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L'ultimatum di Trump: "Iran ha 48 ore per aprire Hormuz o sarà l'inferno". La dura replica di Teheran: "Siete in palude"

Nella notte la guerra tra Usa e Iran si intensifica: esplosioni a nord di Teheran, due caccia Usa abbattuti secondo il Wsj, 365 militari feriti e cresce la tensione per il pilota disperso

L'ultimatum di Trump: "Iran ha 48 ore per aprire Hormuz o sarà l'inferno". La dura replica di Teheran: "Siete in palude"
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Si aggrava il conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Nella notte tra il 3 e il 4 aprile nuove esplosioni sono state udite a nord di Teheran, mentre il Wall Street Journal riferisce che anche un secondo caccia americano sarebbe stato abbattuto dalle forze iraniane. Intanto il Pentagono aggiorna a 365 il numero dei militari Usa feriti dall’inizio della guerra. Resta alta l’attenzione sul pilota disperso dell’F-15, cercato sia dagli americani sia dalle forze iraniane.

L'Iran replica a Trump: "L'intera regione diventerà un inferno per voi"

L'Iran ha avvertito oggi Stati Uniti e Israele che "l'intera regione diventerà un inferno per loro" se l'escalation continuerà. Lo riportano i media iraniani, ripresi dal Telegraph. "Non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi", ha dichiarato un portavoce iraniano. "L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete", ha precisato. La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre oggi da Donald Trump, secondo cui "l'inferno si sarebbe abbattuto" sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì. 

Onu, l'Idf distrugge 17 telecamere di sorveglianza dell'Unifil in Libano

Le truppe israeliane hanno distrutto 17 telecamere di sorveglianza presso il quartier generale delle forze di pace Onu nel Libano meridionale in 24 ore. Lo ha riferito oggi all'Afp una fonte della sicurezza Onu. Dall'inizio della guerra, il 2 marzo, tra Israele e Hezbollah, la Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) si trova nel fuoco incrociato tra gli attacchi del movimento filo-iraniano contro le posizioni israeliane e l'invasione di terra israeliana del Libano meridionale, che sta conducendo attacchi anche nel Paese vicino. "Diciassette telecamere presso il nostro quartier generale sono state distrutte dall'esercito israeliano", a Naqoura, città costiera nel Libano meridionale, ha affermato la fonte della sicurezza, parlando in condizione di anonimato. "Le telecamere sono state distrutte con quello che sembra essere una sorta di laser", ha precisato la portavoce dell'Unifil, Kandice Ardiel. "I soldati israeliani sono presenti a Naqoura e questa settimana hanno effettuato massicce demolizioni di edifici nel villaggio", ha aggiunto. Già da giovedì, i caschi blu avevano assistito alla distruzione di ampie zone di Naqoura da parte dei soldati israeliani, avvenuta dall'inizio della settimana, ha affermato. "Non solo case e attività commerciali sono state rase al suolo, ma la forza delle esplosioni ha danneggiato anche il quartier generale dell'Unifil", ha specificato. La stessa forza Onu ha riferito che tre caschi blu indonesiani sono stati uccisi in due incidenti separati domenica e lunedì, prima che ieri sie verificasse un'esplosione in una delle sue basi - la cui origine non è stata ancora determinata - che ha ferito altri tre caschi blu indonesiani. L'esercito israeliano ha attribuito l'esplosione di venerdì a un razzo di Hezbollah "che è atterrato su una postazione Unifil".

Avanti frenetiche ricerche Usa per pilota disperso

Proseguono da parte degli Stati Uniti le ricerche frenetiche del suo pilota militare che risulta disperso a seguito dell'abbattimento di un caccia Usa avvenuto ieri nel sud-ovest dell'Iran, mentre Teheran ha messo una taglia sul pilota promettendo una ricompensa a chiunque lo consegni. L'aereo, un F-15E Strike Eagle, è uno dei due che sono stati attaccati venerdì e un altro pilota è stato tratto in salvo. Le ricerche del pilota Usa si concentrano su una regione montuosa nella provincia sud-occidentale iraniana di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad. L'abbattimento degli aerei americani è avvenuto due giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato in un discorso alla nazione che gli Stati Uniti hanno "sconfitto e completamente decimato l'Iran". Gli Stati Uniti e Israele si erano vantati che le difese aeree iraniane fossero state annientate

Media, piano per usare pedaggi Hormuz per riparare infrastrutture

L'Iran intende coprire i costi della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate dalla guerra con i pedaggi per il passaggio delle imbarcazioni internazionali dallo Stretto di Hormuz. Lo riporta Nour News, citando un funzionario ben informato. "Il nemico americano-sionista intende indebolire la forza economica del Paese attaccando le infrastrutture dell'Iran, mentre la Repubblica Islamica dell'Iran coprirà interamente i danni subiti grazie ai pedaggi per garantire la sicurezza del traffico nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato la fonte, citata da Nour News. Riferendosi al piano preparato per riscuotere i pedaggi dalle navi, il funzionario ha aggiunto: "Molte imbarcazioni in transito stanno già richiedendo di pagare una tariffa per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto, ma non è stata ancora presa una decisione per attuare pienamente questo piano".

Rubio, nipoti Soleimani vivevano nel lusso negli Usa, ora saranno espulse

"Fino a poco tempo fa, Hamideh Soleimani Afshar e sua figlia erano titolari di una carta verde e vivevano nel lusso negli Stati Uniti", ora sono sotto custodia degli agenti dell'anti-immigrazione (Ice) e "saranno espulse". Lo ha scritto su X il segretario di Stato americano Marco Rubio, dopo che il dipartimento di Stato ha annunciato l'arresto della nipote e pronipote del generale iraniano Qasem Soleimani, il capo della Forza Quds dei Pasdaran ucciso in un raid a Baghdad sei anni fa. "Afshar è la nipote del defunto generale iraniano Qasem Soleimani. È anche una fervente sostenitrice del regime iraniano, che ha celebrato gli attacchi contro gli americani e si è riferita al nostro Paese come al 'Grande Satanà - dice Rubio - Questa settimana ho revocato lo status legale sia di Afshar che di sua figlia, che ora sono sotto la custodia dell'Ice, in attesa di essere espulse dagli Stati Uniti". "L'amministrazione Trump non permetterà che il nostro Paese diventi un rifugio per cittadini stranieri che sostengono regimi terroristici anti-americani", conclude il capo della diplomazia di Washington.

Dipartimento Stato, arrestate nipote e pronipote di Soleimani negli Usa

Hamideh Soleimani Afshar e la figlia, rispettivamente nipote e pronipote di Qasem Soleimani, generale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ucciso in un raid americano, sono state arrestate da agenti federali negli Stati Uniti dopo che il segretario di Stato Marco Rubio ha revocato il loro status di residenza permanente legale nel Paese. Lo riferisce il Dipartimenti di Stato in una nota.

Wp, da aziende private cinesi intelligence all'Iran su truppe Usa

Ci sono aziende cinesi che forniscono all'Iran informazioni di intelligence utili e utilizzabili che espongono le forze Usa: tuttavia, riferisce il Washington Post, si tratterebbe di "aziende private" e, di fatto, il Partito comunista cinese starebbe cercando di "mantenere le distanze". Quando, cinque settimane fa, è scoppiata la guerra in Iran, gli "investigatori" dei social media, attivi su piattaforme occidentali e cinesi, hanno segnalato un'ondata di post virali che hanno descritto in modo dettagliato le attrezzature presenti nelle basi Usa, i movimenti dei gruppi navali d'attacco americani e altre analisi minuziose.

Iran, attaccato lo scalo israeliano di Ben Gurion e base Usa in Kuwait

L'esercito iraniano ha affermato che le sue forze hanno attaccato l'aeroporto Ben Gurion di Israele, "con l'obiettivo di interrompere il comando e il controllo del traffico aereo militare da parte del nemico, nonché le piattaforme per la guerra elettronica". Nel frattempo, l'agenzia Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato una fonte informata secondo cui, in un altro attacco, le forze iraniane avrebbero preso di mira, con missili balistici e droni kamikaze, una base militare statunitense per comandanti e tecnici del sistema missilistico Himars sull'isola di Bubiyan, in Kuwait.

Trump, l'Iran ha 48 ore per un accordo altrimenti sarà l'inferno

Donald Trump ricorda all'Iran che ha ancora 48 ore per raggiungere un accordo sull'apertura dello Stretto di Hormuz, altrimenti dovrà affrontare affrontare "l'Inferno". "Ricordate quando diedi all'Iran dieci giorni per RAGGIUNGERE UN ACCORDO o APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ?", ha scritto Trump su Truth, riferendosi all'ultimatum da lui lanciato il 26 marzo. "Il tempo sta scadendo: mancano 48 ore prima che l'Inferno si scateni su di loro", ha affermato il presidente, aggiungendo: "Gloria a DIO!".

Ryanair, no carenze carburante ma rischi se stop Hormuz fino a maggio

"Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio." E' quanto fa sapere Ryanair secondo cui "se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei".

Intelligence Usa, Teheran ripara in tempi rapidi bunker missilistici

L’Iran sta riuscendo a ripristinare in tempi molto rapidi i bunker sotterranei e i silos missilistici colpiti dai bombardamenti americani e israeliani, rimettendoli in funzione anche poche ore dopo gli attacchi. Lo riferisce un report dell’intelligence statunitense citato dal New York Times, le cui valutazioni gettano ombre su quanto Washington sia vicina a neutralizzare la capacità missilistica iraniana, uno degli obiettivi chiave del conflitto, nonostante le dichiarazioni trionfalistiche dell’amministrazione di Donald Trump. Il Pentagono ha rivendicato di aver colpito circa 11mila obiettivi in cinque settimane di guerra,evidenziando al tempo stesso un forte calo nei lanci di missili e droni da parte di Teheran. "Continueranno a lanciare missili, ma li abbatteremo", aveva dichiarato lunedì il capo del Pentagono Pete Hegseth, all’indomani di una giornata che aveva registrato il livello più basso di attacchi iraniani. Anche la Casa Bianca ha confermato una riduzione del 90% degli attacchi, interpretandola come segnale di un indebolimento delle capacità produttive e militari iraniane.

Secondo l’intelligence statunitense, tuttavia, l’Iran conserva ancora una parte significativa del proprio arsenale e dei lanciatori mobili, molti dei quali nascosti in bunker e caverne per proteggerli dai raid. Teheran starebbe inoltre adottando da tempo una strategia più prudente, con lanci limitati a circa 15–30 missili balistici al giorno, spesso in piccoli gruppi, anche a causa delle difficoltà interne di comando e coordinamento. Le stime restano comunque incerte perché l’Iran utilizza anche sistemi di esca e perché è difficile valutare con precisione i danni effettivi alle infrastrutture sotterranee colpite. In questo contesto, secondo gli analisti citati dal Times, l’obiettivo di Teheran sarebbe soprattutto preservare nel tempo una capacità di deterrenza, anche in vista di un eventuale prolungamento del conflitto o del periodo successivo alla sua conclusione.

Nyt, 4 opzioni "rischiose" per Hormuz, tra proposte quella dell'Italia su corridoio umanitario

"Le opzioni dell'Europa per Hormuz: poche e rischiose". E' il titolo di un'analisi del New York Times, che si apre citando la proposta presentata dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito due giorni fa per la creazione di un "corridoio umanitario" che permetta il passaggio sicuro di fertilizzanti e altri beni essenziali. Il piano era una delle diverse proposte provenienti dall'Europa e non solo, volte a impedire che tra le conseguenze della guerra in Iran ci siano anche possibili carestie in Africa. La proposta non è stata approvata e l'incontro si è concluso senza un piano concreto per riaprire lo stretto, militarmente o in altro modo, scrive il giornale americano, osservando che "i leader europei sono sotto pressione da parte del presidente Trump per impegnare risorse militari, porre fine al blocco dello stretto da parte dell'Iran e contrastare la crisi energetica ed economica globale" che si aggrava ogni ora di più. Finora, gli europei non hanno accolto le sue richieste di inviare navi da guerra e continuano a discutere su cosa fare per sbloccare Hormuz, attraverso il quale transita il 20% di petrolio e gas mondiali. Secondo il Nyt, la difficoltà a mettersi d'accordo su un piano comune riflette in parte gli ingranaggi lenti della diplomazia in Europa e in parte il numero considerevole di Paesi, inclusi quelli del Golfo, interessati a salvaguardare lo stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati coinvolti nei colloqui, tra cui Italia e Germania, hanno insistito affinché qualsiasi sforzo internazionale nasca sotto l'ombrello dalle Nazioni Unite, il che potrebbe rallentare ulteriormente l'azione.

Il giornale passa quindi ad elencare le 4 opzioni possibili a disposizione dell'Europa, degli stati del Golfo e di altri paesi, nessuna delle quali tuttavia appare infallibile, anche ipotizzando uno stop alle operazioni. 1) Scorte navali - Il presidente francese Emmanuel Macron ha ripetutamente sollevato la possibilità che navi da guerra francesi possano scortare i mercantili attraverso lo stretto dopo la fine della guerra. Funzionari americani hanno spinto affinché gli europei e altri alleati, come il Giappone, scortino navi che battono bandiera dei loro stessi paesi. Il problema è che le scorte navali sono costose. Inoltre, i loro sistemi di difesa aerea da soli potrebbero non essere sufficienti per fermare alcuni tipi di attacchi, come quelli con droni, qualora l'Iran decidesse di ricominciare a sparare." 2) Bonifica dalle mine - Funzionari tedeschi e belgi, tra gli altri, affermano di essere pronti a inviare dragamine per liberare lo stretto dagli esplosivi dopo la guerra. In realtà, i leader militari occidentali non sono convinti che l'Iran abbia effettivamente minato lo stretto, in parte perché alcune navi iraniane lo attraversano ancora. Quindi, sebbene i dragamine possano essere dispiegati come parte di una scorta navale, potrebbero non avere molto da fare.

3) Aiuto dall'alto - Inviare jet da combattimento e droni per intercettare qualsiasi attacco aereo iraniano alle navi. Funzionari americani hanno spinto l'Europa a farlo, ma anche questo piano sarebbe piuttosto costoso. E non è ancora garantito che funzioni. L'Iran può attaccare le navi con un singolo soldato su una lancia, e se solo pochi tentativi riescono, ciò potrebbe essere sufficiente a spaventare assicuratori e armatori, scoraggiandoli dal tentare il passaggio. 4) Tutte queste opzioni, più la diplomazia - Usare negoziati e leve economiche per fare pressione sull'Iran affinché si astenga da futuri attacchi, e impiegare una varietà di mezzi militari per far rispettare tutto questo. Lo sforzo andrebbe oltre l'Europa. Giovedì, il ministero degli Esteri tedesco ha invitato la Cina a usare la sua influenza con l'Iran in modo "costruttivo" per aiutare a porre fine alle ostilità. I negoziati finora sembrano aver fatto poco per fermare i combattimenti, ma questa potrebbe essere la migliore scommessa dell'Europa, in mancanza di una migliore. E se nulla di tutto questo funzionasse? Funzionari iraniani hanno dichiarato questa settimana che avrebbero continuato a controllare il traffico attraverso lo stretto dopo la guerra. Hanno già elaborato piani per far pagare alle navi i pedaggi per il passaggio di Hormuz, che dovrebbe essere una via d'acqua libera secondo il diritto internazionale.

 

Autorità Teheran, non abbiamo catturato pilota Usa

Non è stato catturato il secondo pilota americano del quale si parla da quando ieri nei cieli dell'Iran è stato abbattuto un F-15. Lo affermano le autorità iraniane. Un'unità dei Guardiani della Rivoluzione nella provincia meridionale di Kohgiluyeh e Boyerahmad e il governatore della provincia negano sia stato catturato il secondo membro dell'equipaggio americano dell'F-15, riferisce la Bbc. E, riporta ancora la rete britannica, per il governatore il primo pilota non sarebbe stato salvato dalle forze Usa, mentre i media americani scrivono che è stato tratto in salvo. Il governatore ha parlato di una "tattica del nemico". La Cnn continua a riferire che non si conoscono le sorti di un soldato Usa dopo quanto avvenuto ieri. Il New York Times scrive di una corsa contro il tempo dei militari Usa per rintracciarlo. Fonti parlano di operazioni delle forze Usa per localizzare e trarre in salvo il militare, mentre i media ufficiali iraniani hanno offerto una ricompensa a chi lo troverà. Sollecitano la popolazione, rilancia la Bbc, a "catturare vivo il pilota".

Media, Teheran autorizza passaggio attraverso Hormuz navi con beni umanitari

L'Iran ha autorizzato il passaggio di navi che trasportano beni essenziali e forniture umanitarie verso i suoi porti attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, citando una lettera ufficiale nella quale si indica che le navi dirette ai porti iraniani, comprese quelle attualmente nel Golfo di Oman, devono coordinarsi con le autorità e rispettare i protocolli stabiliti per transitare lo stretto.

Pasdaran, nave legata a Israele colpita nello Stretto di Hormuz

I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rivendicano un attacco con un drone contro una nave "nello Stretto di Hormuz" che definiscono "collegata" a Israele. "Un drone ha colpito un'imbarcazione" che è "collegata" a Israele "nello Stretto di Hormuz" e "l'imbarcazione è in fiamme", affermano in un messaggio diffuso su X, aggiungendo che è stata colpita la "Msc Ishyka".

Teheran autorizza il transito di aiuti umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz

Le autorità iraniane hanno rilasciato permessi per il transito nello Stretto di Hormuz a navi che trasportano beni di prima necessità e aiuti umanitari. Lo riporta l'agenzia di stampa Tasnim, citata da Al Jazeera. L'autorizzazione si applica in particolare alle navi dirette verso i porti iraniani o quelli situati nel Mar di Oman, precisa l'agenzia.

Teheran, ricordate sdegno per Zaporizhzhia? Bushehr colpita 4 volte da Usa e Israele

"Ricordate l'indignazione dell'Occidente per le ostilità nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, in Ucraina? Israele e Stati Uniti hanno bombardato la nostra centrale di Bushehr per quattro volte". Esordisce così in un post su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, evocando il conflitto in Ucraina innescato dall'invasione russa su vasta scala, dopo che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha reso noto di essere stata informata dall'Iran che questa mattina un proiettile ha colpito un'area vicina alla centrale nucleare di Bushehr, il quarto incidente di questo tipo nelle ultime settimane. "La pioggia radioattiva porrà fine alla vita nelle capitali dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, non a Teheran - afferma Araghchi nel post mentre proseguono le operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran - Anche gli attacchi alla nostra industria petrolchimica perseguono obiettivi".

Iran, mai rifiutato di andare a Islamabad, grati per suoi sforzi mediazione

"La posizione dell'Iran viene travisata dai media statunitensi. Siamo profondamente grati al Pakistan per i suoi sforzi e non ci siamo mai rifiutati di andare a Islamabad. Ciò che ci interessa sono le condizioni per una fine definitiva e duratura alla guerra illegale che ci viene imposta". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Ieri, il Wall Street Journal ha riferito che l'Iran aveva comunicato ufficialmente ai mediatori la propria indisponibilità a incontrare i funzionari statunitensi a Islamabad nei prossimi giorni.

Rinviato alla prossima settimana voto Onu su Hormuz

È stato rinviato alla prossima settimane il voto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una bozza di risoluzione presentata dal Bahrein per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Cnn, che cita Reuters, ricordando che il voto, inizialmente previsto per ieri, era stato poi posticipato a oggi. Fonti diplomatiche hanno precisato che non c'è ancora una nuova data per il voto slittato alla prossima settimana. La bozza di risoluzione, se adottata, autorizzerebbe i paesi a utilizzare “tutti i mezzi difensivi necessari” per garantire il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una formulazione che non piace alla Cina, alla Russia e anche alla Francia . Ciò equivarrebbe a “legittimare l'uso illegale e indiscriminato della forza, che porterebbe inevitabilmente a un'ulteriore escalation della situazione e a gravi conseguenze”, aveva dichiarato giovedì il rappresentante cinese all'Onu Fu Cong.

Media, esplosioni in sito petrolchimico a Mahshahr

Esplosioni nella Petrochemical Special Economic Zone di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, in Iran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che rilancia notizie dell'agenzia iraniana Fars, parlando di fumo che si leva dall'area.

Cnn, ancora disperso pilota Usa, Teheran parla di "novità per dare caccia a jet"

Nuove tattiche, nuovi equipaggiamenti. Così, dice un generale iraniano, l'Iran "dà la caccia" a velivoli americani. Parole, rilanciate dalla Cnn, dopo che ieri un F-15 americano è stato abbattuto in Iran e un membro dell'equipaggio è ancora disperso e dopo che un A-10 Thunderbolt II è stato colpito ed è precipitato fuori dal territorio iraniano. Secondo il generale di brigata Alireza Elhami, a capo del Comando congiunto della difesa aerea dell'Iran, quanto accaduto è il "risultato di tattiche, impiego di equipaggiamenti moderni e innovazioni nei sistemi di difesa aerea" della Repubblica Islamica. Nessun dettaglio sulle "innovazioni" nelle dichiarazioni riportate dall'agenzia iraniana Irna e rilanciate dalla rete americana. Il generale parla di "confusione e disortientamento per il nemico". I militari iraniani, minaccia secondo quanto riporta la tv satellitare al-Jazeera, sono pronti a tendere imboscate "a jet e droni del nemico". Il generale, rilancia ancora l'emittente, sostiene siano stati intercettati e abbattuti più di 160 droni e decine di missili da crociera mentre proseguono le operazioni militari che Usa e Israele hanno avviato lo scorso 28 febbraio contro l'Iran.

Wsj, in ambasciata Usa a Riad danni ingenti, più gravi di quanto reso

Danni ingenti, più gravi di quanto reso noto sinora. E' la rivelazione del Wall Street Journal dopo l'attacco del mese scorso di droni iraniani contro l'ambasciata Usa in Arabia Saudita. Su quanto avvenuto il 3 marzo il giornale ha sentito ex funzionari americani e altri in servizio. La ricostruzione parla di un drone iraniano finito sul compound Usa a Riad e dell'esplosione di un altro poco dopo. Attacchi, nella notte, che hanno raggiunto un'area dell'ambasciata dove di giorno lavorano centinaia di persone e che hanno provocato danni ingenti in tre piani, sostengono le fonti del giornale. Colpito anche l'ufficio della Cia, affermano. E parlano di un incendio andato avanti per mezza giornata. Una fonte sostiene zone della rappresentanza diplomatica siano danneggiate in modo irreparabile. Il ministero saudita della Difesa aveva invece parlato di un incendio circoscritto e danni di lieve entità.

Diverse esplosioni in zone a nord di Teheran

Diverse esplosioni sono state udite stamani in zone a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera a più di un mese dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non manca di rispondere.

Wsj, anche secondo caccia precipitato è stato abbattuto da Teheran

Anche il secondo caccia americano precipitato in Iran è stato colpito da Teheran. Il pilota è illeso. Lo scrive il Wall Street Journal, citando persone informate sulla vicenda. L’aereo era un A-10 Thunderbolt, comunemente noto come Warthog.

Pentagono, 365 militari feriti da inizio guerra

Sono 365 i militari rimasti feriti in azione nella guerra contro l'Iran. Lo riferiscono i dati del Pentagono disponibili online. Nello specifico 247 dei feriti sono soldati dell'esercito, 63 marinai della Marina, 19 marines e 36 aviatori dell'Aeronautica. La maggior parte dei feriti, 200, erano militari di truppa di grado medio-alto, 85 ufficiali e 80 soldati di truppa di grado inferiore. Il bilancio attuale delle vittime è di 13 militari caduti in combattimento.

Trump: "Cosa faremo se Teheran cattura pilota disperso? Non so dire"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di non essere ancora pronto a dire cosa faranno gli Usa se le forze iraniane dovessero catturare il pilota disperso del caccia abbattuto. "Speriamo che ciò non accada", ha affermato a The Independent.

Media, anche forze di Teheran alla ricerca del pilota Usa disperso

Anche l'esercito iraniano, oltre alle forze statunitensi, è alla ricerca del pilota americano disperso a seguito dell'abbattimento dell'F-15. Lo scrive il New York Times, citando tre funzionari iraniani che hanno parlato in condizione di anonimato per discutere di operazioni militari. Secondo i funzionari il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha isolato un'area nella provincia sud-occidentale di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, dove si ritiene che il velivolo sia precipitato.

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