Guerra alla doppia fila ma le multe a strascico sono a rischio ricorso

Telecamere sulle auto dei vigili per registrare le infrazioni Si prevede un assalto ai giudici per ottenere la cancellazione

Guerra alla doppia fila 
ma le multe a strascico 
sono a rischio ricorso

Oggi è il D -Day per il traffico e la sosta selvaggia. Sono in azione le prime venti pattuglie del reparto radio mobile dotate di sistema "street control" che permette di fotografe targa e auto in doppia fila. Oggi e domani gli agenti si concentreranno in maniera particolare in via Paolo Sarpi, via Manzoni e via Turati, viale Monza, piazzale Loreto, via Porpora, via Marghera e corso Vercelli, per poi estendersi a 700 vie ad alto scorrimento. Gli automobilisti non si preoccupino: nei primi quindici giorni non verranno multati. Non solo, il sistema presta già il fianco a possibili contestazioni e ricorsi proprio per come è strutturato.
Lo "street control", costato a Palazzo Marino, 200mila euro, è composto da un tablet pc e una telecamera: il dispositivo elettronico passando legge la targa e scatta due fotografie, una alla targa e una all’abitacolo - per registrare che effettivamente a bordo del veicolo non vi sia nessuno -. Una volta rientrato in ufficio l’agente visiona il filmato, estrapola i fotogrammi, formalizza le infrazioni e quindi le invia direttamente al sistema informatico per l’accertamento della proprietà e l’invio della multa a casa. Per almeno quindici giorni i milanesi possono stare sereni: finché la prefettura non avrà dato il via libera all’omologazione del sistema, i vigili lasceranno sul parabrezza solo un avviso che informa che l’auto è parcheggiata in divieto. Solo una volta autorizzato, lo street control comincerà a multare effettivamente.
Attenzione, però, le valanghe di multe che arriveranno a casa, grazie alle foto scattate al semplice passaggio dell’occhio elettronico, rischiano di venire tutte annullate, se contestate. Il problema cui va incontro a priori il sistema riguarda innanzitutto l’impossibilità di contestare il verbale nel momento in cui viene fatto: la macchina filma le auto in doppia fila al semplice passaggio, senza che gli agenti scendano nemmeno dall’auto. Il sistema, dunque, non permette di contestare il verbale - come invece prevede il codice della strada - perché non solo non ci sono agenti, ma si scoprirà di aver preso una multa, solo quando arriverà a casa. Qui interviene il diritto del cittadino alla propria difesa: per potersi difendere deve sapere in ogni momento cosa sta succedendo, per esempio sapere di aver appena preso una multa e il diritto a conoscere esattamente i termini delle autorizzazioni a questo tipo di sistema. Lasciano margini dicontetsazione anche i casi del genere: siete andati ad accompagnare un disabile, un anziano fino al portone di casa e in assenza si parcheggio, avete lasciato la macchina con le doppie frecce? Qui interviene un discorso di civiltà: la persona non era in grado di raggiungere l’abitazione da sola.


Il secondo scenario riguarda l’abitacolo: è vero che il sistema fotografa l’interno delll’auto per verificare che sia vuoto - in caso contrario non è possibile commitare la sanzione -, ma se il guidatore, ha accostato, ed è sceso per rispondere al telefono? L’abitacolo è sì vuoto, ma il guidatore è li accanto. O ancora il guidatore è in macchina ma piegato perché si sta allacciando la scarpa o sta raccogliendo una cosa. Ecco che obiezioni del genere potrebbero trovare un riscontro positivo in un ricorso.

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