanziati 15,6 miliardi di euro, 14 dei quali sono di competenza regionale. Ci sono 1.038 Case di comunità da realizzare”, ha ricordato il ministro, evidenziando il progresso delle strutture: “Ad oggi le strutture concluse e attive sono 336, poco più del 30%. Gli Ospedali di comunità hanno un target di 307 strutture: 67 sono già attivi, pari al 22%. Sugli ospedali sicuri – quelli adeguati alle norme antisismiche – l’obiettivo è 84 interventi; finora ne sono stati completati 17, circa il 20%. Di fronte a questi dati ho convocato due cabine di regia con i presidenti di Regione perché il passo era ancora troppo lento. Ho proposto l’istituzione di un tavolo tecnico per mettere nero su bianco ciò che ciascuna Regione si impegnava a completare. Se i target non verranno raggiunti, procederò al commissariamento della Regione sotto il profilo dell’esecuzione dell’opera, mettendo un commissario ad acta. Così poi saranno le Regioni a spiegare ai cittadini perché non sono stati raggiunti gli obiettivi”.
Un’attenzione particolare viene riservata ai posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva, obiettivo strategico e urgente. “Se vi era un altro obiettivo che doveva essere immediatamente raggiunto”, ha proseguito il Ministro, “è quello relativo ai posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva. A sei mesi dalla conclusione del Piano, sui 5.922 posti previsti ne sono stati realizzati 4.188, pari al 70%.
Su questo non si può transigere: è un dato che ci qualifica davanti alla Commissione europea e in Europa come responsabili o meno, avendo avuto l’Italia il numero maggiore di vittime da Covid”. Con questi risultati, il governo ribadisce il proprio impegno concreto nella realizzazione del Pnrr, dimostrando che la capacità di esecuzione non è un obiettivo astratto, ma una realtà palpabile.