Il grande ritorno della Damrau chiude il «Ciclo del (bel) canto»

Diana Damrau, voce mozartiana per eccellenza, chiude questa sera il ciclo scaligero dedicato al «bel canto». Nata 38 anni fa a Günzburg in Baviera, studia alla Musikhochschule di Würzburg, e debutta poi nel teatro della Bassa Franconia come Susanna nel ’95 nelle «Nozze di Figaro». Poi tutta una carriera sviluppata tra la Staatsoper di Vienna, il Metropolitan di New York, il Covent Garden di Londra, il Festival di Salisburgo.
Nel 2004 è alla Scala per la riapertura, sotto la direzione di Riccardo Muti, nel ruolo della protagonista nell’«Europa Riconosciuta» di Antonio Salieri, ricevendo entusiastiche recensioni per la sua delicata tessitura vocale. Diana Damrau torna però più volte all’amato compositore salisburghese, riprendendo Susanna, esplorando sia Blonde sia Kostanze nel «Serraglio» e donna Elvira in «Don Giovanni», interpretando la Regina della Notte nel «Flauto» per 16 volte, dimostrando tutte le sue eccellenti doti di coloritura ma anche di interprete drammatica, creando un personaggio fremente di rabbia e crudeltà.
Qualità attoriali e agilità, insieme al perfetto controllo delle centrali, che esibirà anche in Gilda in «Rigoletto» e Lucia nell’opera di Donizetti, sostituendo al Met niemeno che la superstar Anna Netrebko. Questa sera alla Scala navigherà tra Richard Strauss, Claude Debussy e Gabriel Fauré, accompagnata dall’arpista Xavier de Maistre.

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