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Trump: "Nave iraniana sotto la custodia Usa". Teheran nega nuovi colloqui in Pakistan: "Respinto secondo round di negoziati"

Teheran alza lo scontro con Washington dopo il blocco dei porti. Traffico a Hormuz bloccato. Meloni valuta una missione italiana, mentre un attacco contro l’Unifil riaccende il fronte libanese. La portaerei Ford torna in Medio Oriente

Trump: "Nave iraniana sotto la custodia Usa". Teheran nega nuovi colloqui in Pakistan: "Respinto secondo round di negoziati"
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Teheran ha già richiuso Hormuz, in risposta al blocco dei porti imposto da Washington. Tre mercantili colpiti da proiettili dei pasdaran, mentre riesce a passare l'italiana Msc. "Non potete ricattarci", avverte Trump. L'accordo è "ancora lontano", afferma il leader iraniano Ghalibaf. Meloni conferma che Roma farà la sua parte per garantire la navigazione nella Stretto ma solo quando sarà consolidato il cessate il fuoco e dopo l'ok del Parlamento. "Israele è un grande alleato, a differenza di altri", commenta il presidente Usa.

regua violata in Libano: un soldato Unifil francese è morto e altri tre sono stati feriti in un attacco attribuito a Hezbollah, che però nega. Quanto accaduto è "inammissibile", scrive Mattarella a Macron esprimendo il "cordoglio" dell'Italia

Trump, nave iraniana sotto la custodia Usa, ha cercato di superare il blocco

Gli Stati Uniti ha colpito una nave da cargo battente bandiera iraniana, intercettata nel Golfo dell'Oman, e ha assunto il pieno controllo dell'imbarcazione. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. La nave Touska - riferisce Trump - ha cercato di superare il blocco, è stata messa in guardia ma si è "rifiutata di ascoltare e così la Marina l'ha fermata colpendo la sala macchine. Ora è sotto la custodia degli Stati Uniti". "Touska è sotto le sanzioni del Tesoro americano per la sua precedente storia di attività illegali. Abbiamo pieno controllo dell'imbarcazione, stiamo vedendo cosa c'è a bordo", ha detto Trump. "Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Spruance ha intercettato Touska nel Golfo dell'Oman e l'ha averrita di fermarsi. L'equipaggio iraniano di è rifiutato di ascoltare, così l'abbiamo fermato facendo un buco nella camera motori. Ora ne abbiamo la custodia", ha detto Trump.

Una nave francese ieri oggetto di colpi di avvertimento nello stretto di Hormuz

Una nave della CMA CGM "è stata oggetto ieri (sabato) di colpi di avvertimento" nello Stretto di Hormuz, e il suo "equipaggio è sano e salvo", ha dichiarato il gruppo armatoriale francese in un breve comunicato domenica. L'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha confermato che la CMA CGM Everglade è stata "danneggiata" sabato, senza fornire ulteriori dettagli. Domenica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva affermato sul suo social network Truth che il fuoco iraniano aveva preso di mira una "nave francese" e una nave mercantile britannica.

Israele a Sanchez: "La sua posizione è ipocrita"

 Le parole del premier spagnolo Sanchez, nel corso di un meeting elettorale del Psoe a Gibraleon, in Andalusia, hanno provocato una reazione immediata da parte di Israele. Il ministro degli Esteri, Gideon Saar, in un messaggio su X ha accusato Sanchez di "ipocrisia" e denunciato presunte posizioni ostili nei confronti dello Stato ebraico. "Non accetteremo una lettura ipocrita da chi ha una relazione con regimi totalitari che violano i diritti umani come la Turchia di Erdogan e il Venezuela di Maduro. Un governo che riceve ringraziamenti dal brutale regime di Iran e organizzazioni terroriste e che si è dedicato a diffondere l'antisemitismo". ha scritto Saar nel post. "Non abbiamo nulla contro i cittadini della Spagna, al contrario, ma contro il doppio standard del governo di Pedro Sanchez", ha concluso

Axios, l'Iran sospetta che il negoziato sia una trappola per un attacco a sorpresa

L'Iran sta ridimensionando le aspettative rispetto ad un nuovo round negoziale a Islamabad e sembra sospettare che le dichiarazioni di Donald Trump su un possibile accordo possano essere una copertura per un attacco a sorpresa da parte degli Stati Uniti. Lo scrive Axios. Fino al pomeriggio gli iraniani non avevano ancora confermato l'invio di negoziatori a Islamabad, e diversi funzionari iraniani hanno sollevato l'ipotesi che la vera intenzione di Trump possa essere quella di riprendere la guerra. L'agenzia di stampa statale iraniana Irna ha negato che fossero previsti colloqui e ha affermato che le "richieste irragionevoli e irrealistiche, i frequenti cambi di posizione, le continue contraddizioni" e il blocco in corso dell'amministrazione Trump "non lasciano alcuna chiara prospettiva di negoziati fruttuosi". Non è chiaro, aggiunge Axios, quando esattamente dovrebbero iniziare i colloqui, né quando Vance dovrebbe lasciare Washington.

Media Iran, Teheran ha respinto il secondo round di colloqui

L'Iran ha respinto l'ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L'assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle "richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso", ha riferito l'agenzia.

Netanyahu, operazione Israele-Usa non è ancora finita

L'azione congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran "non è ancora finita". Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso tenuto insieme al Presidente argentino Javier Milei, in visita nel Paese. Lo riporta il Times of Israel. "Ogni momento potrebbe portarci nuovi sviluppi", ha aggiunto Netanyahu, "chissà cosa ci riserverà il domani o dopodomani". Netanyahu ha infine assicurato che gli Stati Uniti e Israele "raggiungeranno i loro obiettivi e porteranno più speranza e più luce ai popoli liberi del mondo".

Nyp, una donna iraniana arrestata a Los Angeles per traffico di armi

Una donna d'affari iraniana, in possesso della carta verde americana, è stata arrestata all'aeroporto di Los Angeles con l'accusa di traffico d'armi per conto di Teheran. Shamim Nafi è stata incriminata, riporta il New York Post, per aver fatto da intermediaria in accordi per la fornitura di droni e bombe destinate al Sudan. Mafi avrebbe detto agli investigatori che non le ha mai chiesto di condurre attività per conto di Teheran negli Stati Uniti. Ma, emerge dai documenti depositati in tribunale, nel 2020 l'Iran ha sequestrato i beni che la donna aveva ereditato dal padre e le aveva ordinato di avviare una società negli Stati Uniti se voleva ottenerli di nuovo.

Media, delegazione Teheran a colloqui solo con fine blocco navale

L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che la delegazione negoziale della Repubblica Islamica non si recherà in Pakistan per incontrare la delegazione degli Stati Uniti "finché continuerà il blocco navale" nello Stretto di Hormuz.

Casa Bianca, Vance guiderà negoziati in Pakistan

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l'Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L'aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l'inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.

Fonti iraniane, il team negoziale andrà in Pakistan martedì

Una delegazione iraniana arriverà martedì in Pakistan: lo hanno riferito fonti iraniane vicine ai negoziati con gli Usa, secondo quanto riporta la Cnn. Il team di Teheran dovrebbe essere lo stesso dell'ultimo round, con il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ed il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Gli iraniani - aggiungono le fonti - si aspettano che mercoledì ci sia l'annuncio di una proroga del cessate il fuoco. Se poi le cose andranno per il verso giusto e Donald Trump accetterà di recarsi a Islamabad, anche il presidente iraniano andrà in Pakistan per "incontro" e la firma di una "dichiarazione congiunta".

Katz, useremo tutta la forza in Libano contro ogni minaccia a soldati

Il ministro della Difesa Israel Katz ha annunciato che l'Idf ha ricevuto ordine di ricorrere alla "piena forza" in Libano — anche durante l'attuale cessate il fuoco — in caso le truppe israeliane dovessero trovarsi di fronte a qualsiasi minaccia. "Abbiamo ordinato all'Idf di agire con la piena forza, anche durante il cessate il fuoco, per fronteggiare qualsiasi minaccia", ha dichiarato Katz durante un evento in Cisgiordania, scrivono i media di Tel Aviv. All'esercito è stato ordinato di "demolire le case nei villaggi in prima linea vicino al confine che fungevano a tutti gli effetti da avamposti terroristici di Hezbollah".

Teheran: "Sono gli Usa a violare la tregua con un blocco navale illegale"

"Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l'attuale cessate il fuoco". Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l'Iran di violare l'accordo di cessate il fuoco. "Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale", ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: "Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione" e "rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano".

Trump: "A Iran offriamo accordo equo, accettino o distruggeremo centrali e ponti"

"Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole; spero che lo accettino. Se non lo faranno, distruggeremo ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Trump: "I miei negoziatori vanno a Islamabad, domani le trattative"

I negoziatori americani "stanno andando a Islamabad, in Pakistan. Saranno lì domani per le trattative". Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth.

Trump: "Dall'Iran grave violazione ma la pace ci sarà"

L'Iran ha commesso una "grave violazione" del cessate il fuoco, ma un accordo di pace ci sarà. Lo ha detto Donald Trump a Abc. "Accadrà. In un modo o nell'altro. Con le buone o con le cattive. Accadrà", ha osservato. 

Pasdaran, stiamo ricostruendo più missili e droni durante la tregua

Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie Majid Mousavi ha dichiarato che l'Iran sta ricostruendo le riserve di missili e droni a un ritmo più rapido rispetto a prima, durante il cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti. "Durante il cessate il fuoco, la nostra velocità di aggiornamento e rifornimento delle piattaforme di lancio di missili e droni è maggiore rispetto a prima della guerra. Il nemico non è in grado di adottare tali misure ed è costretto a far arrivare munizioni goccia a goccia dall'altra parte del mondo", ha aggiunto, citato da Mehr, sottolineando: "Hanno perso anche questa fase della guerra. Hanno perso lo Stretto, il Libano e la regione".

Media Iran, respinte due petroliere, volevano attraversare Hormuz

Questa mattina due petroliere che stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro in seguito agli avvertimenti delle forze armate iraniane. Lo riporta l'agenzia iraniana Tasnim. Al momento del proseguimento del blocco navale statunitense contro l'Iran le due petroliere battevano bandiera del Botswana e dell'Angola e intendevano transitare attraverso questa strategica via d'acqua, ma grazie all'intervento delle forze armate iraniane sono state costrette a cambiare rotta e a ritirarsi.

Idf, confermiamo Hezbollah responsabile morte soldato Unifil francese

"L'intelligence delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) conferma: Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil durante il cessate il fuoco, uccidendo e ferendo alcuni membri del personale". Lo scrive su X l'esercito israeliano. Nell'episodio è rimasto ucciso un militare francese. "Una cellula terroristica di Hezbollah ha aperto il fuoco contro le forze Unifil mentre queste tentavano di bonificare la zona di Al-Ghandouriyah, nel sud del Libano. A seguito della sparatoria, un soldato Unifil è rimasto ucciso e altri tre membri del personale sono rimasti feriti, due dei quali gravemente".

Israele: "Araghchi nella bufera, i pasdaran vorrebbero rimuoverlo"

Nel fine settimana, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è stato oggetto di critiche severe e insolite, finendo al centro di un attacco da parte di elementi delle Guardie Rivoluzionarie. Allo stesso tempo, cresce la convinzione che il comandante dei pasdaran eserciti una notevole influenza sul processo decisionale nei negoziati con gli Stati Uniti. E' quanto sostiene una analisi pubblicata dalla testata israeliana Channel 12. La tempesta è scoppiata dopo che Araqchi ha annunciato venerdì su X che lo Stretto di Hormuz era completamente aperto. Pochi minuti dopo, Donald Trump si è affrettato a dichiarare che l'Iran aveva riaperto lo stretto. I media affiliati alle Guardie Rivoluzionarie, tra cui le agenzie Tasnim, Fars e Mehr, hanno attaccato il ministro, sostenendo che il suo tweet avesse creato confusione e offerto a Trump l'opportunità di presentarsi come vincitore. La Mehr ha esplicitamente affermato che i negoziati non erano gestiti esclusivamente dal Ministero. A quanto riporta la testata israeliana, importanti figure conservatrici in parlamento avrebbero chiesto la rimozione di Araqchi, sostenendo che la sua dichiarazione abbia fatto scendere i prezzi del petrolio e dato agli Stati Uniti un vantaggio nei negoziati. Intanto, secondo alcuni studi, il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Ahidi e i suoi uomini sono riusciti a stabilire il controllo non solo sulla risposta militare iraniana in combattimento, ma anche sulla posizione nei negoziati. Secondo alcune fonti, furono proprio le Guardie a fare pressione sui religiosi affinché nominassero Mojtaba Khamenei Guida Suprema. Vahidi è considerato da anni una delle figure più importanti e di spicco nel campo della sicurezza in Iran ma la sua carriera non si limita all'ambito militare: è stato ministro della Difesa e ministro dell'Interno. Questa combinazione lo pone in un punto d'incontro strategico tra le forze armate, i servizi segreti e la classe politica.

Vance: "Grato al Papa per aver detto di non voler dibattere con Trump"

"Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata". Così il vicepresidente Usa JD Vance su X commenta le parole con cui il Pontefice ha spiegato che i suoi discorsi non sono da interpretare "come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse". Vance ha aggiunto che dal momento che il Papa "predica il vangelo, come deve" questo "inevitabilmente significa che offre le sue opinioni su questioni morali del momento". "Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo caotico. Lui sarà nelle nostre preghiere - conclude Vance riferendosi a Papa Leone - e spero che noi saremo nelle sue".

Pezeshkian: "Trump non ha il diritto di negarci i benefici del nucleare"

"Il presidente degli Stati Uniti afferma che l'Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti. Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?". Ad affermarlo è il presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian. "Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l'Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale" aggiunge. "Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l'Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare" le sue parole citate da Al-Jazeera.

Media, traffico in stretto Hormuz è nuovamente bloccato

Il traffico nello Stretto di Hormuz è nuovamente bloccato dopo che due navi sono state attaccate ieri. Lo scrive Cnn. Secondo i dati di Marine Traffic, la maggior parte delle navi presenti nella zona si è spostata più all'interno del Golfo Persico o in zone relativamente sicure verso il Golfo dell'Oman. Ieri, ricorda Cnn, alcune cannoniere iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello stretto, e una seconda imbarcazione sarebbe stata colpita da un "proiettile non identificato", secondo quanto riportato dall'Organizzazione britannica per il controllo del traffico marittimo (UK Maritime Traffic Organization). Nuova Delhi ha dichiarato che due navi battenti bandiera indiana sono state coinvolte negli incidenti nello stretto e ha convocato il proprio ambasciatore in Iran in merito.Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha annunciato che bloccherà lo stretto e che "l'avvicinamento allo Stretto di Hormuz sarà considerato cooperazione con il nemico e qualsiasi imbarcazione che lo infranga sarà presa di mira".

Wsj: "Trump non approvò la presa di Kharg perché temeva alti costi umani"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha appoggiato l'idea di conquistare l'isola iraniana di Kharg, temendo un numero significativo di vittime tra i soldati americani. E' quanto rivela il Wall Street Journal, citato e ripreso da diversi media internazionali tra cui la russa Tass e l'ucraina Rbc. Trump si oppose all'invio di soldati nonostante gli fosse stato assicurato che la missione avrebbe avuto successo e che la conquista del territorio avrebbe garantito agli Stati Uniti l'accesso allo stretto. Ma temeva perdite americane inaccettabilmente elevate. "Sarebbero facili bersagli", avrebbe detto Trump, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. Le stesse fonti affermano che Trump avrebbe urlato contro i suoi collaboratori per diverse ore dopo aver appreso che un aereo statunitense era stato abbattuto in Iran e che due piloti risultavano dispersi. Ha preteso che l'esercito intervenisse immediatamente per catturarli perché, sempre secondo le stesse fonti, le immagini della crisi degli ostaggi iraniani del 1979 erano costantemente presenti nella sua mente.

Media, Teheran ha ancora accesso a 70% scorte missili balistici

Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, l'Iran probabilmente ha ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori missilistici, come riporta il New York Times.Inoltre, conserva ancora circa il 40% del suo arsenale di droni, afferma il quotidiano statunitense, citando funzionari dell'intelligence e militari Usa. Secondo il Nyt, quando l'8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la metà dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, secondo quanto riportato, è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del livello prebellico. Oltre ai lanciatori, la testata afferma che l'Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completato, secondo i funzionari dell'intelligence statunitense, Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.

La portaerei Usa Ford è tornata nelle acque del Medio Oriente

La più grande portaerei del mondo, la Uss Gerald R. Ford, è rientrata nelle acque del Medio Oriente e dopo aver passato il canale di Suez si trova ora nel Mar Rosso. La notizia è riportata da diversi media internazionali. La Ford, che fino a poco tempo fa operava nel Mediterraneo orientale, ha attraversato Suez insieme a due cacciatorpediniere, la Uss Mahan e la Uss Winston S. Churchill, e ora opera nel Mar Rosso. Lo riferiscono funzionari statunitensi. La Ford sta tornando nel Mar Rosso dopo oltre un mese trascorso nel Mediterraneo a seguito di un grave incendio in una lavanderia che ha costretto la nave a rientrare in porto per riparazioni. Questa settimana la portaerei ha anche battuto il record per la più lunga permanenza in missione di una portaerei dalla guerra del Vietnam. L'arrivo della Ford la rende la seconda portaerei nella regione, oltre alla USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. Secondo un funzionario della difesa, anche la Uss George H. W. Bush si sta dirigendo verso la regione e attualmente si trova al largo delle coste del Sudafrica.

Trump: "Israele grande alleato a differenza di altri"

"Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un grande alleato degli Stati Uniti d'America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. "Israele combatte con tenacia e sa come vincere", ha aggiunto.

Trump: "Iran non ci ricatterà"

Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, Donald Trump ha affermato che sono in corso "ottimi colloqui" con l'Iran, ma che non permetterà a Teheran di "ricattare" gli Stati Uniti sullo Stretto di Hormuz. Il tycoon ha poi apostrofato gli iraniani come "un po' furbi, come fanno da 47 anni".

Iran: "Progressì nei colloqui con gli Usa ma l'accordo è 'ancora lontano"

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno "fatto progressi" ma un accordo definitivo è "ancora lontano", ha dichiaratoto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. "Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni", ha detto Ghalibaf in un'intervista alla televisione di Teheran "Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti", ha aggiunto il leader iraniano.

Durante l'incontro dell'11 e 12 aprile di Islamabad (il più alto di livello tra i due paesi dalla Rivoluzione iraniana del 1979) "abbiamo sottolineato che non abbiamo assolutamente fiducia negli Stati Uniti", ha affermato Ghalibaf. "Gli Usa devono prendere la decisione di guadagnarsi la fiducia del popolo iraniano", ha continuato il leader di Teheran aggiungendo: "Devono abbandonare l'unilateralismo e lo spirito di imposizione nel loro approccio al dialogo". Ghalibaf ha quindi sottolineato che l'Iran ha accettato il cessate il fuoco di due settimane entrato in vigore l'8 aprile solo perché gli Stati Uniti lo avevano richiesto. "Eravamo vittoriosi sul campo, il nemico non aveva raggiunto nessuno dei suoi obiettivi e l'Iran controllava anche lo Stretto di Hormuz", ha detto. "Se abbiamo accettato il cessate il fuoco è stato perché loro avevano accettato le nostre richieste".

Mattarella a Macron: "Attacco a Unifil inammissibile, missione fondamentale per stabilita"


"Ho appreso con profondo sgomento la triste notizia della morte del sergente capo Florian Montorio, caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro la missione Unifil. In questa luttuosa circostanza desidero farle giungere, Signor Presidente, le espressioni del più sentito cordoglio della Repubblica Italiana e mio personale, insieme alla condanna per un gesto inammissibile contro una missione fondamentale per la stabilità dell’area e presidio di affermazione del diritto umanitario internazionale". E' il messaggio che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha inviato al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, per la morte del casco blu francese in Libano. "Siamo vicini al lutto della Francia con sentimenti di solidale partecipazione, mentre auguriamo un pronto e completo recupero ai commilitoni feriti", conclude Mattarella.

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