Quando ieri all'alba due uomini del Servizio Federale per la sicurezza hanno scortato giù da un aereo un pensionato di 65 anni, volto scavato e cappotto anonimo, Mosca ha capito all'istante che non si trattava di un arresto qualunque. È l'epilogo provvisorio di un racconto che mescola spionaggio, paranoia e guerra. Lyubomir Korba, questo il nome dell'uomo, è indicato come l'esecutore materiale del tentato assassinio del generale Vladimir Alekseyev, vice capo dell'intelligence militare russa. Un nome che, fino a ieri, non diceva nulla a nessuno e che ora dice troppo.
Secondo gli investigatori, Korba avrebbe agito su ordine diretto dei servizi segreti ucraini. Era arrivato a Mosca alla fine di dicembre: una pistola Makarov con silenziatore e poche cartucce, una vita fatta di lavori manuali, indirizzi cambiati spesso, un passaporto russo dal 2001 e, dettaglio mai casuale in questi dossier, origini ucraine, regione di Ternopil. È stato fermato a Dubai ed estradato con la collaborazione degli Emirati Arabi, ringraziati pubblicamente Putin. Ma come sempre, la storia ufficiale è solo il primo strato. Sotto emergono i complici e i contorni. Viktor Vasin, 66 anni, ex ufficiale secondo alcune fonti, tecnico, uomo dei corridoi statali e dei debiti privati, arrestato a Mosca. E poi Zinaida Serebritskaya, 54 anni, vicina di casa del generale Alekseyev, presenza ordinaria nelle chat condominiali, tra ricette, citofoni guasti e termosifoni tiepidi. Secondo gli investigatori, era l'occhio silenzioso: raccoglieva informazioni sugli orari, sui movimenti, sulle telecamere. È fuggita in Ucraina.
L'attentato mancato diventa così un simbolo potente in una giornata già carica di tensione. A Belgorod 80mila persone sono rimaste senza riscaldamento dopo attacchi sulle reti energetiche, mentre bambini e anziani vengono sfollati. Zelensky non usa mezze parole: il settore energetico russo è un obiettivo legittimo, «perché l'energia finanzia la guerra». Intanto Kiev è sotto attacco. Missili balistici sulla capitale, difese aeree in funzione, il sindaco Klitschko ha invitato la popolazione a restare nei rifugi. A Kherson si contano undici feriti dopo nuovi bombardamenti A Kramatorsk un attacco aereo russo ha ucciso una persona, danneggiando un palazzo residenziale. Colpita anche una cattedrale. I russi inoltre avanzano a Kharkiv e nel Sumy e gli ucraini si riprendono Ternuvaty (Zaporizhzhia).
Sul piano strategico, Zelensky ha annunciato che Kiev ha siglato accordi per la fornitura di 250 nuovi caccia: 150 Gripen svedesi e 100 Rafale francesi. Dovrebbero potenziare l'aviazione, mentre Kiev avvierà l'export di droni prodotti in Germania verso Baltici e Nord Europa. Sul fronte diplomatico il ministro degli Esteri ucraino Sybiha dice apertamente ciò che molti pensano sottovoce: «Solo Trump può fermare la guerra». I negoziati accelerano, si parla di una bozza di accordo entro marzo e di un referendum in Ucraina a maggio.
Ma le distanze restano enormi: territori, Zaporizhzhia, Donbass, garanzie di sicurezza. Kiev non accetterà mai il riconoscimento della sovranità russa su Crimea e regioni occupate. E Lavrov avverte: «La Russia fornirà una risposta militare con tutti i mezzi disponibili in caso di attacco europeo».